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Renault, la sostenibilità non è un capitolo: è il libro intero della strategia futuREady

Renault Group punta a neutralità carbonica, 30% di materiali riciclati e sicurezza al 70% entro il 2030: viaggio nella strategia futuREady tra elettrificazione, riciclo batterie e soccorsi post-incidente.

Basta un incontro con Clea Martinet, VP Group Sustainability di Renault Group, per capire che le cose sono cambiate: la sostenibilità non è più un capitolo a parte nell’organigramma, ma il criterio con cui si valuta ogni singola decisione.

Tradotto in soldoni: dentro Renault non si progetta più un’auto e poi si “aggiunge” un pizzico di green a fine ricetta. Il pensiero sostenibile è già nell’impasto, presente dal primo schizzo su carta fino allo smaltimento a fine vita del veicolo — un ciclo completo, senza scorciatoie.

Tutto questo trova casa nel piano strategico futuREady, e in particolare nel pilastro ExcellenceREady, che tiene insieme tre obiettivi che a prima vista potrebbero sembrare in tensione tra loro e che invece Renault vuole far marciare in parallelo: meno impatto ambientale, propulsori più efficienti e strade più sicure. Tre fronti, un’unica direzione di marcia.

Obiettivi sulla sostenibilità

Il Gruppo ha definito una serie di traguardi legati alla riduzione delle emissioni e all’economia circolare. Tra questi:

  • raggiungere la neutralità carbonica in Europa entro il 2040 e nel mondo entro il 2050;
  • utilizzare entro il 2030 oltre il 30% di materiali riciclati o provenienti da processi di economia circolare nei veicoli;
  • arrivare a una gamma Renault completamente elettrificata in Europa, con il 50% dei modelli completamente elettrici;
  • sviluppare tecnologie di sicurezza capaci di intervenire sul 70% delle principali cause di incidente entro il 2030.

La sostenibilità viene quindi considerata lungo tutto il ciclo di vita del veicolo, includendo materiali, energia, utilizzo e riciclo.

Dall’innovazione ai veicoli di serie

Per Renault Group la sostenibilità è un principio guida che orienta fin dal principio lo sviluppo dei nuovi modelli. Concept car e demo car diventano veri e propri laboratori di sperimentazione per testare soluzioni innovative applicate a materiali, design, efficienza energetica e sicurezza.

Tra le realizzazioni più recenti spiccano la demo car Renault Emblème e la concept car Scenic Vision, nate per esplorare nuove strade nella riduzione delle emissioni e nella gestione responsabile delle risorse.

In particolare, la Renault Emblème è stata concepita con una visione integrata sull’intero ciclo di vita della vettura, ponendosi l’obiettivo di abbattere fino al 90% le emissioni complessive rispetto a un’auto familiare con motorizzazione termica tradizionale.

Renault Scenic E-Tech Esprit Alpine su strada
Renault Scenic E-Tech Esprit Alpine

Dalla fase di ricerca si passa poi all’ingegnerizzazione e alla produzione, dove le soluzioni devono confrontarsi con vincoli industriali, costi, normative e necessità degli automobilisti.

Un esempio è la Scenic E-Tech Electric, modello che integra materiali riciclati, soluzioni per la riduzione dell’impatto ambientale e tecnologie dedicate alla sicurezza.

Economia circolare e il nodo del riciclo delle batterie

Se da un lato le indicazioni fornite da Clea Martinet e le linee guida ufficiali mettono l’accento sull’impiego di materiali riciclati nelle parti strutturali e negli interni, dall’altro resta centrale il nodo della gestione del fine vita delle batterie di trazione.

In questo ambito, Renault Group risponde attraverso The Future is NEUTRAL (società nata in partnership con SUEZ), definita come la prima realtà europea interamente dedicata all’economia circolare nel settore automotive. La strategia del Gruppo sulla catena delle batterie si sviluppa lungo tre direttrici fondamentali:

  • Riparazione e mantenimento: l’obiettivo primario è estendere al massimo la prima vita utile del pacco batterie all’interno del veicolo. Attraverso la controllata GAIA, il Gruppo è già in grado di ripristinare e riparare oltre il 90% dei pacchi batteria difettosi.
  • Seconda vita (Second Life): quando i moduli usati non offrono più prestazioni ottimali per la trazione ma conservano un’adeguata capacità residua, vengono riconvertiti per l’impiego nello stoccaggio stazionario di energia o per altre forme di mobilità leggera.
  • Riciclo a ciclo chiuso (Car-to-Car): si passa infine al recupero industriale e alla raffinazione dei metalli critici — come litio, nichel e cobalto. Attraverso poli specializzati come la Refactory di Flins e la rete INDRA, le materie prime vengono recuperate per poi essere reimpiegate direttamente nella produzione di nuovi pacchi batteria.

Elettrificazione e sviluppo dei propulsori

La riduzione delle emissioni passa inevitabilmente per il continuo efficientamento dei sistemi di propulsione, ambito in cui Renault Group adotta un approccio multi-tecnologico che affianca motorizzazioni 100% elettriche, soluzioni ibride e nuove architetture dedicate.

Un esempio concreto di questa visione è lo sviluppo dei motori elettrici a rotore avvolto privi di terre rare, una tecnologia consolidata a cui si affiancherà la nuova piattaforma elettrica di nuova generazione RGEV Medium 2.0, il cui debutto è previsto per il 2028.

