Londra, è guerra alle telecamere: chi sono i “Blade Runners” che distruggono la nuova ZTL
A Londra centinaia di telecamere utilizzate per controllare la ULEZ sono state danneggiate, rimosse o rubate. Dietro gli attacchi ci sono i cosiddetti “Blade Runners”, un movimento di protesta nato contro i costi imposti agli automobilisti con le vetture più vecchie e inquinanti.

A Londra centinaia di telecamere utilizzate per controllare la ULEZ continuano a essere danneggiate, rimosse o rubate. Dietro gli attacchi ci sono i cosiddetti “Blade Runners”, un movimento di protesta nato contro i costi imposti agli automobilisti con le vetture più vecchie e inquinanti.
Non si placa la protesta contro l’ULEZ (Ultra Low Emission Zone), la maxi zona a basse emissioni introdotta per ridurre l’inquinamento atmosferico nella capitale britannica. Al centro della contestazione ci sono le telecamere ANPR che controllano le targhe delle automobili e verificano quali veicoli sono soggetti al pagamento della tariffa giornaliera.
A combattere i dispositivi sono i cosiddetti “Blade Runners”, nome con cui vengono indicati gli oppositori dell’ULEZ che prendono di mira le apparecchiature installate sulle strade londinesi. Secondo i dati della Metropolitan Police, nel corso del tempo sono state migliaia le telecamere danneggiate, scollegate, coperte con vernice o del tutto asportate, in una “guerra” di sabotaggi che continua a ripetersi ogni volta che la municipalità tenta di ripristinarle.
Guerra alle telecamere a Londra
Cos’è la ULEZ di Londra e come funziona
ULEZ è l’acronimo di Ultra Low Emission Zone (zona a emissioni ultra-basse), una zona nella quale i veicoli più vecchi e maggiormente inquinanti devono pagare una tariffa per poter circolare, ed è questo che desta la rabbia dei cittadini londinesi.
La ULEZ è stata introdotta nel centro di Londra nel 2019, prima di essere progressivamente estesa. Nel 2021 la zona è stata ampliata alle aree circostanti il centro e successivamente è arrivata a comprendere l’intera Greater London, interessando anche le periferie della capitale; dal 2023 sono insorte le prime proteste e atti di vandalismo.
Il sistema si basa sulla lettura automatizzata: le telecamere installate sui pali e sui furgoni mobili leggono la targa e verificano se il veicolo rispetta i requisiti ambientali. Per le automobili non conformi scatta una tariffa giornaliera di 12,50 sterline (circa 14,60 euro).

Secondo quanto appreso, il provvedimento riguarda principalmente le auto a benzina immatricolate prima del 2006 e i veicoli diesel precedenti al 2015.
L’obiettivo dichiarato dal sindaco di Londra Sadiq Khan (esponente del Partito Laburista) è quello di migliorare la qualità dell’aria. Khan ha difeso l’estensione della ULEZ, sostenendo che permetterebbe a oltre cinque milioni di londinesi di respirare un’aria più pulita.
Perché gli automobilisti protestano
La contestazione è particolarmente forte nelle periferie della capitale britannica, dove il trasporto pubblico è generalmente meno capillare rispetto al centro. Per molti residenti l’automobile rappresenta quindi uno strumento indispensabile per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola e svolgere le normali attività quotidiane come fare la spesa o sbrigare commissioni nella grande città.
Il problema diventa ancora più evidente per chi possiede un’auto datata, ma non dispone delle risorse economiche necessarie per sostituirla, ed è proprio qui che nasce la rivolta dei cittadini: divieto di circolare con un’auto datata non per passione per il vintage, ma perché non si hanno le possibilità economiche per acquistare una vettura più moderna e meno inquinante.
Parliamo del caso di Anna Austen, proprietaria di un’automobile diesel di 15 anni che utilizza per andare al lavoro e accompagnare i figli a scuola. La donna sostiene di non avere abbastanza denaro né per pagare le sanzioni né per acquistare una vettura più recente.
È proprio questo uno degli argomenti principali sostenuti dagli oppositori della ULEZ: una misura pensata per migliorare la qualità dell’aria rischierebbe, secondo loro, di colpire soprattutto le famiglie con minori disponibilità economiche.
I Blade Runners e la guerra alle telecamere
La protesta ha assunto una forma decisamente più radicale con la nascita dei Blade Runners (omonimi del famoso film con Harrison Ford come protagonista). Il termine viene utilizzato per identificare gli oppositori che prendono di mira le telecamere ULEZ.

Le apparecchiature sono diventate il simbolo della contestazione. Per chi sostiene la misura rappresentano uno strumento necessario per far rispettare le regole ambientali; per i suoi oppositori, invece, sono diventate il simbolo di un sistema di controllo, sorveglianza e imposizione economica.

Uno degli organizzatori delle manifestazioni di piazza, Nick Arlett, ha più volte ribadito che l’attività dei Blade Runners è il sintomo di un malessere profondo e della rabbia inascoltata degli automobilisti. Dal canto suo, la municipalità risponde installando protezioni metalliche e telecamere rialzate, alimentando un infinito inseguimento tra autorità e sabotatori.
ULEZ: quanto ha funzionato contro l’inquinamento?
Al di là dello scontro sociale, si dibatte molto sull’effettiva efficacia della ULEZ. Uno studio condotto dall’Imperial College London sull’impatto iniziale della misura aveva evidenziato miglioramenti contenuti rispetto alle attese nelle prime settimane.
Diversi sono invece i dati diffusi dall’ufficio del sindaco di Londra, secondo cui l’introduzione della zona ha portato a una riduzione stimata del 26% delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e del 19% del particolato sottile (PM2,5) rispetto a uno scenario privo di restrizioni.
La divergenza sui numeri mantiene aperto il confronto: da un lato le autorità difendono il provvedimento come indispensabile per la salute pubblica, dall’altro gli automobilisti ne contestano l’impatto economico sulla vita di tutti i giorni.

Da misura ambientale a questione politica
La ULEZ è ormai diventata un cavallo di battaglia della politica britannica. Negli anni ha spaccato l’opinione pubblica ed è stata al centro delle campagne elettorali locali e nazionali, vedendo i Conservatori attaccare la misura promossa dal laburista Sadiq Khan, mentre i Laburisti hanno ricordato come il piano originario fosse stato avviato nel 2015 sotto la giunta di Boris Johnson.
Il dilemma di Londra: ambiente o libertà di movimento?
La vicenda dei Blade Runners sintetizza una sfida che riguarda ormai molte metropoli europee (da Parigi a Madrid, fino alle ZTL e Area B di Milano): come coniugare la transizione ecologica e la tutela della salute pubblica con la sostenibilità economica per i cittadini? Tutto ciò va quindi oltre la semplice protesta contro una tassa automobilistica. La ULEZ ha finito per concentrare in un’unica questione diversi temi: qualità dell’aria, costi delle automobili, trasporto pubblico, controllo attraverso le telecamere e libertà di movimento.

Il punto centrale del dibattito è quindi trovare un equilibrio tra la necessità di ridurre l’inquinamento e quella di garantire alternative concrete a chi utilizza quotidianamente l’automobile.
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