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Guerra Ferrari-Ford, al cinema la grande sfida

A novembre nei cinema la pellicola che racconta la storia della rivalità tra i due colossi Ford e Ferrari negli anni ’60.

La guerra sportiva Ferrari-Ford al cinema in Le Mans ’66- La grande sfida, nel film diretto da James Mangold che uscirà nei cinema a Novembre 2019.

La pellicola racconta la storia della rivalità tra Henry Ford II (Tracy Letts) e Enzo Ferrari (Remo Girone) e segue le vicende della scuderia Ford guidata dal progettista Carroll Shelby (Matt Damon) e dall’ingegnere Ken Miles (Christian Bale) incaricati di progettare e testare in soli 10 mesi una vettura in grado di battere la Ferrari e vincere la 24 Ore di Le Mans.

Locandina film Le Mans ’66- La grande sfida guerra Ferrari-Ford
Locandina film Le Mans ’66- La grande sfida

Ferrari-Ford, le trattative italo-americane

Negli anni ’60 gli sport automobilistici erano molto popolari e Henry Ford II era fermamente convinto che potevano essere un ottimo investimento pubblicitario per la propria azienda. Ma Ford II non sapeva nulla sulle corse e non possedeva una vettura abbastanza competitiva con cui scendere in pista, cosa che invece aveva Ferrari la quale godeva di molte attenzioni da parte della stampa e del pubblico.

Così Henry Ford II decise di avviare una trattativa con Enzo Ferrari per l’acquisto dell’azienda di Maranello. Quest’ultimo, reduce della scomparsa del figlio Dino e senza un erede a cui affidare il futuro dell’azienda, accettò senza riserve l’accordo che avrebbe portato a due società distinte, una per la produzione di vetture stradali e una per l’attività sportiva.

Henry Ford II
Henry Ford II

Il NO di Enzo Ferrari a Henry Ford II

Ma presto Enzo Ferrari si rese conto che non avrebbe mai avuto totale indipendenza nella gestione della scuderia in quanto tutte le attività sportive avrebbero dovuto avere l’approvazione della sede di Detroit.

Così fece saltare l’accordo con i dirigenti americani ed Henry Ford II, infuriato dallo schiaffo morale ricevuto da Ferrari, decise di voler costruire una macchina che fosse più veloce di quella del Cavallino Rampante, in grado di vincere la 24 Ore di Le Mans del 1966.

In quegli anni la scuderia di Carroll Shelby aveva dimostrato di essere molto competitiva battendo la General Motors con le Chevrolet Corvette e scontrandosi diverse volte con la Scuderia Ferrari dimostrando di poter dare del filo da torcere. Per questo Henry Ford II decise di affidare a Carroll Shelby la progettazione di una vettura da corsa in grado di vincere la 24 Ore di Le Mans. Il tutto in soli 10 mesi.

Enzo Ferrari
Enzo Ferrari fece saltare l’accordo con Henry Ford II

Nacque la Ford GT40

La Ford GT40 era una vettura molto veloce ma altrettanto inguidabile con una aerodinamica davvero pessima e un motore V8 di 4,2 litri poco affidabile. Dopo i primi rovinosi test, la GT40 venne riprogettata in termini aerodinamici e strutturali con l’aiuto di Ken Miles, ingegnere di auto da corsa ed ex-comandante di carri armati.

Ford GT40 contro la Ferrari 275 GTB
Ford GT40 contro la Ferrari 275 GTB

Nel 1966 Ford si presentò alla 24 Ore di Le Mans con una GT40 dotata di un motore V8 da 4,7 litri e 485 CV e con una aerodinamica decisamente migliorata. La squadra riuscì ad ottenere la tanto desiderata vittoria battendo la Ferrari con la sua agile (ma meno veloce) P3 e vincendo per 4 anni consecutivi portando la GT40 a diventare una vera icona.

VIDEO trailer Le Mans ’66- La grande sfida!

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Elena Ganazzin

Le auto per me sono da sempre la scusa per fuggire dalla realtà ed immergermi in un mondo di emozioni e adrenalina che solo un motore ruggente ti può regalare. Sono nata con la passione per i Rally tradita poi con i trackdays ai quali partecipo con la mia fidata Subaru Impreza STI. Amo guidare le auto sportive in qualsiasi condizione e cerco sempre di migliorare il mio stile. Ho partecipato a corsi di guida sicura, sportiva, drift e neve-ghiaccio e nel 2019 ho conseguito un corso di alta formazione sulla Comunicazione e media nel Motorsport di Experis Academy. Quando corro mi sento libera di esplorare le mie emozioni e confrontarmi con le mie capacità e i miei limiti.
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