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La nuova Tesla Roadster “vola” davvero? Tra razzi SpaceX e fisica: analizziamola….

Razzi ad aria compressa SpaceX, accelerazione da 0 a 100 in meno di un secondo e la controversa evoluzione in aria: analizziamo cosa c'è di vero e cosa è puro show-marketing nella nuova supercar di Elon Musk.

La nuova Tesla Roadster di Musk è stata mostrata come realtà e punta a ridefinire il concetto di hypercar elettrica con prestazioni estreme, soluzioni aerodinamiche inedite e razzi derivati dalla tecnologia spaziale di SpaceX. Dopo anni di attesa, la sportiva di Elon Musk torna al centro dell’attenzione con un progetto che promette un’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di un secondo e, nella configurazione più esclusiva, la possibilità di sollevarsi da terra grazie a speciali propulsori.

Ma quando Elon Musk promette di superare i confini della fisica automobilistica, il mondo dei motori si divide sempre tra entusiasmo e profondo scetticismo. Le recenti dimostrazioni della nuova Tesla Roadster — accreditata di accelerazioni record da 0 a 100 km/h in meno di un secondo e persino di fugaci “lievitazioni” da terra con evoluzioni in aria — hanno riacceso il dibattito sulla fattibilità tecnica di una vettura di serie capace di integrarsi con tecnologie di derivazione aerospaziale. Ma quanto c’è di vera ingegneria applicabile e quanto, invece, appartiene alla spettacolarizzazione mediatica?

Per fare chiarezza su pesi, spinte propulsive e dinamica del veicolo, abbiamo anche analizzato nel dettaglio la manovra acrobatica della supercar americana.

Caratteristiche

La vettura si distingue dalla concept presentata nel 2017 per il design più spigoloso, l’abitacolo minimalista e una serie di soluzioni tecniche che puntano a incrementare l’aderenza in curva e le prestazioni in pista. Il progetto, tuttavia, è ancora in fase di sviluppo e molte delle caratteristiche annunciate dovranno essere confermate sul modello definitivo.

La gamma dovrebbe articolarsi in tre configurazioni, Performance, Thrust e Rocket, con livelli di prestazioni e dotazioni differenti. La versione Rocket, destinata a una clientela selezionata, dovrebbe integrare dieci razzi derivati dal programma SpaceX.

Accelerazione da 0 a 100 km/h in 0,81 secondi

La prestazione più impressionante della nuova Tesla Roadster riguarda l’accelerazione. Durante la presentazione, il prototipo ha mostrato uno scatto da fermo a 60 mph, equivalenti a circa 96,6 km/h, in appena 0,81 secondi. Il risultato è stato dichiarato nel corso di una dimostrazione, senza che siano stati resi pubblici tutti i dettagli delle condizioni di prova.

È importante distinguere questo dato da quello relativo allo 0-100 km/h: la velocità di 60 mph è leggermente inferiore e non consente di attribuire automaticamente alla vettura lo stesso tempo per raggiungere i 100 km/h.

Tesla Roadster anteriore 3/4
Tesla Roadster

La configurazione elettrica dovrebbe utilizzare due motori posteriori e una potenza complessiva superiore a 1.500 CV. Il pacco batterie è integrato nella piattaforma, con celle cilindriche agli ioni di litio di tipo 4680 e una nuova architettura di raffreddamento. La copertura della batteria è descritta come realizzata in titanio per contenere il peso e aumentare la resistenza strutturale.

La velocità massima dichiarata supera i 370 km/h, mentre Elon Musk ha indicato l’obiettivo ambizioso di avvicinarsi a 610 km/h.

Ventole di aspirazione e aerodinamica attiva: fino a 2 g in curva

Una delle soluzioni più insolite della Tesla Roadster è il sistema di aspirazione collocato nella parte inferiore della vettura. Il dispositivo utilizza quattro ventole elettriche per estrarre l’aria da sotto il fondo e creare una depressione che spinge la carrozzeria verso la superficie di appoggio.

