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Che t’avevo detto, Tommà!”: storia del video “botto” più virale dei rally

Il leggendario "botto" al 19° Fabaria Rally e una frase diventata cult: l'incredibile storia di Tommaso Sciara e Rosario Siragusano, 16 anni dopo.

Ci sono frasi che entrano di diritto nel dizionario degli appassionati di motori e che, grazie al web, diventano immortali. Una di queste è senza dubbio il rimprovero carico di frustrazione e rassegnazione: “Che t’avevo detto, Tommà!”. Quel video, registrato nel 2009 da una camera car e diventato un cult assoluto su YouTube, ci porta nel cuore di una prova speciale dove la tensione è palpabile. Ma che rally era? E chi erano i protagonisti di quel siparietto finito contro un muro?

Il “Botto” al Fabaria Rally

L’episodio è avvenuto durante il 19.o Fabaria Rally (Agrigento), 24.o Rally dei Templi, correva l’anno 2009 (12-13 settembre). In quella giornata di pioggia con asfalto viscido, a bordo di una Renault Clio S1600 della Scuderia Agrigento Rally in Classe S1600 con numero di gara 10, il pilota Tommaso (Tommà) Sciara stava cercando di domare la vettura in discesa sul bagnato nella prova speciale San Biagio di 5,93 km, sotto le indicazioni del suo esperto navigatore. Quella edizione del Fabaria Rally (il secondo evento più importante in Sicilia, dopo la Targa Florio) era valida anche per il Challenge 8° Zona (Sicilia) con coefficiente 2, per il Challenge Internazionale delle Polizie e per il girone Sud del Trofeo Peugeot 207 Rally Junior. (ELENCO ISCRITTI)

Il navigatore, una vera istituzione nel mondo dei rally siciliani e nazionali, è Rosario Siragusano, soprannominato “il Mostro”. Nel video lo sentiamo avvertire ripetutamente il pilota: “Non allungare… non inchiodare perché sbattiamo”. Pochi istanti dopo, in una curva a sinistra che chiude, l’auto scivola via e impatta contro il muretto esterno. Il resto è storia: il silenzio interrotto dal “Che t’avevo detto” e la reazione stizzita di Tommaso che prova invano a riaccendere l’auto.

Rosario ricorda Tommaso dopo 16 anni

La magia dei rally, però, non finisce con un parafango ammaccato. Sedici anni dopo quel fatidico incidente, il tempo sembra essersi fermato. In un recente video realizzato dal pilota Emanuele La Torre, Tommaso racconta l’episodio.

Rosario Siragusano: il navigatore “Mostro” delle Note

Nel sedile di destra siede una vera colonna del rallysmo siciliano e nazionale: Rosario Siragusano, per tutti “il Mostro”. Con una carriera che nel 2026 taglia il prestigioso traguardo dei 30 anni di attività, Siragusano non è solo un navigatore, ma un metronomo della velocità. La sua capacità di leggere il fondo stradale e di gestire la tensione dell’abitacolo lo ha reso uno dei co-piloti più rispettati nel paddock. Il video che lo ritrae è diventato un manifesto della sua professionalità “severa ma giusta”: un uomo che vive per le corse, capace di trasformare un momento di frustrazione sportiva in un pezzo di storia del web, grazie a quella lucidità che solo i grandi veterani possiedono.

Rosario Siragusano: il navigatore "Mostro" delle Note (foto Como Gabriele)
Rosario Siragusano: il navigatore “Mostro” delle Note (foto Como Gabriele)

Tommaso Sciara: il pilota con la passione dietro al volante

L’uomo al volante della Renault Clio S1600 n. 10 | Dietro il celebre appellativo di “Tommà”, diventato virale per quel concitato scambio di battute sotto la pioggia, c’è Tommaso Sciara, un pilota che incarna la passione più autentica del rallysmo siciliano.

Nonostante il video del Fabaria Rally lo ricordi per quel fatidico “lungo” contro il muro, la carriera di Tommaso è fatta di decine di partecipazioni alle gare più iconiche dell’isola. La sua guida è sempre stata caratterizzata da una grande grinta, tipica di chi affronta ogni prova speciale con il coltello tra i denti.

