Mazda MX-5 NE: la futura Miata punta sui carburanti sintetici
La futura MX-5 non sarà elettrica, perché questo stravolgerebbe le caratteristiche tipiche della Miata. Mazda potrebbe puntare invece su motori termici alimentati da e-fuel.

La futura generazione della Mazda MX-5, conosciuta internamente come NE, potrebbe non diventare completamente elettrica, come invece si era ipotizzato. Secondo Christian Schultze, responsabile Ricerca e Sviluppo di Mazda Motor Europe, la Casa giapponese sta valutando l’uso di carburanti sintetici per preservare leggerezza, equilibrio e coinvolgimento meccanico, i tratti distintivi della mitica Miata.
Nuova Mazda MX-5 NE
Perché non sarà solo elettrica
L’attuale generazione della MX-5 è sul mercato da circa 10 anni e l’arrivo del nuovo modello è ormai imminente. In un contesto in cui l’industria punta sempre più all’elettrificazione, Mazda sembra voler difendere la filosofia originale della roadster, evitando un aumento di peso dovuto alle batterie che altererebbe drasticamente la dinamica di guida. Gli e-fuel rappresentano quindi una soluzione “morbida” per ridurre le emissioni senza sacrificare la purezza progettuale del modello.
Leggerezza contro batterie pesanti
Le normative europee e internazionali sulle emissioni spingono verso l’elettrico, ma per una vettura che ha fatto del peso ridotto e della maneggevolezza il suo punto di forza, una batteria pesante sarebbe un compromesso troppo grande.

Mazda sta quindi considerando l’ibridazione leggera e, soprattutto, i carburanti sintetici, che permetterebbero di mantenere un motore termico e la configurazione classica della roadster a trazione posteriore.
Carburanti sintetici per la MX-5
Gli e-fuel sono benzine sintetiche prodotte combinando idrogeno “verde” e anidride carbonica catturata dall’atmosfera o da processi industriali, generando un combustibile potenzialmente neutro in termini di emissioni complessive. L’uso di questi carburanti consentirebbe alla MX-5 NE di rimanere fedele al motore a combustione interna, preservando quel piacere meccanico tanto amato dagli appassionati.
Mazda ha già testato carburanti alternativi nelle competizioni giapponesi, come la serie Super Taikyu, dimostrando un interesse concreto per soluzioni sostenibili senza passare dall’elettrico puro.

Restano però sfide importanti: la produzione su larga scala di e-fuel è attualmente costosa e le infrastrutture di distribuzione sono ancora limitate. Tuttavia, le recenti aperture dell’Unione Europea verso i motori a combustione alimentati da carburanti sintetici fino al 2035 rendono lo scenario molto più promettente.
La sfida tecnica di Mazda
Non è la prima volta che Mazda sperimenta strade alternative per la sua icona. Circa vent’anni fa fu realizzato un prototipo con motore V6 da 2,5 litri basato sulla MX-5. Nonostante la maggiore potenza rispetto ai tradizionali quattro cilindri, il motore risultava troppo ingombrante e comprometteva la distribuzione dei pesi, fondamentale per l’equilibrio della Miata. La scelta di non portarlo in produzione conferma la priorità storica di Mazda: la MX-5 è fatta per le sensazioni di guida, non per i numeri assoluti di cavalli.
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