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Incidenti stradali: cause, vittime e strade più pericolose in Italia

Nel 2025 gli incidenti stradali sono aumentati del 2,2% (177.207) e i feriti dell’1,7% (237.822), mentre le vittime sono scese del 5,3% (2.868). In aumento i decessi tra ciclisti, autocarri e monopattini.

Nel 2025 le vittime della strada in Italia sono scese a 2.868, con un calo del 5,3% rispetto al 2024 e per la prima volta dal 2021 sono state inferiori a quota 3.000. Sono però aumentati gli incidenti e i feriti, lasciando un quadro ancora contrastante. L’Italia ha migliorato il dato rispetto alla media europea, ma il percorso verso l’obiettivo di dimezzare le vittime entro il 2030 è rimasto ancora lontano, anche per l’aumento dei decessi tra alcune categorie vulnerabili come ciclisti, utenti dei monopattini, occupanti di autocarri e bambini piccoli.

Tasso di mortalità

Nel 2025 il numero di morti in incidenti stradali in Italia ha raggiunto quota 2.868, in calo rispetto al 2024 (-5,3%), con il tasso di mortalità passato da 51,4 a 48,7 morti ogni milione di abitanti. I feriti sono stati 237.822 (+1,7%), mentre gli incidenti stradali sono stati 177.207 (+2,2%).

Le vittime sono aumentate tra gli occupanti di autocarri (166, +13,7%) e gli utenti di biciclette elettriche (30, +50%) e monopattini elettrici (25, +8,7%).

Sono invece diminuite le vittime tra i motociclisti (802, -3,4%), gli automobilisti (1.125, -10,1%), i ciclomotoristi (56, -8,2%), i pedoni (419, -10,9%) e i ciclisti (198, +20%, dato in aumento rispetto al 2024).

Incidente stradale tra camion in autostrada
Incidente stradale tra camion in autostrada

A livello europeo, nel 2025 le vittime della strada sono state 19.463, il 2,4% in meno rispetto alle 19.945 del 2024, con un calo più contenuto rispetto a quello italiano. Il tasso di mortalità medio europeo è comunque rimasto inferiore a quello italiano, con 43 contro 48,7 morti per milione di abitanti. Nonostante la riduzione superiore alla media Ue, l’Italia è scesa dal 19° al 20° posto nella graduatoria europea della mortalità stradale.

Costi sociali

Il calo delle vittime si è accompagnato a un peggioramento di altri indicatori: gli incidenti con lesioni a persone sono aumentati a 177.207 (+2,2% rispetto al 2024 e +2,9% rispetto al 2019), mentre i feriti sono saliti a 237.822 (+1,7%). Il costo sociale degli incidenti con lesioni ha superato i 18 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil nazionale; considerando anche i sinistri con soli danni alle cose (circa 4,4 miliardi di euro secondo Ania), il costo complessivo ha raggiunto circa 22,6 miliardi di euro.

Quando avvengono

Analizzando la distribuzione oraria degli incidenti nei giorni lavorativi e festivi nel 2025, è stata rilevata, per i giorni lavorativi, una maggiore concentrazione nella fascia tra le 10 e le 11 del mattino, tra le 14 e le 15 e un picco evidente alle 20. Dal 2020 è stata osservata anche un’intensificazione del traffico legato al trasporto merci e alla logistica, dovuta alla crescita dell’e-commerce e alla modifica degli orari di spostamento per chi ha usufruito di una maggiore flessibilità lavorativa. Nei giorni festivi, invece, la distribuzione degli incidenti ha presentato un andamento diverso, con una maggiore concentrazione nelle ore notturne.

Strade più pericolose

Rispetto al 2024, gli incidenti sono aumentati sulle strade urbane (+1,8%) e su quelle extraurbane (+4,7%), mentre sono diminuiti su autostrade e raccordi (-2,4%). Nonostante il calo degli incidenti, sulle autostrade le vittime sono cresciute leggermente (+0,8%), mentre sono diminuite sulle strade urbane ed extraurbane, con il calo più significativo registrato sulle prime (-7,1%).

Rispetto al 2019, gli incidenti sono aumentati su tutte le tipologie di strada, soprattutto sulle strade extraurbane (+7,6%), mentre le vittime complessive sono diminuite del 9,6%, con la riduzione più marcata sulle autostrade (-16,8%).

Cause

Tra i comportamenti scorretti alla guida, le cause più frequenti sono state la distrazione (15,1% dei casi), il mancato rispetto della precedenza o dei semafori (12,6%), la velocità troppo elevata (7,8%) e le manovre irregolari (7,6%). È aumentata dal 3% al 3,8% la quota di incidenti legati all’uso di droghe, mentre è leggermente diminuita quella degli incidenti correlati all’alcol, scesa al 7,7%.

Quante persone si spostano e dove

Nel primo semestre del 2025 la mobilità in Italia ha consolidato la ripresa post-pandemica, con un aumento degli spostamenti ma una riduzione delle distanze percorse. Gli spostamenti medi giornalieri nei giorni feriali sono saliti a 102,7 milioni (+6,4% rispetto al 2024), avvicinandosi al livello del 2019 (105,7 milioni). Le percorrenze complessive sono invece diminuite a 944,5 milioni di passeggeri per km (-0,85%), restando inferiori del 20% rispetto al 2019.