Il video dell’incidente “Tommà, che t’avevo detto?
PS San Biagio di 5,93 del 19.o Fabaria Rally (Agrigento)

Il video di “Tommà” non è solo il racconto di un incidente. È l’essenza stessa del rallysmo: la fiducia totale (e a volte tradita) tra pilota e navigatore, l’adrenalina della pioggia, il dialetto che esplode nella foga del momento e quella capacità tutta sportiva di saper ridere, anni dopo, anche di un “botto” che all’epoca fece malissimo al cuore (e al portafoglio).

Fabaria Rally

Il Fabaria Rally non è una semplice gara automobilistica, ma un pezzo di storia del motorsport siciliano che ha trasformato le strade della provincia di Agrigento in un anfiteatro naturale per generazioni di appassionati. Nato dalla passione viscerale per i motori del territorio, il rally deve il suo nome a Favara (anticamente chiamata Fabaria), centro nevralgico dell’organizzazione e cuore pulsante dell’evento.


Le origini e l’ascesa

La storia del Fabaria Rally inizia ufficialmente negli anni ’90. Sin dalle prime edizioni, la gara si è distinta per un percorso tecnico e selettivo, caratterizzato da asfalti spesso scivolosi e sporchi, che mettevano a dura prova la sensibilità dei piloti e la precisione dei navigatori.

La partenza del 19.o Fabaria Rally (Agrigento), 24.o Rally dei Templi nell'anno 2009
La partenza del 19.o Fabaria Rally (Agrigento), 24.o Rally dei Templi nell’anno 2009

Grazie alla spinta della Pronto Auto e di figure storiche dell’automobilismo agrigentino, il rally è cresciuto rapidamente, passando da evento locale a prova valida per i campionati nazionali e regionali di massimo rilievo, come la Coppa Italia di Zona e il Trofeo Rally Asfalto.

Il Percorso: tra mare e templi

Il fascino unico del Fabaria risiede nel contrasto dei suoi scenari:

  • Le Prove Speciali: tratti cronometrati storici come la “Ciavolotta” o la “Crocca” sono diventati leggendari. Curve strette, dossi improvvisi e spettacolari passaggi tra i muretti a secco.
  • La Cornice: la vicinanza alla Valle dei Templi di Agrigento e l’arrivo trionfale nelle piazze di Favara hanno sempre garantito un impatto scenografico senza eguali, attirando migliaia di spettatori lungo le strade.

Il “Botto” che lo rese Mondiale

Sebbene il rally avesse già una solida reputazione tecnica, è stato paradossalmente un incidente a renderlo noto in tutto il mondo nell’era digitale. Il video di Tommaso Sciara e Rosario Siragusano, finito contro un muro sotto la pioggia battente, ha trasformato una prova speciale del Fabaria in un contenuto virale da milioni di visualizzazioni. Quel “Che t’avevo detto, Tommà!” è diventato, involontariamente, il miglior biglietto da visita per far conoscere la passione e la tensione che si respira in questa gara.

 Locandina del 19.o Fabaria Rally (Agrigento), 24.o Rally dei Templi, correva l'anno 2009
Locandina del 19.o Fabaria Rally (Agrigento), 24.o Rally dei Templi, correva l’anno 2009

L’evoluzione moderna

Negli anni, il Fabaria ha saputo rinnovarsi, diventando spesso Rally del Vallone o unendosi ad altre realtà locali per garantire la sopravvivenza dello sport nonostante le difficoltà economiche e burocratiche. Oggi, parlare di Fabaria Rally significa ricordare:

  • Le sfide tra i “big” siciliani (come i vari Riolo, Currenti, o lo stesso Siragusano).
  • L’ospitalità calorosa del pubblico di Favara.
  • Un albo d’oro che profuma di polvere, gomma bruciata e leggende locali.

Lo sapevi che?

Il Fabaria Rally è famoso per le sue condizioni meteo imprevedibili. Non è raro passare dal sole cocente del mattino a improvvisi temporali fangosi nel pomeriggio, rendendo la scelta delle gomme un vero terno al lotto… proprio come accadde a “Tommà” nel suo video più celebre!

Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »