Antonelli con la febbre: in Messico è inarrestabile e in via di guarigione
Il bolognese brucia il cronometro nelle FP1 e chiude secondo: il fisico non è ancora al top, ma la guarigione procede e la testa è già in modalità gara

Neanche la febbre ferma Kimi Antonelli. Il bolognese è arrivato in Messico con la febbre addosso, la porta con sé anche nell’abitacolo durante le Prove Libere 1, e risponde nell’unico modo che conta: con il tempo. Secondo posto al termine della prima sessione, davanti a rivali in piena salute. Il ventenne bolognese non ha mostrato fragilità, né sul giro secco né sul passo.
Antonelli con la febbre: anche da ammalato riesce a essere competitivo
Il weekend era iniziato nel segno dell’incertezza. Nei giorni che hanno preceduto il GP a Città del Messico, Antonelli era stato messo ko da un episodio febbrile che aveva fatto circolare qualche timore nel paddock (e anche qualche allarmismo di complotto). I postumi si sono fatti sentire anche venerdì, quando è sceso in pista a oltre 2.200 metri di quota, su un tracciato dove l’aria rarefatta mette a dura prova anche gli atleti più allenati: cuore e polmoni sotto sforzo, motore e freni da gestire molto attentamente, soprattutto quando hai l’ansia di essere ad un passo dalla conquista del titolo del mondo. Condizioni che per un fisico non ancora al 100% sarebbero una zavorra. Per l’italiano più famoso di questo periodo, invece, un trampolino.
Il verdetto del cronometro è pesante: P2 al termine delle Prove Libere 1. Un piazzamento che racconta di un ragazzo in totale fiducia, capace di restare lucido e affilato mentre il corpo non è ancora nella forma migliore. Il feeling con la monoposto è apparso ritrovato fin dai primi giri, e il mix tra talento e sangue freddo è ormai la cifra stilistica di un pilota che sta crescendo a ritmi impressionanti.

La buona notizia è che la situazione sta migliorando. Antonelli forse non è ancora fisicamente al massimo, ma è in via di guarigione: dal box fanno sapere che le condizioni progrediscono di ora in ora. Merito anche del lavoro di squadra: i medici del team lo seguono passo passo, tenendo sotto controllo parametri, idratazione e alimentazione, mentre il suo personal trainer lavora su carichi e recupero per riportarlo al top in tempi rapidi. Un’operazione quasi da cronometro svizzero, per arrivare alle qualifiche nelle migliori condizioni possibili.
Le incognite restano: tra qualifiche e gara il fisico sarà messo sotto pressione ben più che in una sessione di libere, e l’altitudine non fa sconti a nessuno. Ma il messaggio lanciato da Antonelli è chiaro: con la febbre o senza, lui c’è. E il paddock, ormai, lo sa bene. Sabato si fa sul serio. Se il recupero proseguirà a questo ritmo, il bolognese potrebbe presentarsi in qualifica con tutte le carte in regola per puntare alla pole position. Intanto, a Città del Messico, la sentenza pare essere già scritta: Antonelli è inarrestabile (e menomale).
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