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Film Ignazio Giunti – La storia mai raccontata, trama e recensione

Disponibile su RaiPlay il docufilm che rende giustizia a uno dei talenti più cristallini e sfortunati dell'automobilismo italiano. Un'opera monumentale frutto di 10 anni di ricerche che ogni appassionato di motori dovrebbe vedere.

Per gli amanti del motorsport storico e per chi non dimentica gli eroi del volante degli anni ’70, è arrivato un contenuto imperdibile. È disponibile su RaiPlay il docufilm “Ignazio Giunti – La storia mai raccontata”, scritto e diretto da Marco Gentili. Un’opera che va oltre la semplice biografia sportiva, scavando nell’uomo e nel contesto di un’epoca irripetibile delle corse. Lo abbiamo visto proiettato presso la sede ACI di Roma e di seguito lo analizziamo.

Ignazio Giunti il film, la trama

Il film non si limita a raccontare la cronaca sportiva, ma costruisce un ritratto intimo di Ignazio Giunti, pilota romano di nobili origini calabresi (il “baronetto” per molti, anche se lui preferiva farsi apprezzare solo per il piede pesante). La narrazione (circolare) dopo un breve excursus sull’incidente del 1971, torna a ritroso sulle origini delle gare dell’asso del volante romano, partendo dalle prime scorribande su strada e in pista con le Abarth, passando per il dominio con le ruote coperte in Alfa Romeo, fino alla chiamata del “Drake” Enzo Ferrari che lo volle sulla 312 B in Formula 1, dove debuttò con un clamoroso 4° posto a Spa-Francorchamps.

Il cuore drammatico del racconto, inevitabilmente, porta lo spettatore a quella maledetta domenica del 10 gennaio 1971 a Buenos Aires. Durante la 1000 km, gara inaugurale del Mondiale Marche, il destino di Giunti si incrociò fatalmente con la Matra di Jean-Pierre Beltoise. Il pilota francese, rimasto senza benzina, stava spingendo la vettura praticamente in mezzo alla pista per raggiungere i box. Nessun commissario segnalò la cosa. Giunti che stava comandando la gara, coperto dalla vettura di Parkes (doppiato) che stava incalzando, si trovò l’ostacolo davanti all’ultimo istante. L’impatto fu devastante e l’incendio che ne seguì spense per sempre il sogno di un potenziale campione del mondo.

Ignazio Giunti film
Ignazio Giunti film

Il documentario, prodotto da Bluebird con il contributo di ACI e ACI Storico, ricostruisce questi eventi non solo per dovere di cronaca, ma per analizzare le dinamiche di una tragedia che cambiò per sempre la percezione della sicurezza in pista.

Un’indagine durata 10 anni

“Ignazio Giunti – La storia mai raccontata” è un lavoro che colpisce per la profondità della ricerca. Partito senza committenza, il regista Marco Gentili ha impiegato circa dieci anni per raccogliere testimonianze inedite e materiali d’archivio rari, e questa cura maniacale traspare in ogni fotogramma. Un racconto genuino di un’epoca vera e pericolosa del motorsport.

Punti di forza:

  • Le Testimonianze: Il film vanta interventi di pesi massimi dell’automobilismo come Jacky Ickx, Arturo Merzario e Nanni Galli. Sentire dalla loro viva voce il ricordo di Ignazio, non solo come rivale ma come amico e uomo, aggiunge uno spessore emotivo che manca in molti documentari moderni.
  • Il Ritmo: Lontano dall’essere un freddo susseguirsi di date e classifiche, il montaggio alterna sapientemente fiction ricostruttiva e interviste a repertori dell’epoca, rendendo la visione fluida anche per chi non è un esperto di storia delle corse.
  • La Verità Storica: Il film ha il merito di non edulcorare la realtà sull’incidente di Buenos Aires, evidenziando le responsabilità e l’assurdità di una tragedia evitabile, definita da molti come uno spartiacque tra il “prima” e il “dopo” nella gestione delle gare.​ Quella tragedia, infatti, si trasformò rapidamente nel celebre “Caso Giunti”: una battaglia di civiltà condotta in prima linea da Autosprint e dal suo direttore Marcello Sabbatini. Dalle colonne del settimanale partì una crociata contro l’irresponsabilità di Beltoise e la disorganizzazione dei commissari argentini, che segnò un punto di non ritorno. Fu l’inizio di una nuova era per il motorsport, dove la sicurezza non era più un optional ma un imperativo, portando a regole ferree e circuiti moderni

Perché vederlo

Perché restituisce dignità e memoria a un pilota che, come Elio De Angelis o Lorenzo Bandini, è stato strappato alla vita troppo presto. È un documentario che fa male per l’epilogo che tutti conosciamo, ma che fa anche bene al cuore per come celebra la passione pura di quegli anni. Un omaggio “stupendo” che finalmente colma un vuoto durato oltre cinquant’anni.

“Ignazio è morto senza poter esprimere gran parte delle sue potenzialità” così afferma il nipote Vittorio Tusini Cottafavi.

“Colpisce il coinvolgimento emotivo ancora presente per un evento accaduto più di mezzo secolo fa” aggiunge il regista Marco Gentili.

