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Sandro Munari, addio al primo pilota italiano a vincere il campionato rally

Ad 85 anni muore Sandro Munari, leggendario pilota di Lancia ed autore di prestazioni memorabili a Monte Carlo. Ricordiamo la sua storia ed il suo percorso agonistico fino ai grandi successi.

L’epoca delle vittorie Lancia rappresenta un periodo d’oro per molti appassionati di motori, e tutti inneggiavano al “Drago” per la grafica sul suo casco: Sandro Munari. Il pilota di origine veneta ha conquistato l’affetto del pubblico grazie a prestazioni memorabili, su alcuni dei mezzi più vincenti della storia del rallysmo, e non solo. Il Drago ha vinto 4 volte a Monte Carlo e anche una Targa Florio su Ferrari. Ma sono state correttezza e capacità tecniche che gli hanno permesso di guadagnarsi l’affetto e la stima di molti fan.

Il 28 Febbraio 2026 rappresenta una data triste per tanti appassionati, poiché scompare a Bologna Sandro Munari. Dopo una lunga malattia, il Drago si spegne a 85 anni (Cavarzere, 27 marzo 1940 – Bologna, 28 febbraio 2026). Qualche allineamento astrale ha voluto la coincidenza fra la sua dipartita e l’agognato ritorno di Lancia nei rally con il progetto Ypsilon Gr.2.

Le origini di Sandro

Sandro nasce nel 1940 a Cavarzere, in provincia di Venezia, e ben presto si innamora dell’automobilismo. Come lui stesso racconta, scopre la sua passione quando, nel 1947, assiste alla Mille Miglia assieme al padre, anche lui appassionato di auto. Da lì i Kart e tutti gli step necessari a guadagnarsi un posto fra i grandi, nonostante le difficoltà economiche. 

Sandro Munari  sul Colle de Turini a bordo di una Lancia Fulvia Coupé
Sandro Munari sul Colle de Turini a bordo di una Lancia Fulvia Coupé

L’esordio e gli anni ‘60

Munari comincia a farsi notare su una Lancia Appia Zagato nelle gare in salita, fino a quando, nel 1964, viene chiamato da Arnaldo Cavallari per un rally in Sardegna. Arnaldo era già un pilota affermato e capace, mentre Sandro aveva solo 24 anni e per ragioni economiche aveva accettato di fare da copilota. Ma i due vinsero il rally instaurando un rapporto molto prolifico e l’inizio di una relazione con Lancia. Infatti già dal ’65, da semi-privato, comincia a partecipare al campionato italiano con una Fulvia Coupé 1.6 HF. Pian piano diventa collaudatore, nel 1966, sviluppando un forte senso di squadra ed esperienza al volante, per poi firmare come pilota ufficiale. Nel ’67 debutta nel suo primo rally internazionale, proprio sul suolo che lo renderà una leggenda, a Monte Carlo. 

Quell’anno conquisterà il Tour de Corse in ambito internazionale, ma laureandosi per la prima volta Campione italiano rally, Coppa FIA piloti. Nel ’68 rimase coinvolto in un grave incidente e gli asportarono la milza, ma appena poté, Sandro affinò la sua tecnica su asfalto e fondi misti, diventandone maestro. Nel 1969 si riscatta, conquistando nuovamente il titolo di Campione italiano piloti sempre su Fulvia HF, secondo ed ultimo titolo nazionale.

Gli anni ’70, fra Ferrari e Stratos

A giudicare dai risultati, il 1970 e ’71 non rappresentano i suoi anni migliori, ma lo mettono in condizione di migliorare fino a farsi notare anche da Enzo Ferrari. Il Drake ne riconosceva la bravura, oltre alla personalità altamente competitiva ma corretta. Lancia nel frattempo stava cercando una sostituta per la Fulvia, concentrandosi sul progetto che avrebbe portato alla Stratos. Ma c’era il problema del propulsore: Lancia chiese a Ferrari la possibilità di montare i suoi V6, ma Enzo si rifiutò inizialmente poiché stavano sviluppando la loro versione di supercar a motore centrale. Ciò che fece cambiare idea a Ferrari fu proprio Munari: Sandro avrebbe corso la Targa Florio con il marchio del Cavallino e in cambio sarebbero stati forniti i motori per il progetto Stratos. Si può quindi affermare che senza Sandro non sarebbe mai nata la Stratos come oggi la conosciamo.

 Il prototipo Stratos con cui correrà Sandro Munari ritratto con i collaudatori Lancia
Il prototipo Stratos con cui correrà Sandro Munari ritratto con i collaudatori Lancia

Nessun problema per Munari che, assieme ad Arturo Merzario, porta la Ferrari 312 PB alla vittoria della gara siciliana, dimostrando una capacità trasversale di trovare velocità. Capacità che sarebbero potute arrivare anche in F1 se non ci fosse stato il veto di Cesare Fiorio, l’allora direttore tecnico di Lancia. Ma il 1972 è anche l’anno della sua prima vittoria a Monte Carlo, primo italiano a riuscirci. Nello stesso anno ebbe anche l’occasione di dimostrarsi come uomo e non solo come pilota, rinunciando a giochi di squadra per vincere il Rally di Sanremo.

