F1 | Cosa dice il regolamento sulla bandiera gialla in pit-lane? Il giallo risolto a Spa-Francorchamps
Il giallo di Spa-Francorchamps: ecco cosa dice il regolamento voluto dalla FIA su come comportarsi in caso di bandiera gialla esposta in pit-lane.

La qualifica del GP del Belgio ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche, soprattutto per l’episodio che ha coinvolto Charles Leclerc nel suo giro veloce decisivo. Il pilota Ferrari, in piena lotta per una posizione in prima fila, ha alzato il piede a poche curve del traguardo mentre stava migliorando ulteriormente il proprio tempo, perdendo così l’occasione di chiudere in seconda posizione.
Leclerc frenato dal giallo: il caso della bandiera nel finale della qualifica del Belgio
Alla base dell’episodio c’è la presenza di una bandiera gialla, che ha inevitabilmente costretto Leclerc a una scelta di prudenza (dopo quanto accaduto a Spielberg). Ma il punto centrale della vicenda è un altro: quella bandiera, secondo quanto chiarito nella nota del direttore di gara, non era rivolta ai piloti che restavano in pista.
Cosa dice il regolamento?
Nel regolamento FIA, la bandiera gialla impone ai piloti di ridurre la velocità, prestare attenzione al pericolo e non sorpassare nel tratto interessato. Però, nel caso specifico, la nota del direttore di gara spiega che se la bandiera gialla viene esposta sul lato sinistro della corsia di ingresso ai box, essa segnala un incidente lungo la pit lane (in questo caso era l’auto ferma di Hadjar in attesa di essere spostata per i controlli) e non è destinata ai piloti che continuano il giro in pista.
Tradotto in pratica, la situazione cambia, e di parecchio anche. Se il monegasco ha reagito alzando il piede, lo ha fatto per prudenza, ma il regolamento sembra distinguere chiaramente tra il pericolo nella corsia box e il comportamento richiesto a chi è ancora lanciato sul tracciato.
Ed è proprio qui che nasce il giallo nel giallo: da una parte c’è il gesto istintivo del pilota, comprensibile in una fase così delicata della qualifica; dall’altra c’è un’indicazione regolamentare che, almeno sulla carta, appare piuttosto netta. I piloti non sono robot, ma in questo caso il dubbio resta: quel rallentamento era davvero necessario?
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