DR, 70 milioni di investimenti in Italia e rilancio marchi storici Osca e Itala
Il gruppo molisano annuncia un piano di crescita ambizioso: nuove fabbriche a Macchia d’Isernia e Anagni, nuove assunzioni, rilancio dei marchi Osca e Itala e maggiore utilizzo di componenti Made in Italy.

Un investimento di 70 milioni di euro, 300 nuove assunzioni, un nuovo impianto produttivo, il rilancio di storici marchi italiani e un maggior utilizzo di componentistica Made in Italy: questi sono i punti chiave del nuovo piano industriale di DR Automobiles, presentato dal CEO Antonella Tortola durante Investing in Molise, evento ospitato nel Padiglione Italia dell’Expo 2025 di Osaka.
Rispetto all’annuncio iniziale, DR ha deciso di aumentare l’investimento di 20 milioni, portandolo da 50 a 70 milioni di euro.
Nuovo impianto DR e più occupazione a Macchia d’Isernia
Il cuore del piano industriale è la realizzazione di una nuova struttura produttiva nel sito storico di Macchia d’Isernia, che continuerà ad essere il centro nevralgico per l’assemblaggio completo dei veicoli. Oltre all’espansione fisica, l’azienda prevede 300 nuove assunzioni dirette, rafforzando così la propria presenza nel tessuto economico del Centro-Sud Italia.
DR investe anche fuori dal Molise, nello stabilimento di Anagni, destinato ad attività già svolte a Macchia d’Isernia. Qui saranno impiegati 67 ex lavoratori Saxa Gres. La posizione strategica, vicino all’A1 e a uno scalo ferroviario, supporta i piani di espansione del gruppo.
Rilancio di Osca e Itala con DR
Tra le novità più rilevanti spicca il rilancio di brand iconici dell’automotive italiano, come Osca (fondato dai fratelli Maserati nel 1947 e acquisito nel 2022 da Massimo Di Risio) e Itala, storica casa torinese attiva tra il 1903 e il 1934.

Il gruppo DR sta inoltre valutando l’acquisizione di altre realtà storiche per rafforzare la propria offerta nel segmento premium.
Più componenti italiane e meno dipendenza dalla Cina
Attualmente, DR Automobiles produce veicoli partendo dai kit di assemblaggio forniti da costruttori cinesi come Chery e Baic, completando poi l’allestimento nello stabilimento molisano per adattarli alle normative europee. Con il nuovo piano, l’azienda punta a incrementare l’uso di componentistica italiana, coinvolgendo l’indotto nazionale e rafforzando la filiera produttiva interna.
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