Durante la presentazione, Tesla ha dichiarato che il sistema è in grado di generare una forza equivalente a 2 g, sufficiente, secondo la dimostrazione, a mantenere la vettura aderente a una rampa curva anche quando si trova capovolta. Non si tratta, quindi, soltanto di aumentare il carico aerodinamico alle alte velocità, ma di utilizzare un sistema attivo capace di produrre deportanza anche quando la velocità è ridotta.

Il dispositivo lavora insieme a un’aerodinamica attiva che comprende appendici mobili, aperture per la gestione dei flussi d’aria e superfici progettate per aumentare la deportanza e favorire il raffreddamento dei freni. Alcuni elementi si ispirano alle soluzioni impiegate nelle monoposto da competizione.

L’obiettivo dichiarato è migliorare la tenuta di strada nelle curve ad alta velocità e rendere possibili manovre altrimenti difficili da ottenere con una normale auto sportiva.

Razzi spaziali sull’auto

La caratteristica più particolare della nuova Roadster è il sistema di propulsione supplementare sviluppato in collaborazione con SpaceX. La soluzione utilizza serbatoi ad alta pressione e ugelli che rilasciano gas compresso per generare una spinta aggiuntiva.

Si tratta di veri e propri razzi: il sistema comprende dieci ugelli a gas freddo, distribuiti in diverse zone della vettura: quelli posteriori contribuiscono alla spinta longitudinale, mentre gli altri permettono di controllare il movimento e l’assetto durante le manovre aeree. I serbatoi utilizzano una struttura composita rinforzata, una tecnologia impiegata anche nel settore aerospaziale.

Tesla Roadster dettaglia dei razzi che permettono di sollevarsi da terra
Dettagli dei razzi che permettono di sollevarsi da terra

Il principio non prevede l’impiego di carburante per razzi o la combustione. La spinta viene ottenuta liberando gas conservato ad alta pressione attraverso ugelli orientati in direzioni differenti.

Auto volante

Durante la presentazione, il prototipo si è avvicinato molto all’idea di auto volante, percorrendo una rampa fino a raggiungere una posizione capovolta, per poi staccarsi dalla struttura, compiere una rotazione in aria e tornare a terra. In un’altra dimostrazione, la vettura ha superato una fila di veicoli grazie ai propulsori.

La dimostrazione Tesla Roadster

Questa tecnologia è prevista nella versione più estrema della Roadster (Rocket), ma la possibilità di utilizzarla su strada e le relative condizioni di sicurezza e omologazione non sono state chiarite. Le manovre mostrate durante l’evento non devono quindi essere considerate una funzionalità utilizzabile nella normale circolazione.

Tesla Roadster Performance, Thrust e Rocket

La gamma annunciata comprende configurazioni che differiscono soprattutto per il sistema di propulsione supplementare e per le prestazioni dichiarate. Si tratta della Performance che è la versione di partenza, con motorizzazione elettrica e sistema di aspirazione mediante ventole. È prevista in configurazione stradale a due posti. Per questa versione Tesla richiede un deposito di prenotazione di 50.000 dollari.

Tesla Roadster Thrust aggiunge i propulsori supplementari dedicati all’accelerazione. Tesla ha mostrato prestazioni inferiori al secondo nello scatto da 0 a 60 mph, ma il dato di 0,81 secondi non è stato associato pubblicamente in modo inequivocabile a uno specifico allestimento. Il deposito indicato è di 250.000 dollari.

Infine la Rocket è la configurazione più estrema, con il sistema completo di propulsori per le manovre aeree. È prevista come modello monoposto e Tesla la descrive come disponibile esclusivamente su invito, essendo riservata a una clientela selezionata.

Com’è fuori

Rispetto alla concept presentata nel 2017, la nuova Tesla Roadster adotta una carrozzeria ridisegnata, con superfici più nette e un’impostazione che richiama il mondo delle hypercar.

