Il prezzo medio delle auto elettriche in Germania si avvicina a quello delle termiche: perché
È vero che il prezzo medio delle auto elettriche in Germania scende, ma quello delle termiche sale: quindi, il divario è inferiore a prima

In Germania è particolarmente forte un fenomeno che riguarda tutta l’Unione Europea: il prezzo medio delle auto elettriche si avvicina a quello delle termiche. Una lettura superficiale della questione porterebbe a dire che il costo delle BEV scende, fino a parificarsi con quello delle vetture a benzina. In realtà, il divario è inferiore anche perché il listino delle macchine a combustione sale di continuo. Vediamo i fattori in gioco, iniziando da queste ultime.
Divario di prezzo tra auto elettriche e termiche in Germania
Il divario di prezzo tra auto elettriche e termiche in Germania è crollato, arrivando a una differenza media di appena 1.650 euro a novembre 2025 (rispetto agli oltre 7.000 euro dello stesso mese del 2024). Secondo le analisi del Center Automotive Research (CAR) di Bochum, guidato da Ferdinand Dudenhöffer, e i dati riportati dalle testate di settore tedesche (come Automobilwoche ed Elektroauto-News), i motivi principali di questa convergenza sono i seguenti.
- Primo: per compensare la fine degli incentivi statali e stimolare una domanda debole, i produttori hanno applicato sconti massicci sui listini delle elettriche, riducendo i margini ma aumentando l’accessibilità.
- Secondo: per evitare multe miliardarie, in base alle normative dell’Unione Europea, ogni Casa viene multata se la media delle emissioni di CO2 del venduto annuale supera una certa soglia. Siccome la stragrande maggioranza dei consumatori si indirizza verso le auto a benzina, la soluzione di parecchi costruttori è quella di alzare il listino dei veicoli a combustione, rendendoli meno appetibili. Le società al contempo propongono BEV spingendole sul mercato con prezzi più bassi.
- Terzo: l’ingresso di marchi come BYD (con modelli quali la Dolphin) ha forzato i produttori europei a rivedere al ribasso i propri listini per rimanere competitivi nel segmento d’ingresso.
- Quarto: il calo del costo delle celle delle batterie e l’ottimizzazione dei processi produttivi stanno finalmente permettendo di avvicinare il costo industriale delle BEV a quello dei veicoli a combustione.
Cosa accadrà nel 2026
Il 2026 segnerà il punto di non ritorno per il mercato automobilistico tedesco, con una parità di prezzo che passerà da statistica a realtà percepita dai consumatori. Il governo tedesco ha pianificato il ripristino di incentivi mirati (fino a 4.000 euro per i redditi medi), correggendo l’improvviso stop ai sussidi che aveva frenato le vendite nel 2024. Sbarcheranno BEV di seconda generazione prodotte in Europa, come la Renault Twingo E-Tech e la Volkswagen ID.Polo, progettate per presidiare la soglia psicologica dei 20.000-25.000 euro.
Le restrizioni sulle emissioni di CO2 della flotta UE diventeranno ancora più severe, costringendo i costruttori a limitare ulteriormente l’offerta di modelli a benzina. Di conseguenza, per molti segmenti di mercato, l’auto elettrica non sarà più una scelta “ideologica” o di lusso, ma l’opzione economicamente più razionale sia nell’acquisto sia nella gestione.

No all’illusione elettrica
Se fosse vero che c’è il boom delle targhe di auto elettriche, col prezzo delle BEV in picchiata, allora il governo di Berlino non sarebbe corso ai ripari schierandosi per l’eliminazione del ban termico 2035. Imposto fra l’altro dal 2019 proprio dall’allora esecutivo germanico, dominato dai verdi. La verità è che il termico domina tuttora, con i Gruppi auto in allarme sia per la domanda debole sia per l’invasione delle macchine cinesi.
Quest’anno la discussione su elettrico e termico sarà ancora più “calda”
Tuttavia, c’è l’incognita della proposta della Commissione UE. Il 16 dicembre 2025, l’esecutivo europeo ha pubblicato il Pacchetto Automotive, il cui elemento centrale è la revisione degli obiettivi sulle emissioni di CO2: la riduzione delle emissioni di CO2 dal 2035 sul 2021 non sarà più del 100% ma del 90%. Nel 10% residuo potranno rientrare tecnologie diverse. Le emissioni andranno compensate mediante crediti ottenuti attraverso l’impiego di acciaio verde “Made in EU” e di carburanti rinnovabili sostenibili (e-fuels, biofuels e biogas).
La palla passa al Parlamento UE e poi al Consiglio UE: bisognerà vedere se riterranno sufficiente quel taglio del 10%. O se reputeranno necessaria una decurtazione molto più forte. In quest’ultimo caso, le auto a benzina rientreranno in gioco in maniera prepotente. E quindi la corsa ad alzare i listini delle vetture termiche e ad abbassare quelli delle BEV potrebbe scemare. È un contesto in cui la politica influenza in modo pesante il mercato.
