A partire dal 30 novembre 2025, solo gli autovelox registrati nella banca dati del Ministero delle Infrastrutture possono rilevare le violazioni dei limiti di velocità. Il censimento nazionale, iniziato il 29 settembre 2025, è previsto dal Decreto Infrastrutture (legge n. 105/2025), che obbliga Comuni, Province e Regioni a comunicare tutti i dati sugli autovelox presenti sul territorio.
→ Autovelox dove saranno visibili
→ Quando sarà consultabile la posizione?
→ Oggi è consultabile la posizione degli autovelox?
→ Autovelox non omologato può essere usato?
Autovelox, dove sono
Al termine del censimento i cittadini possono verificare online sul portale del Ministero se l’autovelox che ha rilevato un’infrazione è effettivamente legittimato all’uso. Infatti ora ogni multa per eccesso di velocità può essere verificata confrontando l’autovelox con la lista ufficiale del MIT: se il dispositivo non è presente, la multa è nulla e può essere contestata.
Per ogni autovelox devono essere registrati tipo, marca, modello, versione, numero di matricola ed estremi del decreto di approvazione, e la banca dati va aggiornata con ogni nuova installazione o dismissione.
Oggi in Italia si contano oltre 11.000 strumenti di rilevamento automatico delle infrazioni stradali. Si tratta di una delle cifre più alte al mondo: circa il 10% del totale globale, con solo Russia e Brasile davanti. Tuttavia, non esiste ancora una mappa ufficiale, e questo ha alimentato a lungo le polemiche legate alla “sorpresa” con cui gli autovelox vengono posizionati.
Quando sarà disponibile la posizione sulla mappa?
La mappa degli autovelox sarà online dopo il 28 novembre 2025. Il censimento, avviato il 29 settembre con un decreto che coinvolge gli enti locali, prevedeva 60 giorni di tempo ai Comuni per inserire i dati.
L’obiettivo dichiarato dal ministro Matteo Salvini è garantire trasparenza e sicurezza stradale, evitando che gli autovelox vengano usati come strumenti di cassa.
Dove sono posizionati oggi?
In attesa della mappa ufficiale degli autovelox, on line dal 30 novembre 2025, oggi chi vuole conoscere la posizione dei rilevatori di velocità può contare su alcune alternative già disponibili.
La Polizia di Stato, ad esempio, pubblica settimanalmente un elenco in formato PDF con le postazioni fisse attive e il calendario dei controlli mobili previsti lungo le strade italiane. È una fonte ufficiale, ma non particolarmente comoda da consultare mentre si è alla guida.
Molti automobilisti si affidano invece a app non ufficiali, come Radarbot, TomTom Go Navigation, Waze, Google Maps, Coyote o Sygic. Queste applicazioni segnalano gli autovelox grazie al contributo degli utenti, indicando sia le postazioni fisse sia quelle mobili. Molte di esse funzionano anche offline e sono compatibili con sistemi come CarPlay e Android Auto, risultando quindi più pratiche per un uso quotidiano.
Autovelox non omologati che fine faranno?
Con l’entrata in vigore della nuova norma, qualsiasi autovelox non inserito nella lista ufficiale dovrà essere disattivato. In altre parole, se un dispositivo non risulta censito, non potrà più essere utilizzato per elevare multe.
Il censimento però non risolve il problema dell’omologazione degli autovelox: mancano le norme tecniche necessarie, e finché il Ministero dei Trasporti non le definirà, i verbali per eccesso di velocità rimangono impugnabili, anche quando i dispositivi saranno inseriti nella banca dati ministeriale.