Il frontale è basso e affilato, mentre la parte posteriore integra elementi aerodinamici e le uscite dei propulsori supplementari. Le appendici mobili sono pensate per modificare il comportamento aerodinamico in funzione delle condizioni di guida.

Tesla Roadster posteriore 3/4
Tesla Roadster posteriore 3/4

Anche la configurazione del tetto è particolare: sono previsti pannelli rimovibili che permettono di trasformare l’abitacolo in una configurazione aperta. Le portiere si sollevano verso l’alto e in avanti, contribuendo a distinguere la Roadster dalle altre sportive elettriche del marchio.

Interni

L’abitacolo riprende l’impostazione minimalista tipica di Tesla, ma con una configurazione più orientata alla guida sportiva. La plancia integra un display centrale rivolto verso il conducente, mentre i sedili hanno fianchetti pronunciati per contenere il corpo durante le accelerazioni laterali.

Il volante Yoke, con la corona aperta nelle parti superiore e inferiore, si accompagna a comandi digitali e palette. Acceleratore, freno e sterzo adottano sistemi by-wire: i comandi del conducente vengono trasmessi elettronicamente agli attuatori, senza un collegamento meccanico diretto tradizionale.

Tesla Roadster volante
Volante Yoke e display centrale orientato verso il conducente

La scelta si inserisce in una filosofia diversa da quella delle altre Tesla: Elon Musk ha descritto la Roadster come un’auto destinata a conservare la guida manuale, in un momento in cui il costruttore sta investendo maggiormente nelle tecnologie di guida autonoma.

Prezzo e uscita

La produzione della nuova Roadster è prevista per il 2028, secondo quanto dichiarato da Elon Musk durante la presentazione. Non è stato ancora annunciato un prezzo di listino definitivo per il mercato italiano.

Tesla ha indicato un deposito di 50.000 dollari per la versione Performance e di 250.000 dollari per la Thrust. La versione Rocket, con sistema completo per le manovre aeree, è invece proposta su invito. Il progetto arriva dopo quasi nove anni dalla prima presentazione della seconda generazione, avvenuta nel 2017.

ANALISI: realtà tecnologica o show di magia?

Vedere una vettura da oltre due tonnellate staccare le ruote da terra e completare una rotazione a bassa velocità (il cosiddetto “kickflip”) fa giustamente sollevare più di un dubbio a chi conosce le leggi della fisica. Da ingegnere e collaudatore, è doveroso fare alcuni chiarimenti fondamentali su ciò che è stato mostrato dallo show-man Elon Musk:

La trappola della massa: un pacco batterie da 100–200 kWh pesa tra i 600 e i 900 kg. Per sollevare e far ruotare in aria un’auto da oltre 2.000 kg a velocità quasi nulla servirebbe una spinta propulsiva da missile tattico. Il prototipo utilizzato per l’acrobazia, molto probabilmente, è stato visibilmente alleggerito e svuotato dei moduli batteria tradizionali per fare spazio ai serbatoi di aria compressa ad alta pressione (COPV derivati da SpaceX). Non c’è alcun sostentamento aerodinamico (che richiederebbe velocità elevate). La vettura sfrutta il controllo d’assetto mediante spinta vettoriale (Thrust Vectoring): micro-ugelli ad aria sparano getti ad altissima pressione verso il basso e di lato, calcolando al millesimo d’impulso la rotazione e l’atterraggio.
La manovra acrobatica non è stata eseguita da un collaudatore in carne ed ossa a bordo, ma da un prototipo remoto sviluppato ad hoc come “laboratorio volante”.

Sicuramente la tecnologia ad aria compressa di SpaceX applicata all’automotive è un esercizio ingegneristico affascinante, ma la versione “Rocket” capace di volare resterà un prototipo da esibizione o per uso pista su invito, del tutto privo di omologazione stradale?

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Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »