Speedline acquisita da Sigit, salvo il noto marchio italiano di ruote in lega
Speedline, storico produttore di cerchi in lega in amministrazione straordinaria, è stata acquisita da Sigit, che prevede investimenti e un confronto sindacale per la continuità produttiva a Santa Maria di Sala.

Sigit, azienda con sede a Chivasso (TO) attiva nella progettazione e produzione di componenti in materiale termoplastico, gomma e alluminio per il settore automotive, ha vinto la gara internazionale per l’acquisizione di Speedline, storico marchio veneziano specializzato in cerchi in lega di alta gamma e attualmente in amministrazione straordinaria da circa un anno.
Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’operazione si basa su un piano di solidità industriale e strategica ed è accompagnata da investimenti rilevanti. Nei prossimi giorni è previsto l’avvio del confronto sindacale per definire un accordo sulla gestione dell’organico e sulla continuità produttiva dello stabilimento di Santa Maria di Sala (Venezia).
Speedline acquisizione
Il rilancio di Speedline
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha definito Speedline un simbolo del Made in Italy in difficoltà, sottolineando come l’operazione miri a riportare una prospettiva industriale stabile al marchio, con la salvaguardia dell’occupazione e competenze produttive.
Il marchio Speedline nasce nel 1972 nell’ambito di Speedline Corse, evoluzione della precedente esperienza Esap del 1967. Fin dagli esordi si è distinto nel settore motorsport per innovazione e qualità tecnica, diventando fornitore di riferimento in Formula 1 e nei principali campionati internazionali.

Negli anni ha collaborato con diversi costruttori automobilistici di alto livello, consolidando una presenza nel segmento premium e racing.
Crisi Speedline
Dal 2007 Speedline è entrata in una fase complessa dopo il passaggio sotto il controllo del gruppo svizzero Ronal. Le aspettative di sviluppo non sono state pienamente rispettate e nel tempo si è assistito a un ridimensionamento progressivo delle attività industriali in Italia.
Nel 2021 sono stati annunciati tagli e delocalizzazioni produttive, seguiti da un ulteriore peggioramento della situazione finanziaria. Nel 2023 la società è passata al fondo di investimento Callista Private Equity, senza però un reale rilancio industriale. La crisi ha portato infine all’amministrazione straordinaria, aprendo la strada al nuovo intervento di Sigit.
Nuova fase industriale con Sigit
Con l’ingresso di Sigit si apre una nuova fase per Speedline, con l’obiettivo di garantire continuità produttiva e occupazionale e di riportare stabilità industriale allo stabilimento di Santa Maria di Sala.

L’operazione viene interpretata come un tentativo di rilancio basato su una struttura industriale già consolidata nel settore automotive, con particolare attenzione alla filiera dei componenti tecnici e alla produzione specializzata.
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