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AL SENATO VALUTANO LA NUOVA MOBILITA’. BASTA DIVIETI, INCENTIVARE LE SCELTE VIRTUOSE

La Commissione Ambiente e la Commissione Lavori pubblici del Senato hanno approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il governo a “valutare il divieto di
commercializzare moto e autoveicoli a combustibili fossili già dal 2040”.

Quindi finalmente anche l’Italia sembrerebbe decisa, come il resto d’Europa, a ridurre e poi vietare la circolazione di veicoli inquinanti a motore termico.
Peccato però che mentre da noi si “valuta il divieto al 2040” – in tutta Europa è già calata OGGI ovunque la vendita di veicoli diesel
– in Italia invece il diesel E’ CRESCIUTO dell’ 1,6% rispetto al 2016
– la penetrazione dei veicoli elettrici e ibridi nei paesi europei cresce a una e due cifre
– in Italia le elettriche sono ferme allo 0,1% e danno segnali di stagnazione se non peggio, mentre le ibride faticano a conquistarsi la fiducia degli italiani.
Le Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici del Senato, oltre a confrontarsi con le azioni degli altri paesi europei, dovrebbero tenere ben a mente che GLI ITALIANI NON SCELGONO LE AUTO in base alle loro performances ecologiche, ma principalmente per convenienza economica.
Il green non è parte del nostro DNA, anche perché siamo l’unico Paese al mondo la cui industria automobilistica “nazionale” non ha ancora in listino un’offerta ibrida o elettrica, lo stesso paese nel quale s’immatricola il 75% del GPL e Metano circolante in Europa, ma dove se calano gli incentivi al gas si bloccano le vendite.
Il Diesel Gate ha svegliato le coscienze e ha dato la consapevolezza del problema a chi preferiva adottare la politica dello struzzo.
Non basteranno però due generazioni per cambiare l’atteggiamento mentale e il DNA degli italiani, a meno che le Commissioni oltre a “valutare il divieto”, inizino a INCENTIVARE LE BUONE PRATICHE e LE SCELTE VIRTUOSE, insomma a premiare invece di punire.
Da noi questa strategia funzionerebbe molto meglio che in altri paesi, visto che facciamo scelte e acquistiamo quasi sempre per convenienza economica e i portafogli degli italiani
sono sempre più vuoti a fine mese. Anche per questo motivo abbiamo il triste primato di avere un parco circolante di veicoli tra i più obsoleti d’Europa.

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