Nel 1973 conquista il Campionato Europeo Rally su Fulvia HF insieme a Mannucci. Nel 1974 passa al volante della macchina per la quale aveva giocato un ruolo fondamentale: Lancia Stratos. L’auto è velocissima ed i risultati non smettono di arrivare ad iniziare dal Rally di Sanremo del ’74, fino alle 3 vittorie consecutive a Monte Carlo fra il ’75 ed il ’77. Nel ’76 conquista anche il Rally di Portogallo e il suo secondo Tour de Corse, completando il suo anno più prolifico. Ma il ’77 diventa l‘anno del titolo iridato, vincendo quello che all’epoca era nominato Coppa FIA Piloti, l’equivalente del mondiale rally attuale.

Lancia Stratos al Montecarlo con Munari
Lancia Stratos al Montecarlo con Munari

Fine carriera per Munari?

Sandro non raggiungerà più le vette del ’77, ma non abbandona mai veramente l’automobilismo. Partecipa ai rally fino all’84, guidando Fiat 131 Abarth, Porsche 911 e Toyota Celica, con particolare passione per i Safari. Resta affascinato dalla sfida del deserto, senza però mai riuscire ad ottenere la vittoria. Munari allora chiude una carriera straordinaria, al volante di alcune delle auto più importanti della storia dei rally e non solo. Vince su Fulvia, con motore e trazione anteriore. Vince con la Stratos con motore centrale e trazione posteriore. Addomestica la 131 Abarth con motore anteriore e trazione posteriore. Ma gareggia a livelli altissimi anche con le 4 ruote motrici su tutte le superfici, dimostrando un talento raro.

Terminata la carriera agonistica, Munari non si allontana mai davvero dai motori. Diventa maestro di guida sicura, autore, divulgatore, partecipa alle rievocazioni storiche, restando sempre presente nel mondo dell’auto. Aiuta lo sviluppo del sistema integrale della Diablo, ispira la fondazione del Bologna Motor Show e diventa un punto di riferimento per le generazioni più giovani.

Munari e Fiorio nel parco assistenza
Munari e Fiorio nel parco assistenza

Un uomo schivo, introverso, aggressivo ma mai scomposto, istintivo ma sempre lucido. Un pilota che con il suo talento straordinario ha ispirato generazioni di appassionati, rendendo popolari i rally in Italia. Un uomo corretto e velocissimo, dalla profonda conoscenza delle gare e delle dinamiche di guida, capace di contribuire a rendere Lancia il marchio che conosciamo. Una grave perdita per tutto il mondo dell’auto italiano, che rimpiangerà Sandro Munari ricordandolo nei suoi successi e contributi alla storia dello sport.

È davvero un momento triste per l’automobilismo. La scomparsa del “Drago”, proprio in concomitanza con il ritorno della Lancia nelle corse, sembra quasi una chiusura poetica di un cerchio leggendario.

Sandro Munari: Il “Drago” dei Rally

Una tabella riassuntiva del curriculum e dei principali successi di Sandro Munari, basata sulla sua straordinaria carriera:

Periodo / Anno Evento / Titolo Vettura Note
1964 Debutto e Vittoria Rally di Sardegna Lancia Appia Zagato Navigatore di Arnaldo Cavallari
1965 Inizio collaborazione Lancia Lancia Fulvia Coupé 1.6 HF Pilota semi-privato
1967 Campione Italiano Rally Lancia Fulvia HF Primo titolo nazionale
1967 Tour de Corse Lancia Fulvia HF Prima vittoria internazionale
1969 Campione Italiano Rally Lancia Fulvia HF Secondo titolo nazionale
1972 Rally di Monte Carlo Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF Primo italiano a vincere a Monte Carlo
1972 Targa Florio Ferrari 312 PB In coppia con Arturo Merzario
1973 Campione Europeo Rally (ERC) Lancia Fulvia HF Con il navigatore Mario Mannucci
1974 Rally di Sanremo Lancia Stratos Prima grande vittoria con la Stratos
1975 Rally di Monte Carlo Lancia Stratos Inizio del “triplete” monegasco
1976 Rally di Monte Carlo Lancia Stratos
1976 Rally del Portogallo / Tour de Corse Lancia Stratos Anno estremamente prolifico
1977 Rally di Monte Carlo Lancia Stratos Quarta vittoria totale al Monte Carlo
1977 Coppa FIA Piloti Lancia Stratos Campione del Mondo (Equivalente attuale WRC)
1978 – 1984 Partecipazioni varie 131 Abarth, Porsche 911, Toyota Grande passione per i Rally Safari

  • Poliedricità: ha vinto con ogni tipo di configurazione (trazione anteriore, posteriore, motore centrale e integrale).
  • Il legame con Ferrari: fu grazie alla sua vittoria alla Targa Florio che Enzo Ferrari si convinse a fornire i motori V6 per la produzione della Lancia Stratos.
  • Eredità: oltre alle corse, ha fondato scuole di guida sicura e ha contribuito allo sviluppo tecnico di auto iconiche come la Lamborghini Diablo (sistema integrale).

Sandro Munari resta l’uomo che ha reso il rally uno sport popolare in Italia, unendo una classe cristallina a una correttezza sportiva d’altri tempi.

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Giuseppe Di Gangi

Appassionato di sociologia, comunicazione e motori. Con NEWSAUTO.it e tutti voi condivido l'amore per la meccanica, il motorsport e le curiosità del mondo dell'automobile.