I benefici ambientali di questo approccio sono tangibili: secondo le analisi condotte dal Gruppo, l’impiego di vetture a trazione interamente elettrica consente di abbattere fino al 73% delle emissioni di CO₂ lungo l’intero ciclo di vita del veicolo rispetto a un modello equivalente con propulsore termico.

Motore elettrico Renault a 800 V, caratteristiche
Motore elettrico Renault E7A

Parallelamente, la tecnologia ibrida E-Tech punta alla riduzione dei consumi attraverso l’integrazione tra motore termico, motori elettrici e gestione intelligente dell’energia. In ambito urbano, il sistema può consentire una riduzione dei consumi fino al 40%.

Range extender per aumentare l’autonomia elettrica

Tra le innovazioni in fase di sviluppo figura anche un’architettura range extender, in cui il propulsore termico non fornisce trazione alle ruote, ma opera esclusivamente come generatore a bordo per ricaricare la batteria.

Questa tecnologia verrà integrata sulla nuova piattaforma elettrica di Renault Group con l’obiettivo di garantire un’esperienza di guida prevalentemente a zero emissioni, eliminando al contempo l’ansia da ricarica nei lunghi trasferimenti.

Le stime del Gruppo indicano prestazioni di assoluto rilievo: la combinazione delle due unità consentirà di raggiungere un’autonomia complessiva fino a 1.400 km in ciclo WLTP, mantenendo le emissioni di CO₂ al di sotto dei 25 g/km.

Clea Martinet, VP Group Sustainability di Renault Group durante il nostro incontro.
Clea Martinet, VP Group Sustainability di Renault Group durante il nostro incontro.

Sicurezza stradale: il programma Human First

La tutela delle persone rappresenta un ulteriore pilastro fondamentale nella visione di sostenibilità di Renault Group. Attraverso il programma Human First, il Gruppo adotta un approccio integrato alla sicurezza stradale che combina avanzati sistemi di assistenza alla guida (ADAS), l’analisi approfondita dei dati sugli incidenti e una stretta collaborazione con i servizi di soccorso per agire in ogni fase del rischio.

Attualmente, il pacchetto di tecnologie sviluppate da Renault consente di coprire e prevenire il 50% delle principali cause d’incidente, con il traguardo già fissato di estendere questa protezione al 70% entro il 2030.

Tra i sistemi disponibili sui modelli Renault ci sono:

  • frenata automatica d’emergenza;
  • monitoraggio dell’angolo cieco;
  • assistenza al mantenimento della corsia;
  • parcheggio automatico;
  • sistemi di monitoraggio del conducente.

La diffusione degli ADAS riguarda diversi segmenti della gamma, dai modelli più compatti fino ai veicoli di fascia superiore.

Tecnologie per prevenire gli incidenti

Oltre agli interventi automatici, Renault Group sta sviluppando sistemi dedicati alla prevenzione dei comportamenti a rischio.

Tra questi troviamo:

  • Safety Coach, che fornisce suggerimenti personalizzati sulla guida;
  • Safety Score, che assegna un punteggio allo stile di guida;
  • My Safety Switch, che permette di gestire rapidamente alcune impostazioni dei sistemi di assistenza.

Le future generazioni di tecnologie includeranno anche sistemi per il rilevamento del consumo di alcol da parte del conducente e soluzioni di chiamata automatica di emergenza.

Economia circolare e gestione delle risorse

E non si tratta solo di emissioni allo scarico. Renault Group guarda anche a monte, alla materia prima con cui un’auto viene costruita: meno consumo di risorse vergini, più riciclo, e l’obiettivo dichiarato di alzare sensibilmente la quota di materiali riciclati a bordo, tagliando al contempo la dipendenza da quelle materie critiche che oggi rendono le filiere globali un terreno scivoloso.

Il ragionamento, ancora una volta, abbraccia l’intero ciclo di vita della vettura: non conta solo come un’auto si comporta su strada, ma come nasce, come viene assemblata e — soprattutto — cosa succede ai suoi componenti quando arrivano a fine corsa.

Tecnologie per i soccorsi dopo un incidente

La sicurezza, per Renault, non si esaurisce nell’attimo prima dell’impatto: conta anche cosa succede dopo. Ed è qui che entra in scena Fireman Access, un sistema sviluppato a stretto contatto con i servizi di emergenza per dare ai Vigili del Fuoco un’arma in più contro il nemico più temuto delle elettriche: l’incendio della batteria. Il risultato è un intervento più rapido e, dettaglio tutt’altro che marginale, un consumo d’acqua molto più contenuto per spegnere le fiamme.

A completare il quadro c’è il Rescue Seat, pensato per aprire una strada più semplice ai soccorritori quando si tratta di estrarre i passeggeri dall’abitacolo. Due innovazioni, un solo obiettivo: fare in modo che la sicurezza non si fermi al momento dell’incidente, ma accompagni l’intera gestione dell’emergenza.

Fireman Access facilita l'intervento dei vigili del fuoco sugli incendi delle batterie dei veicoli elettrici
Fireman Access facilita l’intervento dei Vigili del Fuoco sugli incendi delle batterie dei veicoli elettrici

Tecnologie, produzione, materiali, sicurezza: la strategia di sostenibilità di Renault Group si gioca su più tavoli contemporaneamente, ma con un unico filo conduttore. Meno impatto ambientale, più efficienza, e uno sguardo che non si ferma mai a un singolo momento della vita di un’auto, ma la accompagna dalla culla alla rottamazione.

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Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »