Stellantis rilancia il diesel: cambio di strategia
Perché il diesel conviene ancora: efficienza imbattibile e strategia multi-energia per la gamma Stellantis. Scopri la gamma aggiornata 2026 tra Alfa Romeo, Fiat e Peugeot con il 1.5 e 2.2 BlueHDi e Multijet
Stellantis torna a puntare sul diesel in Europa, segnando un cambio di rotta rispetto agli obiettivi annunciati negli anni scorsi sull’elettrificazione totale della gamma. La decisione arriva in un contesto di domanda per le auto elettriche inferiore alle attese e di una progressiva revisione, da parte dell’Unione Europea, di alcune tempistiche legate agli obiettivi sulle emissioni.
Auto diesel
A riportarlo è Reuters, che cita dichiarazioni ufficiali del Gruppo: “Abbiamo deciso di mantenere i motori diesel nel nostro portafoglio prodotti e, in alcuni casi, di ampliare l’offerta di propulsori”. Una presa di posizione che riflette una fase di revisione strategica per il quarto costruttore mondiale per volumi, chiamato a reagire ad un mercato europeo in difficoltà e ad una transizione elettrica più lenta del previsto.
Le auto con motore diesel di Stellantis
| MODELLO | MOTORIZZAZIONE | Potenza (CV) | |
| Alfa Romeo | Tonale | 1.6 Diesel | 130 CV |
| Alfa Romeo | Giulia | 2.2 Diesel | Varie (fino a 210 CV) |
| Alfa Romeo | Stelvio | 2.2 Diesel | Varie (fino a 210 CV) |
| Fiat | Tipo | 1.6 Diesel | 130 CV |
| Fiat | Doblò / Qubo L | 1.5/1.6 Diesel | 100 CV / 130 CV |
| Fiat | Ducato | 2.2 Multijet (Euro 6e) | 180 CV |
| Peugeot | 308 | 1.5 BlueHDi | 130 CV |
| Peugeot | Rifter | 1.5 BlueHDi | 100 CV / 130 CV |
| Opel | Astra | 1.5 Diesel | 130 CV |
| Opel | Zafira | 2.2 Diesel | 180 CV |
| Opel | Combo | 1.5 Diesel | 100 CV / 130 CV |
| Citroën | Berlingo | 1.5 BlueHDi | 100 CV / 130 CV |
Il mantenimento del diesel in Stellantis riguarda una gamma articolata che coinvolge sia autovetture sia veicoli commerciali leggeri, distribuiti su più marchi del Gruppo. In primo piano restano le Alfa Romeo: Tonale, prodotta a Pomigliano d’Arco, è disponibile con il diesel 1.6 da 130 CV, mentre su Giulia e Stelvio ci sono i propulsori 2.2 litri a gasolio.
Per Fiat, il diesel 1.6 da 130 CV è disponibile sulla Tipo. Sul furgone Doblò e sul multispazio Qubo L sono invece proposte unità da 100 CV con cambio manuale o da 130 CV con automatico. Il turbodiesel 2.2 Euro 6e da 180 CV equipaggia il Fiat Ducato, insieme agli altri grandi veicoli commerciali del gruppo.
Gamma Auto e Veicoli Commerciali Diesel Stellantis
In casa Peugeot, il diesel resta disponibile sulla 308 con il 1.5 BlueHDi da 130 CV e sul multispazio Rifter. Il gasolio è presente anche nella gamma Opel, con Astra e Zafira – quest’ultima dotata del 2.2 da 180 CV – oltre a Opel Combo, proposta con motori da 100 o 130 CV, disponibili anche su Citroën Berlingo.
Diesel ridimensionato, ma non scomparso
Il diesel, che nel 2015 rappresentava circa la metà delle immatricolazioni europee, ha perso terreno dopo il Dieselgate che coinvolse il gruppo Volkswagen. Secondo i dati dell’ACEA, nel 2025 le auto a gasolio hanno rappresentato il 7,7% delle nuove immatricolazioni, contro il 19,5% delle elettriche pure.
Un calo netto, che però non ha azzerato la domanda, soprattutto tra chi percorre lunghe distanze o utilizza l’auto per lavoro, privilegiando autonomia elevata e consumi contenuti.
L’efficienza del diesel: perché rimane imbattibile
Nonostante la spinta verso l’elettrificazione, il motore diesel moderno (Euro 6e) continua a rappresentare il punto di riferimento in termini di efficienza termica e costi di esercizio per chi percorre elevate percorrenze autostradali. Grazie all’elevata densità energetica del gasolio e alla precisione dei sistemi di iniezione diretta common rail, questi propulsori garantiscono un rendimento superiore rispetto ai motori a benzina, con consumi di carburante inferiori del 20-25%. Questo si traduce non solo in una riduzione dei costi al chilometro, ma anche in una drastica diminuzione delle emissioni di CO2 per ciclo di utilizzo rispetto ai motori endotermici tradizionali, rendendoli ancora oggi una scelta razionale per le flotte aziendali e i professionisti del trasporto.
Strategia multi-energia
Il rilancio del diesel si inserisce in una strategia più ampia di flessibilità industriale. Stellantis ha annunciato 22,2 miliardi di euro di svalutazioni e oneri legati al ridimensionamento dei piani sull’elettrico, dopo aver fissato in passato l’obiettivo di vendite 100% elettriche in Europa entro il 2030.
Al centro resta l’approccio multi-energia, che consente di produrre sulla stessa piattaforma versioni benzina, diesel, ibride ed elettriche, adattandosi più rapidamente alle richieste del mercato e riducendo i rischi legati a una transizione troppo rigida.
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