Mini nucleare, energia a basso costo per l’auto elettrica?
Il mini nucleare è la nuova tecnologia che permette di produrre energia elettrica pulita, con minori costi e maggiore sicurezza rispetto al nucleare convenzionale. Che cosa è e come funziona

ll mini nucleare (SMR) può rappresentare la risposta strutturale alla crescente domanda di energia elettrica, in un momento in cui la crisi energetica e le tensioni internazionali impongono scenari di austerity e transizione. A dare una svolta decisiva a questo percorso è arrivato il via libera del Governo italiano al disegno di legge delega sul nucleare di nuova generazione: un quadro normativo che riapre ufficialmente le porte alla tecnologia atomica in Italia, puntando proprio sulla sicurezza e sulla flessibilità dei reattori modulari di piccola taglia (SMR) per sostenere la decarbonizzazione dell’industria e la stabilità della rete nazionale.
Dall’altra parte la transizione energetica verso la mobilità elettrica non è ancora completamente matura.
Nonostante il nucleare sia stato bandito in Italia con il referendum del 1987, il Belpaese è circondato da centrali nucleari; nel resto dell’Europa ce ne sono 12 in Germania, 19 in Francia, 1 in Romania, 6 in Spagna, 2 in Svizzera, 4 in Ucraina e 1 in Ungheria.
Mini nucleare
In un quadro di forte incertezza non si possono ignorare i progressi tecnologici anche sul fronte nucleare. Da questo punto di vista si stanno facendo notevoli passi avanti, sviluppando una tecnologia, quella del mini nucleare, totalmente nuova e molto più sicura rispetto alle prime centrali nucleari coinvolte in alcuni incidenti come quelli di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima.

Si tratta infatti di mini reattori, più sicuri, efficienti ed economici (fino a un quinto) di uno solo molto grande e potente.
Mini nucleare che cos’è, come funziona
Gli Small Modular Reactors (SMR), in italiano “Piccoli Reattori Nucleari”, rappresentano un’evoluzione delle centrali nucleari tradizionali. Sono reattori a fissione nucleare più piccoli di quelli tradizionali, con una potenza elettrica inferiore ai 300 MW, tra un terzo e un quarto di quanto produce un reattore tradizionale.

Il funzionamento è lo stesso: l’uranio viene bombardato da neutroni, generando un processo (chiamato anche scissione nucleare) che libera enormi quantità di energia.
Mini nucleare vantaggi
A differenza degli impianti tradizionali, i mini reattori non hanno bisogno di spesse mura di cemento per il contenimento delle radiazioni. Queste ultime vengono stoccate in modo sicuro sottoterra in pozzi scavati fino a 30 metri di profondità. Grazie a questa soluzione non sono necessari neanche complessi sistemi per il raffreddamento né di piccoli impianti elettrogeni per gestire le emergenze.
Per il raffreddamento si utilizzano il sodio o altri sali invece dell’acqua, in modo che il reattore lavori a basse pressioni, migliorando l’efficienza e la sicurezza.

Inoltre sono più funzionali perché non hanno bisogno di fermarsi ogni due anni per circa 4 settimane per il refueling e possono essere autonomi anche per 20 anni senza bisogno di essere ricaricati.
Costruzione centrali di mini nucleare
La costruzione di centrali elettriche di mini nucleare è veloce e non richiede troppo tempo. Gli SMR vengono costruiti in serie in una fabbrica e poi trasportati tramite container o in un bilico fino al luogo di installazione e vengono installati in poco tempo.

Un esempio concreto arriva dal Regno Unito con la Rolls-Royce SMR, selezionata dall’agenzia di Stato Great British Nuclear per guidare la diffusione dei reattori modulari nel Paese. Il programma prevede l’installazione di una flotta di mini-centrali basate su moduli da 470 MW ciascuno: il progetto è attualmente nelle fasi avanzate di valutazione della sicurezza (Generic Design Assessment) e l’entrata in esercizio del primo reattore commerciale è stimata tra il 2030 e il 2031, con l’obiettivo di coprire una quota strategica del fabbisogno elettrico britannico e sostenere l’infrastruttura di ricarica per la mobilità sostenibile.
Energia nucleare nel mondo
Secondo i dati aggiornati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), la capacità nucleare totale nel mondo ha raggiunto circa 396 GW, generata da 440 reattori operativi distribuiti in 31 Paesi, a cui si aggiungono circa 60 nuovi reattori attualmente in fase di costruzione. Nel complesso, la fonte nucleare continua a soddisfare circa il 10% del fabbisogno globale di energia elettrica.
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