Antonelli a un passo dalla storia in Messico: ecco le combinazioni per il Mondiale F1 che manca all’Italia da 73 anni
Dopo la vittoria di Austin, che non è bastata per chiudere i conti, il pilota della Mercedes ha una nuova occasione all’Hermanos Rodriguez. Il nono posto può bastare, e il titolo lo renderebbe il più giovane campione della storia della Formula 1.

Antonelli può laurearsi campione del mondo in Messico. Il Gran Premio degli Stati Uniti ha portato al bolognese la nona vittoria stagionale, ma non il Mondiale. Il titolo non è arrivato perché i risultati dei rivali non sono stati quelli necessari (Russell doveva chiudere nono o peggio ed Hamilton quinto o peggio). Domenica a Città del Messico le combinazioni favorevoli saranno più numerose rispetto al Texas. In caso di successo, il pilota bolognese si aggiungerebbe a una lunga serie di record già ottenuti in questa stagione.
Antonelli campione in Messico: le combinazioni che valgono il titolo
Antonelli sarà campione del mondo in Messico grazie a tre scenari, anche più plausibili rispetto a quelli di Austin. Ma quali sono queste fantomatiche combinazioni? Tranquilli, vi basterà leggere l’articolo, perché ad armaci di abaco e fare i conti ci abbiamo pensato noi!
Per il bolognese appena ventenne sarà una gara in passeggiata rispetto al weekend texano poiché i suoi diretti rivali – George Russell e Lewis Hamilton – avranno un range ristrettissimo e anche difficilmente attuabile per frenare l’italiano. Se né George Russell né Lewis Hamilton vincono la gara, il titolo arriva a prescindere dal suo piazzamento. Se vince Russell, Kimi dovrà arrivare almeno nono. Se vince Hamilton, gli basterà il decimo posto. Di seguito la rappresentazione degli scenari:
| Scenario | Risultato di Russell | Risultato di Hamilton | Piazzamento necessario per Antonelli |
|---|---|---|---|
| 1 | Non vince | Non vince | Qualsiasi |
| 2 | Vince | Non vince | Nono posto o migliore |
| 3 | Non vince | Vince | Decimo posto o migliore |
La sfida dell’aria rarefatta e l’eredità italiana
Oltre alla matematica dei punti, la sfida all’Autodromo Hermanos Rodríguez presenta un’insidia tecnica cruciale: l’altitudine di oltre 2.200 metri sul livello del mare. L’aria rarefatta di Città del Messico riduce drasticamente l’efficienza aerodinamica e impone una gestione critica delle temperature di freni e Power Unit Mercedes, elemento che costringerà Antonelli a una gara d’attesa senza rischi inutili. Se dovesse centrare l’obiettivo, il bolognese non solo batterebbe il record d’età di Sebastian Vettel (campione nel 2010 a 23 anni e 134 giorni), ma riporterebbe in Italia un titolo Piloti che manca dal secondo alloro iridato di Alberto Ascari nel 1953.
I precedenti a Città del Messico
Nel 2025 Antonelli ha chiuso al sesto posto sia le qualifiche sia la gara all’Hermanos Rodriguez. Quello messicano è stato uno dei tre Gran Premi della scorsa stagione in cui ha battuto Russell. Il nuovo regolamento tecnico ha però cambiato le monoposto e lo stile di guida richiesto ai piloti, quindi i dati del 2025 hanno un valore limitato. Le prestazioni 2026 danno Kimi come grande favorito.
La squadra di Brackley ha vinto tre volte su questa pista: con Nico Rosberg nel 2015 e con Hamilton nel 2016 e nel 2019. In Messico, inoltre, il britannico ha conquistato con la Mercedes i titoli mondiali del 2017 e del 2018. Domenica Antonelli potrebbe diventare il secondo pilota del team a vincere il campionato proprio qui.

I record che Antonelli può battere diventando campione del mondo
Con il titolo mondiale, Kimi Antonelli diventerebbe il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1. Il primato appartiene a Sebastian Vettel, che nel 2010 vinse il Mondiale con la Red Bull a 23 anni e 134 giorni. Antonelli, nato il 25 agosto 2006, avrebbe poco più di vent’anni. Sarebbe anche il più giovane campione italiano. Giuseppe Farina vinse nel 1950 (a 43 anni), Alberto Ascari nel 1952 (a 34 anni) e nel 1953, in tutti i casi in età molto più avanzata. Per l’Italia sarebbe il primo titolo iridato dopo ben 73 anni.

Il Mondiale si aggiungerebbe ai record già conquistati in stagione. Con nove vittorie (in carriera e stagionali), Antonelli ha superato le sei di Ascari nel 1952, che erano il primato italiano per successi in un singolo campionato. È inoltre il più giovane poleman di sempre, record che Vettel deteneva dal 2008, e il più giovane leader del campionato, titolo che prima apparteneva a Hamilton. È il secondo più giovane vincitore di un Gran Premio, dietro a Max Verstappen, e il più giovane vincitore a Monaco.
Resta aperto il primato italiano di vittorie in carriera, che appartiene ad Ascari con 13: ad Antonelli ne mancano quattro per raggiungerlo.
L’attesa dell’Italia e il fantasma di Alberto Ascari
Se Kimi Antonelli dovesse laurearsi campione del mondo a Città del Messico, l’automobilismo tricolore interromperebbe un digiuno record che dura da ben 73 anni. L’ultimo italiano ad aver conquistato il titolo mondiale Piloti in Formula 1 è stato infatti Alberto Ascari, laureatosi campione per due stagioni consecutive nel 1952 e nel 1953 al volante della Ferrari. Prima di lui, solo Giuseppe “Nino” Farina era riuscito nell’impresa, inaugurando la storia della F1 con l’Alfa Romeo nel 1950. Riportare il titolo iridato in Italia dopo oltre sette decenni non rappresenterebbe soltanto una pietra miliare per la carriera di Antonelli, ma un momento di riscatto storico per tutto il movimento motoristico nazionale.
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