Ricarica auto elettriche: regolamento AFIR, cosa cambia, colonnine e pagamenti
Dai pagamenti con carta alle colonnine veloci ogni 60 km: le nuove regole europee che puntano a semplificare la ricarica delle auto elettriche in Europa.

Il regolamento europeo AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation) punta a semplificare ed a cambiare le operazioni di ricarica di un veicolo elettrico in Europa. L’obiettivo infatti è quello di rendere la ricarica pubblica più semplice, trasparente e accessibile, riducendo la necessità di utilizzare applicazioni, tessere RFID e abbonamenti differenti a seconda dell’operatore.
La normativa, contenuta nel regolamento UE 2023/1804, stabilisce infatti requisiti comuni per infrastrutture, modalità di pagamento, trasparenza delle tariffe e disponibilità dei dati sulle colonnine.
Regolamento europeo ricarica auto elettriche
- Cos’è il regolamento AFIR
- Pagamento con carta e POS alle colonnine
- Quando sarà obbligatorio il POS sulle colonnine?
- Colonnine veloci ogni 60 km sulle principali strade europee
- Potenza della rete legata alle auto elettriche circolanti
- Prezzi della ricarica più trasparenti
- Dati delle colonnine disponibili in tempo reale
- Cosa cambia per chi guida un’auto elettrica
Cos’è il regolamento AFIR
L’AFIR è il regolamento europeo dedicato alla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi, comprese le stazioni di ricarica per veicoli elettrici. È entrato in vigore il 13 aprile 2024 e punta a superare la frammentazione che ancora caratterizza la rete europea di ricarica.
Per chi guida un’auto elettrica, uno degli aspetti più importanti riguarda la possibilità di effettuare una ricarica ad hoc, cioè senza essere obbligati a registrarsi presso un operatore o sottoscrivere un abbonamento.
L’obiettivo è avvicinare l’esperienza della ricarica a quella del tradizionale rifornimento di carburante: arrivare alla colonnina, effettuare il pagamento e ricaricare l’auto.
Pagamento con carta e POS alle colonnine
Una delle principali novità introdotte dall’AFIR riguarda i pagamenti elettronici. Per le nuove stazioni di ricarica pubbliche in corrente continua con potenza pari o superiore a 50 kW, è previsto un sistema che consenta il pagamento con carta, compreso il contactless.
Questo significa che l’automobilista può utilizzare una normale carta di debito o di credito senza dover necessariamente possedere una tessera RFID dell’operatore o creare un account.

Per i punti di ricarica con potenza inferiore a 50 kW sono invece previste modalità di pagamento elettronico sicure, che possono includere sistemi basati su QR code.
Quando sarà obbligatorio il POS sulle colonnine?
Il calendario dell’AFIR distingue tra infrastrutture nuove e impianti già esistenti. Dal 13 aprile 2024, le nuove stazioni DC con potenza pari o superiore a 50 kW devono rispettare i requisiti previsti dalla normativa per i pagamenti elettronici. Per le infrastrutture già installate prima dell’entrata in vigore del regolamento è invece previsto un periodo più lungo per l’adeguamento.
La scadenza indicata è il 1° gennaio 2027, entro la quale le stazioni interessate dovranno essere adeguate ai requisiti di pagamento previsti dall’AFIR. Il percorso prosegue fino al 2030, quando sono previsti ulteriori obiettivi per l’espansione della rete dedicata alle auto, ai veicoli pesanti e all’idrogeno.
Colonnine veloci ogni 60 km sulle principali strade europee
L’AFIR non interviene soltanto sui sistemi di pagamento, ma stabilisce anche gli obiettivi per la densità della rete di ricarica. Lungo i principali corridoi della rete europea TEN-T, le stazioni di ricarica ad alta potenza dovranno essere installate a intervalli regolari, con una distanza massima prevista di 60 km per determinate infrastrutture.
Per le auto elettriche, il regolamento prevede inoltre stazioni con potenza adeguata alla ricarica rapida, con requisiti che aumentano progressivamente nel tempo.
Potenza della rete legata alle auto elettriche circolanti
Un altro elemento previsto dall’AFIR riguarda il rapporto tra parco auto elettrico e potenza complessiva disponibile presso le infrastrutture pubbliche.

Per ogni auto elettrica a batteria immatricolata in uno Stato membro deve essere garantita una determinata capacità di ricarica pubblica, mentre per le ibride plug-in il requisito è inferiore. In questo modo l’espansione della rete dovrebbe procedere parallelamente alla crescita del numero di veicoli elettrici in circolazione.
Prezzi della ricarica più trasparenti
L’AFIR introduce anche nuove regole sulla trasparenza dei prezzi. Gli automobilisti devono poter conoscere il costo del servizio prima di iniziare la ricarica.
Le informazioni relative alle tariffe devono essere facilmente accessibili, evitando per quanto possibile che l’utente scopra soltanto al termine della sessione eventuali costi aggiuntivi.
La normativa prevede inoltre una maggiore chiarezza sulle modalità con cui viene calcolato il prezzo, che può essere espresso, a seconda del servizio, in relazione all’energia erogata, al tempo o alla sessione.
Dati delle colonnine disponibili in tempo reale
Un altro cambiamento importante riguarda la condivisione dei dati sulle infrastrutture di ricarica. Informazioni come posizione, potenza disponibile, prezzi e disponibilità delle prese devono essere rese accessibili secondo le modalità previste dalla normativa europea. Questo permette di integrare più facilmente i dati nei sistemi di navigazione, nelle applicazioni e nei servizi digitali utilizzati dagli automobilisti.
Per chi viaggia, sapere in anticipo dove si trova una colonnina e se è libera o occupata può essere particolarmente utile per pianificare il percorso.
Cosa cambia per chi guida un’auto elettrica
Per gli automobilisti il cambiamento più evidente riguarda la possibilità di ricaricare senza dover necessariamente utilizzare l’app dell’operatore.
In particolare, sulle infrastrutture dotate di POS sarà possibile utilizzare una carta bancaria per effettuare una ricarica ad hoc. Le app e le tessere degli operatori continueranno comunque a essere utilizzabili e possono offrire servizi aggiuntivi, ma non rappresentano l’unico strumento per accedere alla ricarica.

Questo può risultare particolarmente utile quando si viaggia all’estero, dove la presenza di numerosi operatori e sistemi di pagamento differenti può rendere più complessa la gestione delle ricariche.
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