Auto A Guida Autonoma Si O No?

Un italiano su 2 dice ancora no alle auto a guida autonoma. Una sfida da vincere ma serve un quadro normativo per orientare e stimolare investimenti e progetti.

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Parole Chiave

13 giugno, 2017

Gli italiani sono scettici verso l’auto a guida autonoma: non soltanto sull’anno di diffusione che oscilla tra il 2030 e il 2050, ma soprattutto sulla fiducia da riporre in un veicolo che si guida da solo.
Solo il 48% è infatti disposto a provare l’automobile senza conducente, mentre 1 su 4 – il 25% – non ci salirebbe mai. Eppure i benefici sociali ed economici sono potenzialmente notevoli, anche in termini di ottimizzazione del tempo e dello spazio se si pensa che un’auto rimane ferma per il 90% della giornata e la guida autonoma è in grado di abbattere i consumi del 10%. Se tutte le auto circolanti fossero connesse ed autonome, nel mondo si risparmierebbero 200 miliardi di euro in spesa sociale per incidenti stradali e 50 miliardi di euro in minori consumi di carburante. Ogni euro investito nella connessione di veicoli ed infrastrutture produce benefici per più di tre euro.bosch-guida-autonoma-hmiQuesti i dati salienti dello studio “Auto-Matica”, realizzato dalla Fondazione ACI Filippo Caracciolo e presentato stamani in apertura della 71a Conferenza del Traffico e della Circolazione, organizzata a Roma dall’Automobile Club d’Italia per tracciare lo scenario di riferimento dell’auto a guida autonoma e dei veicoli connessi.
ACI sollecita la costituzione di un Osservatorio sulle trasformazioni della mobilità e due piattaforme nazionali, una per la gestione dei dati generati dalle auto e l’altra per il monitoraggio dell’incidentalità e delle infrazioni dei veicoli di nuova generazione. Il nostro Paese deve mantenere un ruolo di primo piano in tema di automobili.Guida Autonoma Audi

Dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI

Angelo Sticchi DamianiL’auto a guida autonoma è una sfida che dobbiamo vincere  senza farci trovare impreparati: il mondo già si muove, ma in Italia manca ancora un quadro preciso di regole per orientare e stimolare investimenti e progetti, tenendo conto anche della delicata fase di transizione con veicoli “umani” e “robot” a condividere le strade. Vanno poi sciolti i nodi su sicurezza stradale, adeguamento infrastrutturale, responsabilità civile e penale in caso di infrazioni ed incidenti, questioni assicurative, rischi di hackeraggio e privacy.

Afferma Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Filippo Caracciolo – Centro Studi AC

Giuseppina Fusco

Partecipare e prepararsi, in attesa dell’auto del futuro per tradurre in opportunità concrete le sfide che il processo di innovazione ci prospetta. Gli obiettivi sono: sicurezza per i cittadini, sviluppo per le imprese e per il lavoro, crescita e modernizzazione. Noi, come Centro Studi, proseguiremo nel monitoraggio del processo evolutivo in atto, per fornire contributi scientifici di conoscenza, di idee e di proposte.

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