Ferrari al GP Italia Monza: aggiornamenti a motore ADUO2 e non solo
A Monza la Scuderia schiera il secondo pacchetto di aggiornamenti sulla power unit 067/6: l'obiettivo è dimezzare il divario di potenza dai propulsori di riferimento, mentre a Maranello si lavora già sulle basi del progetto 2027

Gli aggiornamenti che Ferrari porterà in occasione del GP d’Italia a Monza vertono tutti sul nuovo motore ADUO2 del progetto 067/6. Lewis Hamilton e Charles Leclerc sono chiamati a fronteggiare i rivali di Red Bull e Mercedes i quali, sulla carta, vantano le unità di potenza migliori del paddock.
Aggiornamenti Ferrari GP Italia a Monza
Il Gran Premio d’Italia rappresenta molto più di una semplice tappa del calendario per la Ferrari. A Monza debutta infatti l’ADUO2, il secondo pacchetto di sviluppo consentito dal regolamento tecnico per la power unit, e le aspettative attorno a questo aggiornamento sono altissime. Il motore 067/6, penalizzato da scelte progettuali coraggiose che hanno privilegiato telaio e aerodinamica a scapito della potenza pura, accusa infatti un ritardo stimato attorno ai trenta cavalli rispetto ai propulsori Red Bull-Ford e Mercedes, considerati oggi i punti di riferimento del paddock.
Un divario che merita una lettura più articolata di quanto i numeri suggeriscano: il motore Red Bull, pur riconosciuto come il più performante secondo i parametri FIA, non ha ancora conquistato una vittoria in questa stagione, mentre l’unità Mercedes prodotta a Brixworth ha già festeggiato undici successi, nove con il team di Brackley e due con McLaren.

Il primo intervento di sviluppo era arrivato in occasione del GP d’Austria, ma con un impatto sulle prestazioni piuttosto contenuto. È con la somma dei due aggiornamenti, quello austriaco e quello che debutta a Monza, che la Ferrari punta a recuperare circa metà del gap dalla Mercedes: si parla di un guadagno complessivo di una quindicina di cavalli, accompagnato da una nuova curva di coppia pensata per sfruttare in modo più efficiente la limitata energia elettrica a disposizione, con un’erogazione della potenza rivista rispetto alla configurazione precedente.
Nonostante l’aggiornamento, in casa Ferrari non ci si aspetta di arrivare a Monza da favoriti assoluti. La sensazione, però, è quella di poter mettere pressione alla Mercedes come già avvenuto a Barcellona e Silverstone, provando a sfruttare al massimo il vantaggio di correre in casa. In palio c’è la possibilità di tenere aperta la lotta per il titolo Costruttori, mentre quello Piloti sembra ormai destinato a Kimi Antonelli: il giovane bolognese sta vivendo una stagione di alto livello, condizionata solo da alcuni problemi di affidabilità che gli hanno impedito di ampliare ulteriormente il margine di 59 punti che vanta su George Russell e Lewis Hamilton.
Lo sguardo oltre Monza: cosa fare in vista del 2027 col progetto 679
Se l’attenzione immediata è tutta sul weekend italiano, la Gestione Sportiva di Maranello è già proiettata sulla stagione 2027. Il direttore tecnico del telaio Loic Serra e il suo omologo per i motori Enrico Gualtieri hanno definito le linee guida del progetto 679, che erediterà l’impostazione aggressiva maturata quest’anno con la SF-26, non solo sul fronte aerodinamico.
Il nuovo propulsore non stravolgerà la filosofia dello 067/6, sia per ragioni di tempistica sia perché il concetto di motore “caldo” resterà un caposaldo del progetto. È probabile però che la power unit 2027 rinunci a qualche grado nella temperatura dell’aria in fase di alimentazione: attualmente la Ferrari lavora attorno ai 115 gradi, contro i circa 70 gradi della concorrenza.

Questo margine potrebbe permettere di alleggerire la massa radiante, dato che in alcuni appuntamenti di questa stagione l’impianto di raffreddamento è risultato addirittura sovradimensionato, con conseguente parzializzazione. Un margine che apre spazio per estremizzare ulteriormente le soluzioni aerodinamiche senza rinunciare a prestazioni motoristiche.
Sul fronte della sovralimentazione, la Scuderia si allineerà alle filosofie di Red Bull e Mercedes, con un turbo Garrett di dimensioni maggiori rispetto a quello attuale. In ambito aerodinamico si studiano soluzioni alternative per compensare la perdita del sistema FTM al retrotreno, vietato dalla FIA per contenere l’escalation dei costi di sviluppo. Questa decisione porterà anche a una revisione della scatola del cambio, che sulla SF-26 doveva rispettare vincoli specifici legati allo sfruttamento dello scarico soffiato.
Tutti gli aggiornamenti Ferrari in arrivo a Monza
- Debutto dell’ADU02, secondo pacchetto di sviluppo della power unit 067/6
- Incremento di potenza stimato in circa 15 cavalli (somma degli interventi di Austria e Monza)
- Nuova curva di coppia per sfruttare meglio l’energia elettrica disponibile
- Erogazione della potenza rivista rispetto alla configurazione precedente
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