Il tasso di mobilità è aumentato all’80,8% dall’80,1% del 2024, pur rimanendo sotto il valore del 2019 (85,3%). Il numero medio di spostamenti per persona mobile è cresciuto a 2,53 rispetto a 2,41 del primo semestre 2024, mentre la distanza media giornaliera è scesa a 23,3 km dai 23,8 km dell’anno precedente. La tendenza alla riduzione dei tragitti si è confermata, con la distanza media passata dai 11,2 km del 2019 ai 9,2 km del 2025: la mobilità urbana è scesa a 3,4 km, mentre quella extraurbana è salita a 25,1 km, pur restando sotto i 26,8 km del 2019.

La mobilità ciclistica e la micromobilità hanno registrato la crescita più significativa, raggiungendo una quota modale del 5,2%, contro il 3,3% del 2019. Anche i motocicli sono aumentati al 4,5%, un punto percentuale in più rispetto al 2024 e sopra il dato del 2019 (3,3%).

L’automobile è rimasta il mezzo più utilizzato, con una quota del 60,8%, ma è diminuita rispetto al 63,1% del primo semestre 2024 e al dato annuale 2024 (61,1%). Parallelamente, l’auto condivisa è cresciuta al 12,9%, con un incremento di 3 punti percentuali. La mobilità collettiva è salita all’8,9%, migliorando rispetto al 2024, ma è rimasta ancora distante dal 10,8% del 2019.

Nel settore della sharing mobility l’offerta si è ridotta: nel 2024 i veicoli disponibili sono stati circa 96 mila, il 15% in meno rispetto al 2022. Nel 2025 il numero complessivo è calato di oltre 4 mila mezzi, soprattutto per la diminuzione di monopattini (-6%) e automobili (-17%). I servizi di monopattini sono passati da 99 nel 2022 a 68 nel 2024 e 62 nei primi mesi del 2025, mentre i noleggi si sono stabilizzati sotto quota 25 milioni dal 2023. Le stime per il 2025 hanno indicato però una possibile crescita del 27%, fino a oltre 31 milioni di utilizzi, con percorrenze in aumento del 34%.

Scontro tra moto e automobile
Scontro tra moto e automobile

Anche il traffico sulla rete autostradale è cresciuto: nel 2025 le percorrenze complessive sono aumentate dell’1,9% rispetto al 2024, superando gli 86 miliardi di veicoli-km. I veicoli pesanti sono cresciuti dell’1,6%, mentre quelli leggeri sono aumentati del 2%. L’indice di mobilità rilevata (IMR) sulla rete stradale è salito dello 0,1%, mentre quello relativo ai veicoli pesanti è cresciuto del 2,2%.

Purcaro: “Il calo delle vittime è un segnale positivo”

“Il calo del 5,3% delle vittime della strada, rilevato dal rapporto Aci-Istat sull’incidentalità stradale del 2025 è un segnale incoraggiante, ma non può indurci ad abbassare la guardia – dichiara Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia – ogni vita salvata rappresenta un risultato importante, tuttavia quasi 2.900 persone hanno perso la vita sulle nostre strade nel 2025 e oltre 237 mila sono rimaste ferite.

Sono numeri che ci ricordano quanto la sicurezza stradale debba continuare ad essere una priorità nazionale. Ancora più significativo è il costo sociale dell’incidentalità, che supera i 22 miliardi di euro considerando anche i sinistri con soli danni materiali: un impatto enorme per il Paese, che dimostra come investire in prevenzione sia anche una scelta economicamente sostenibile. Preoccupa, inoltre, l’aumento delle vittime tra ciclisti, utilizzatori di biciclette elettriche e monopattini.

La mobilità sta cambiando rapidamente e le infrastrutture, le regole e la cultura della sicurezza devono evolvere con la stessa velocità. È necessario garantire una convivenza più sicura tra tutti gli utenti della strada, proteggendo in particolare quelli più vulnerabili. Per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione della mortalità entro il 2030 serve un approccio integrato: infrastrutture più sicure, veicoli sempre più evoluti grazie alle tecnologie di assistenza alla guida, controlli efficaci e una formazione continua degli automobilisti e di chi usa i nuovi mezzi.

Toni Purcaro, Executive Vice President DEKRA Group e Presidente DEKRA Italia al Senato della Repubblica in Roma dove è stato presentato il Rapporto DEKRA sulla sicurezza stradale 2024
Toni Purcaro, Executive Vice President DEKRA Group e Presidente DEKRA Italia

La sicurezza stradale non dipende da un solo fattore, ma dalla capacità di istituzioni, imprese e cittadini di fare squadra nella consapevolezza che il comportamento responsabile è la principale leva da migliorare. Solo così potremo trasformare questi primi segnali positivi in un trend stabile e duraturo”.

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Marco Savo

Marco Savo, classe 1983. La mia carriera è iniziata nel mondo del calcio per poi approdare a quello dell’auto. Cerco di aggiornare gli appassionati e gli utenti dell'auto con gli argomenti più interessanti legati alle automobili.