Multe CO2 in Europa: Paesi e costruttori più penalizzati dalla normativa CAFE
La transizione green europea nei fatti sta penalizzando l’automotive: Volkswagen Group ha accumulato 2,3 miliardi di debiti CAFE, quanto i crediti ottenuti da Tesla. Ecco gli effetti delle multe sulla CO2.

La normativa della Commissione Europea sulle emissioni auto sta trasformando il mercato europeo in una partita da miliardi di euro tra multe, crediti ambientali e vantaggi competitivi per i produttori più elettrificati.
Con l’entrata in vigore dei nuovi limiti CAFE (Corporate Average Fuel Economy), dal 2025 i Costruttori devono rispettare una media di 93,6 g/km di CO2 sulle nuove immatricolazioni: ogni grammo eccedente comporta una sanzione di 95 euro per veicolo venduto.
Multe sulla CO2 normativa CAFE 2026
Come funzionano le multe CAFE
Il sistema CAFE non assegna a tutti lo stesso obiettivo. Ogni gruppo automobilistico riceve un target specifico calcolato in base a diversi parametri, tra cui peso medio delle auto vendute e mix di gamma. Se le emissioni superano il limite assegnato, il Costruttore accumula debiti ambientali. Al contrario, chi vende molte auto elettriche può generare crediti da utilizzare o rivendere.
È qui che entra in gioco il cosiddetto “pooling”: i gruppi in difficoltà possono acquistare crediti dagli OEM più virtuosi per ridurre o azzerare le multe. Una dinamica che sta favorendo soprattutto Tesla e i grandi costruttori cinesi specializzati nelle BEV.
Paesi con i debiti CAFE
Secondo le simulazioni aggiornate di Dataforce ai primi quattro mesi del 2026, il saldo complessivo europeo è negativo: l’industria automobilistica ha accumulato circa 12,8 miliardi di euro di debiti contro 9,7 miliardi di crediti ambientali, per un saldo negativo superiore ai 3 miliardi di euro.
A guidare la classifica dei Paesi più in difficoltà c’è l’Italia. Il mercato italiano, ancora fortemente dipendente dalle motorizzazioni tradizionali, ha raggiunto emissioni medie pari a 111,8 g/km, cioè 18,2 grammi oltre il target europeo. Il risultato è un deficit teorico di circa 3,8 miliardi di euro.
Il dato italiano è persino peggiore di quello della Germania, che pur avendo immatricolato oltre 3,7 milioni di auto contro i quasi 2,2 milioni italiani, accumula un passivo inferiore: poco più di 2,8 miliardi di euro, con emissioni medie pari a 101,7 g/km.
Dopo Italia e Germania, tra i Paesi europei più in difficoltà troviamo:
- Polonia: circa 800.000 immatricolazioni, emissioni medie di 123,5 g/km e oltre 2,2 miliardi di euro di debiti
- Spagna: circa 1,6 milioni di auto immatricolate, emissioni medie di 104 g/km e quasi 1,6 miliardi di debiti
- Repubblica Ceca: circa 330.000 targhe, emissioni medie di 128,2 g/km e quasi 1,1 miliardi di euro di multe teoriche.
Paesi europei più virtuosi
La situazione è completamente diversa nel Nord Europa, dove il mercato delle auto elettriche è ormai dominante. Norvegia e Paesi Bassi guidano la classifica dei crediti ambientali con quasi 1,9 miliardi di euro ciascuno. La Norvegia registra emissioni medie praticamente azzerate, pari a soli 3,8 g/km.
Particolarmente interessante il caso della Francia, unico grande mercato europeo ad aver raggiunto un saldo positivo grazie a politiche iniziate già nel 2016 con il sistema Crit’Air e rafforzate dalla Loi Climat et Résilience. Con circa 2,2 milioni di nuove immatricolazioni nei 16 mesi analizzati, la Francia ha accumulato oltre 1,5 miliardi di euro di crediti, grazie anche a una quota di auto elettriche BEV salita al 27,5%.
Anche Danimarca e Svezia mostrano saldi fortemente positivi, rispettivamente con circa 1,3 miliardi e 1,25 miliardi di euro di crediti ambientali.
Volkswagen e Stellantis tra i più penalizzati
Sul fronte industriale, il gruppo più esposto alle multe CAFE è attualmente il Volkswagen Group. Nonostante gli enormi investimenti nell’elettrico successivi al dieselgate, il colosso tedesco ha accumulato un deficit teorico di circa 2,3 miliardi di euro.
Il gruppo ha immatricolato circa 4 milioni di auto nel periodo analizzato, registrando emissioni medie di 100,7 g/km contro un target assegnato di 94,6 g/km.
Dietro Volkswagen troviamo Stellantis, che ha immatricolato quasi 2,3 milioni di auto con emissioni medie pari a 102,1 g/km rispetto a un target di 96,2 g/km, accumulando circa 1,25 miliardi di euro di debiti.
Tra gli altri gruppi più penalizzati figurano:
- Mercedes-Benz Group: 103,7 g/km, circa 800.000 immatricolazioni e 939 milioni di euro di sanzioni
- Nissan: 121,7 g/km, circa 275.000 auto e 726 milioni di euro di multe
- Mazda: 113,6 g/km, circa 168.000 auto e 322 milioni di euro di debiti.
Tesla e i costruttori cinesi dominano i crediti
Se i grandi gruppi europei accumulano multe, i produttori specializzati nell’elettrico stanno invece beneficiando enormemente della normativa.
Tesla è oggi il costruttore con il saldo positivo più elevato: circa 2,3 miliardi di euro di crediti ambientali, pur avendo immatricolato appena 260.000 auto nel periodo considerato.
Subito dietro crescono rapidamente i grandi gruppi cinesi:
- BYD: quasi 1,6 miliardi di euro di crediti
- Geely: circa 1,4 miliardi
- Leapmotor: oltre 500 milioni di euro di attivo con appena 57.000 auto immatricolate
- XPeng: circa 250 milioni di euro di crediti
Auto elettriche in attivo, benzina e diesel in rosso
L’analisi per alimentazione mostra chiaramente la direzione imposta dalla normativa europea. Le auto elettriche BEV, con circa 2,8 milioni di immatricolazioni, hanno generato oltre 25,3 miliardi di euro di crediti ambientali. Anche le ibride plug-in PHEV, con circa 1,4 milioni di targhe, hanno accumulato quasi 8 miliardi di euro di attivo.
Tutte le altre alimentazioni risultano invece in negativo. Le auto a benzina rappresentano il caso più evidente: con oltre 6,4 milioni di immatricolazioni tra gennaio 2025 e aprile 2026, hanno accumulato più di 24 miliardi di euro di multe teoriche, con emissioni medie pari a 133,3 g/km.
Anche il diesel continua a essere fortemente penalizzato: con circa 1,7 milioni di immatricolazioni, ha accumulato oltre 9,2 miliardi di euro di sanzioni, registrando il livello medio di emissioni più elevato tra tutte le alimentazioni, pari a 151,8 g/km.
Perfino le full hybrid HEV, pur considerate efficienti nell’uso reale, restano in passivo secondo i parametri CAFE: hanno accumulato quasi 2,7 miliardi di euro di debiti, con emissioni medie pari a 108,1 g/km.
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