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I veicoli storici non rientrano nella legge UE sul fine ciclo vita

Il Parlamento Europeo esclude i veicoli storici dalla normativa sul fine ciclo vita: mezzi da conservare in modo ecocompatibile, senza danneggiare le risorse

Ottime notizie per i veicoli storici: non rientrano nella legge UE sul fine ciclo vita. Il 18 giugno 2026, la plenaria del Parlamento Europeo ha approvato l’accordo finale sulla normativa relativa. Trattandosi di un regolamento, esso entra in vigore in tutta la legislazione europea non appena approvato dal Consiglio e il testo definitivo reso pubblico. Tutto è stato seguito dalla Commissione Legislativa FIVA: la Fédération Internationale des Véhicules Anciens, ossia la Federazione mondiale che rappresenta i club, gli appassionati e i collezionisti di veicoli storici (auto, moto, veicoli commerciali e militari) con più di 30 anni.  

Veicoli storici: tesi vincente FIVA

La FIVA ha osservato l’evolversi della questione per diversi anni, sensibilizzando attivamente l’opinione pubblica sulla situazione dei veicoli storici e sull’importanza di preservare questo patrimonio culturale. Una volta che un mezzo è stato demolito e rottamato, non c’è più nulla da recuperare per il futuro: no a norme e regolamenti che costringano i proprietari alla rottamazione.

La Federazione mondiale che rappresenta i club, gli appassionati e i collezionisti di veicoli storici ha seguito l'iter della legge sul fine vita dei mezzi
La Federazione mondiale che rappresenta i club, gli appassionati e i collezionisti di veicoli storici ha seguito l’iter della legge sul fine vita dei mezzi

Per il presidente FIVA Alberto Scuro, è bene che l’Unione Europea abbia stabilito le regole direttamente, senza attendere che ogni singolo Paese legiferi in materia di veicoli storici.

Cosa dice l’UE sui veicoli storici

C’è un forte riconoscimento dei veicoli storici ed esplicito legame con il patrimonio culturale europeo. Viene fissata l’esenzione dei veicoli storici dal regime di fine vita. Per beneficiarne, i veicoli devono essere riconosciuti come aventi interesse storico in uno Stato membro: occorre mantenere alta la consapevolezza del valore storico del veicolo nel proprio Paese di immatricolazione, anche quando i pezzi di ricambio potrebbero lasciare il deposito.

Tutti questi privilegi si basano sul presupposto che i veicoli storici siano conservati in modo ecocompatibile, senza danneggiare le risorse o arrecare disturbo alla popolazione circostante. “Al fine di preservare il patrimonio culturale europeo, i veicoli di interesse storico dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione del presente regolamento e non dovrebbero essere soggetti agli obblighi relativi al trasferimento di proprietà o all’esportazione, né ai requisiti di fine vita. Analogamente, i veicoli riconosciuti da uno Stato membro come aventi un particolare interesse culturale dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione del presente regolamento“, dicono le istituzioni UE.

Redazione NEWSAUTO

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