Dakar 2026, l’inferno di Al Ula: i fratelli Totani sopravvivono alla “strage” delle gomme
Tra canyon impossibili e cinque forature: l'odissea di Silvio e Tito Totani nella morsa di polvere e sassi verso Al Ula.

Al Ula, 5 gennaio 2026 – Se qualcuno avesse avuto dubbi sulle previsioni di una Dakar “spacca-macchine”, la seconda tappa verso Al Ula ha spazzato via ogni incertezza. In poco più di 500 chilometri, il deserto ha presentato un conto salatissimo: sette pneumatici fuori uso per i fratelli Totani dall’inizio del rally, di cui ben cinque sacrificati tra i sassi e i canyon di una giornata che ha fatto una selezione spietata.
Trappole di polvere e sassi
La speciale di 400 chilometri si è rivelata un dedalo di canyon stretti e polvere accecante. Per Silvio e Tito Totani, la giornata è iniziata in salita, bloccati dietro un Century e un camion in un tratto dove sorpassare era pura utopia.
“Per almeno cinquanta chilometri abbiamo vissuto l’inferno,” racconta Silvio Totani dal bivacco di Al Ula. “Visibilità zero, canali profondi e l’impossibilità di uscire dalle carreggiate senza finire in un altro solco. Abbiamo dovuto accettare il nostro destino.”
L’incubo delle forature e il salvataggio in pista
Il destino, oggi, aveva la forma di pietre taglienti. Dopo appena 50 chilometri arriva la prima foratura; dopo altri quindici, la seconda. Al chilometro 80, la tragedia: terza gomma a terra e nessuna scorta rimasta a bordo.

In pieno deserto, il ritiro sembrava l’unica opzione, finché non è apparso un compagno di squadra del team MDRallye. Con un gesto di grande sportività, l’altro equipaggio ha ceduto una propria ruota di scorta ai Totani, permettendo loro di raggiungere il pit-stop dell’assistenza al chilometro 142 per ripristinare l’assetto e restituire il favore.
Nervi tesi al bivacco
Nonostante il rientro in gara, il calvario non è finito: altre due forature negli ultimi 100 chilometri hanno costretto i due aquilani a chiudere la tappa “nudi”, senza più scorte.
Ma non è solo la sfortuna a tenere banco al bivacco. L’atmosfera è elettrica: molti piloti sono infuriati con la gestione dei sorpassi. Gli SSV (limitati a 135 km/h) e i camion hanno fatto da tappo nei passaggi stretti, ignorando spesso il sistema Sentinel (l’allarme acustico che segnala l’arrivo di un veicolo più veloce). Le classifiche sono attualmente sub iudice e potrebbero subire scossoni nelle prossime ore a causa delle decisioni della giuria.
Verso la Tappa 3: l’anello di Al Ula
Non c’è tempo per recriminare. Domani la carovana affronterà una tappa ad anello di complessivi 736 chilometri, con una sezione selettiva di 421 chilometri. La prima auto lascerà il bivacco alle 08:15 per immergersi nuovamente nel cuore della sfida saudita.
In bocca al lupo ai fratelli Silvio e Tito TOTANI!
Scheda Tecnica della Tappa 2 DAKAR 2026
| Dettagli | |
| Percorso | Verso Al Ula |
| Distanza totale | > 500 km |
| Gomme perse oggi | 5 |
| Prossima sfida | Anello di Al Ula (736 km) |
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