Cast e attori del film Ignazio Giunti

Come documentario, il cast di “Ignazio Giunti – La storia mai raccontata” è composto prevalentemente da figure reali (piloti, tecnici, amici e familiari) che compaiono come testimoni di se stessi. Tuttavia sono presenti alcune parti ricostruite con attori che interpretano i personaggi in giovane età o in situazioni specifiche.

Nome Ruolo
Ignazio Giunti Se stesso (filmati d’archivio)
Jacky Ickx Se stesso (intervistato – ex pilota Ferrari)
Arturo Merzario Se stesso (intervistato – ex pilota Ferrari)
Nanni Galli Se stesso (intervistato – ex pilota Alfa Romeo/Ferrari)
Mauro Forghieri Se stesso (intervistato – ex Direttore Tecnico Ferrari)
Emanuele Pirro Se stesso (intervistato – ex pilota F1/Endurance)
Nino Vaccarella Se stesso (intervistato – ex pilota Targa Florio)
Sandro Munari Se stesso (intervistato – ex pilota Rally)
Gian Luigi Picchi Se stesso (intervistato – ex pilota Alfa Romeo)
Andrea de Adamich Se stesso (intervistato – ex pilota Alfa Romeo)
Gherardo Severi Se stesso (intervistato – Ingegnere Maserati / Porsche /Alfa Romeo)
Antonello Coletta Se stesso (intervistato – Responsabile Ferrari Attività Sportive GT)
Alberto Sabbatini Se stesso (intervistato – Giornalista / ex Direttore Autosprint)
Mario Donnini Se stesso (intervistato – Giornalista Autosprint)
Lino Ceccarelli Se stesso (intervistato – Giornalista)
Roberto Piccinini Se stesso (intervistato – Fotografo Actualfoto)
Ciccio Liberto Se stesso (intervistato – Calzolaio dei piloti)
Mara Lodirio Se stessa (intervistata – compagna di Giunti)
Vittorio Tusini Cottafavi Se stesso (intervistato – Nipote Giunti e biografo)

Nota: Il documentario unisce materiale di repertorio a interviste inedite raccolte dal regista Marco Gentili nell’arco di circa dieci anni. Le “parti fiction” servono principalmente da raccordo narrativo e non hanno un cast di attori protagonisti famosi accreditati nei ruoli principali, concentrandosi invece sulla verità storica dei testimoni. Inoltre la voce fuori campo è di Massimiliano Manfredi.

Scheda film di Ignazio Giunti

  • Data di uscita: 7 novembre 2025 (streaming su RaiPlay)
    È prevista anche la messa in onda su Rai 3 il 18 gennaio 2026.
  • Genere: Documentario / Biografico / Sportivo
  • Anno: 2025
  • Durata: 85 minuti
  • Regia: Marco Gentili
  • Attori principali: Ignazio Giunti (filmati d’archivio), Jacky Ickx, Arturo Merzario, Nanni Galli, Nino Vaccarella, Gian Luigi Picchi, Emanuele Pirro, Mario Forghieri, Alberto Sabbatini, Mario Donnini (partecipano come se stessi/intervistati)
  • Paese: Italia
  • Distribuzione: RaiPlay (streaming), Rai Documentari (TV)
  • Sceneggiatura: Marco Gentili
  • Fotografia: Materiale d’archivio storico restaurato (gran parte archivio Actualfoto)
  • Produzione: Bluebird (con il contributo di ACI, ACI Storico e Rai Documentari)

Ferrari 312 PB, ovvero la coprotagonista

L’auto protagonista del film, in quanto vettura legata all’evento centrale della narrazione e al tragico destino del pilota, è la Ferrari 312 PB. Ecco i dettagli sull’auto nel contesto del film:

  • Modello: Ferrari 312 PB (Prototipo “B” con motore Boxer da 3 litri derivato dalla Formula 1).
  • Numero di gara: Nel film e nella realtà storica dell’incidente, la vettura portava il numero 24 (variabile a seconda delle gare, ma spesso associato al debutto tragico di Buenos Aires).
  • Ruolo nel film: È la vettura su cui Ignazio Giunti riponeva le speranze per il campionato mondiale del 1971 e su cui perse la vita nell’incidente del 10 gennaio a Buenos Aires, schiantandosi contro la Matra di Beltoise.
Ignazio Giunti su Ferrari 312PB
Ignazio Giunti su Ferrari 312 PB

Nel documentario appaiono anche altre auto significative per la carriera di Giunti, come l’Alfa Romeo Giulietta TI presa a noleggio con cui intraprese la carriera da pilota, la Fiat 500 N preparata Giraldi e la Fiat-Abarth 850TC del team Bardahl fino all’Abarth 1000 TC, l’Alfa Romeo Giulia GTA (con cui dominò la scena) prima con il team Angelini e poi con Autodelta per poi passare all’Alfa Romeo 33 nelle sue due evoluzioni, oltre alla Ferrari 512 S con cui ottenne successi prestigiosi come a Sebring nel 1970 seguita dalla versione M. Sul finale compare anche la 312B di Formula 1, in particolare si tratta del modello appartenente a Paolo Barilla e visto nel docufilm Ferrari 312B. Tuttavia, la 312 PB rimane il simbolo drammatico e centrale della “storia mai raccontata”.

Trailer film: Ignazio Giunti – La storia mai raccontata

Trailer film Ignazio Giunti – La storia mai raccontata

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