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Dakar 2026, Prologo: partono forte gli italiani. I fratelli Totani subito nella Top 5 degli Ultimate T1.2

Scatta la 48ª edizione della Dakar con un prologo da 22 km "a limitatore". Maurizio Gerini è il primo degli italiani nell'assoluta, mentre tra le auto brilla la prestazione di Silvio e Tito Totani sul Buggy "Monnalisa". Ecco come sono andati i nostri equipaggi.

La Dakar 2026 si è aperta ufficialmente a Yanbu con un Prologo breve ma intensissimo: 22 chilometri che hanno messo subito alla prova i nervi e la meccanica dei 300 veicoli in gara. Nonostante il chilometraggio ridotto, i distacchi sono minimi e la battaglia è serratissima. Per i colori italiani, i segnali sono estremamente positivi, con prestazioni di rilievo che confermano non solo la bravura dei nostri piloti, ma anche l’eccellenza della scuola italiana dei navigatori.


Ultimate: Totani quinti di classe con la “Monnalisa”

Nella categoria regina, la Ultimate, i riflettori sono puntati sui fratelli Silvio e Tito Totani. L’equipaggio aquilano, al debutto con il nuovo Buggy Optimus MD (classe T1.2) battezzato “Monnalisa”, ha stampato un tempo di 12m 32.1s, conquistando un eccellente 5° posto di sottoclasse (e 51° assoluto).

da SX, Tito e Silvio Totani equipaggio Italiano alla Dakar 2026
da SX, Tito e Silvio Totani equipaggio Italiano alla Dakar 2026

I Totani hanno gestito con maestria il passaggio dalle quattro alle due ruote motrici su un percorso molto sinuoso e veloce.

🎙️ La voce dei protagonisti

Silvio Totani (Pilota):

“Il prologo è volato via in fretta perché era velocissimo. Abbiamo viaggiato sempre a limitatore, a 170 km/h in sesta piena. Ho cominciato a prendere la mano col mezzo: la macchina è fantastica.”


I “Cervelli” italiani: Navigatori d’esportazione

L’Italia si conferma leader mondiale nella fornitura di “cervelli” per i top team internazionali. Oltre al noto Maurizio Gerini (24° ass.), che guida con precisione chirurgica Laia Sanz sull’Ebro S800 ufficiale, spiccano altri due nomi fondamentali:

  • Mirko Brun: il navigatore veneto, tra i più esperti professionisti del settore, mette il suo talento al servizio del team internazionale Buggyra ZM Racing. Navigando Martin Koloc sul Red-Lined Revo T1+, Brun ha gestito un prologo solido chiudendo in 13m 08.6s.
  • Bruno Jacomy: l’italo-argentino, figura chiave dei rally-raid legata a doppio filo con l’Italia, ha portato Lucas Del Rio all’8° posto tra i Challenger, confermandosi uno dei navigatori più veloci della categoria.

Challenger e Truck: Busi e Bellina pronti alla sfida

Tra i prototipi leggeri Challenger, solida prova per Rebecca Busi. La pilota bolognese, su X-Raid Fenic, ha chiuso in 13m 39.1s, gestendo il mezzo senza forzare in vista delle pietre insidiose della Tappa 1.

Nella categoria Truck (T5), l’equipaggio tutto italiano guidato da Claudio Bellina (con Marco Arnoletti e Bruno Gotti) ha portato l’Iveco Powerstar al traguardo in 15m 09.9s, pronti a dare battaglia tra i giganti del deserto.


📊 Classifica Italiani al Prologo (Top Performance)

Pos. Classe Pilota / Navigatore Categoria Mezzo Tempo
24° Ass. M. Gerini (Nav) Ultimate (T1+) Ebro S800 11m 34.8s
5° T1.2 S. & T. Totani Ultimate (T1.2) Optimus MD 12m 32.1s
8° Ass. B. Jacomy (Nav) Challenger Taurus T3 Max 12m 56.9s
60° Ass. M. Brun (Nav) Ultimate (T1+) Red-Lined Revo 13m 08.6s
23° Ass. Rebecca Busi Challenger X-Raid Fenic 13m 39.1s
14° T5 Claudio Bellina Truck (T5.1) Iveco Evo4 15m 09.9s

Cosa ci aspetta nella Tappa 1

Domani, 4 gennaio, si apre la vera maratona con la Tappa 1: un anello attorno a Yanbu con oltre 300 km di prova speciale. Sarà una giornata caratterizzata da sentieri rocciosi dove la navigazione farà la differenza.

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🛠️ SCHEDA TECNICA: Buggy Optimus MD Evo 5

L’arma dei Fratelli Totani per la Dakar 2026

Caratteristica Tecnica
Categoria Ultimate T1.2 (Prototipi 2WD a benzina)
Telaio Multitubulare in acciaio 25CD4 conforme norme FIA
Carrozzeria Cellula centrale sigillata in carbonio e kevlar
Motore Chevrolet V8 LS3 – 6.200 cc (Posteriore centrale)
Potenza ~400 CV (Limitati da flangia FIA da 38mm)
Coppia Oltre 600 Nm
Trasmissione Sequenziale Sadev SL924 a 6 rapporti
Trazione Posteriore (2WD) con differenziale autobloccante
Sospensioni Doppi triangoli anteriori / Bracci oscillanti post.
Ammortizzatori 4 Reiger regolabili (Escursione fino a 440 mm)
Freni Dischi AP Racing da 330 mm con pinze Pro 5000
Pneumatici Michelin KDR2+ da 37 pollici su cerchi da 17″
Peso Minimo 1.580 kg
Serbatoio 340 litri (autonomia per le tappe Marathon)
Top Speed 170 km/h (Limitata elettronicamente via GPS FIA

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