Notizie auto

Piloti F1 sotto il mirino della Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza accende i fari sui redditi dei piloti di Formula 1 impegnati nei Gran Premi in Italia

Le Fiamme Gialle di Bologna hanno dato il via a una complessa attività di accertamento amministrativo che promette di scuotere il circus della Formula 1. Come riporta Italia Oggi, l’indagine, che sta catalizzando l’attenzione del mondo economico e sportivo, punta dritta verso le scuderie straniere, accusate di non aver versato all’Erario italiano le corrette ritenute fiscali sui compensi percepiti dai piloti della F1 durante le gare disputate sul territorio nazionale.

Si parla di cifre potenzialmente astronomiche: l’ipotesi investigativa parla di centinaia di milioni di euro che sarebbero rimasti nelle casse dei team esteri anziché finire nelle casse pubbliche italiane. Il cuore del problema riguarda i Gran Premi di Monza, Imola e del Mugello, dove si sarebbe consumata questa presunta, massiccia omissione fiscale.

La posizione dei team e il ruolo di sostituto d’imposta

Secondo la normativa vigente, i piloti di Formula 1 sono inquadrati come lavoratori autonomi. Questo status giuridico impone una precisa responsabilità: le scuderie agiscono, di fatto, come sostituti d’imposta. Il meccanismo sotto la lente d’ingrandimento è semplice quanto rigido: chiunque produca un reddito all’interno dei confini dello Stato italiano, indipendentemente dalla propria residenza fiscale estera, è tenuto a dichiarare quanto guadagnato e a versare le dovute imposte in Italia.

La tesi degli investigatori è che i team, quasi tutti residenti all’estero, abbiano sistematicamente ignorato questo obbligo, omettendo l’applicazione della ritenuta alla fonte sui compensi che i campioni del volante maturano proprio grazie alle loro performance sulle piste nostrane.

Un possibile indagine di natura fiscale scuote la F1
Una possibile indagine della Guardia di Finanza scuote la F1

Le origini dell’indagine e l’esposto legale

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno. L’iniziativa della Guardia di Finanza è figlia di una precisa attività informativa, alimentata in modo decisivo da un esposto presentato nel giugno del 2025 dall’avvocato bolognese Alessandro Mei. Il legale, che da tempo sostiene la necessità di un giro di vite sulla tassazione degli sportivi stranieri, ha chiesto con forza chiarezza su una vicenda che, se confermata, rappresenterebbe una delle più grandi evasioni fiscali nel mondo dello sport. La questione non è affatto nuova, dato che già in passato erano state depositate interrogazioni parlamentari per fare luce sui meccanismi di riscossione relativi agli atleti non residenti. Ora, però, l’azione è passata da un piano puramente politico a uno puramente ispettivo.

Cosa rischiano i team e i campioni del volante

Al momento, l’attività ispettiva è ancora nelle sue fasi iniziali e si concentra esclusivamente sul piano amministrativo. Sul versante penale, al contrario, non risulta ancora aperta alcuna inchiesta formale. Tuttavia, se gli accertamenti dovessero confermare le violazioni ipotizzate, le conseguenze potrebbero essere gravissime per le scuderie coinvolte. Il rischio è una maxi sanzione per il mancato versamento delle imposte e l’avvio di un lungo e logorante contenzioso tributario. Gli esperti sottolineano che la sfida sarà dimostrare che il reddito sia stato effettivamente prodotto in Italia in misura tale da giustificare la pretesa del fisco. Intanto, l’intero settore è in allerta: se la linea della Guardia di Finanza dovesse prevalere, le regole del gioco economico in Formula 1 potrebbero cambiare radicalmente in modo permanente.

Redazione NEWSAUTO

La redazione di NEWSAUTO.it è un hub di esperti del settore automotive che unisce il rigore dell'ingegneria alla precisione del giornalismo motoristico. Il nostro team, composto da collaudatori professionisti, piloti e ingegneri, analizza il mercato italiano e le novità tecniche con test su strada e in pista. Dalle prove strumentali… More »