GUIDE CONSIGLI AUTO

Guidare auto storiche: le vecchie glorie non ti perdonano. Ed è per questo che ti insegnano a guidare

Niente elettronica, nessun filtro: dai corsi della Rally Factor Driving School, perché le vetture di una volta restano il miglior corso di guida al mondo. Per imparare davvero (e non solo farsi salvare la pelle dall’ESP).

C’è un momento preciso in cui capisci di essere seduto in un’auto storica. Non è il profumo di benzina e vinile. È la prima staccata.

Il pedale è duro, la macchina si siede sul muso, e nessuna centralina viene a salvarti. Sei tu, quattro gomme e la fisica. Fine dell’elenco dei partecipanti.

Dopo venticinque anni passati a insegnare a guidare, ve lo dico senza girarci intorno: guidare auto storiche è il corso di guida più onesto che esista. Perché le vecchie glorie non ti perdonano niente. E proprio per questo ti insegnano tutto.

Perché guidare auto storiche ti mette a nudo

Un’auto moderna è un avvocato difensore: qualunque cosa tu combini, lei trova il modo di sistemarla. Una vecchia gloria è un giudice. Prende nota di tutto e ti presenta il conto in tempo reale.

Entri troppo forte in curva? Sottosterzo, subito. Rilasci il gas nel momento sbagliato? Il retrotreno ti chiede spiegazioni. Freni in appoggio senza criterio? La macchina si scompone e te lo dice con il corpo, non con una spia arancione.

Guidare auto storiche significa ricevere un feedback continuo, immediato e non negoziabile. È lo specchio più sincero del tuo livello di guida. E per molti è uno specchio scomodo.

Niente ABS, niente ESP: chi frena sei tu

Un ripasso di storia, per capire di cosa parliamo. In Europa l’ABS è di serie su tutte le auto nuove solo dal 1° luglio 2004. L’ESP, il controllo elettronico di stabilità, è diventato obbligatorio sulle nuove omologazioni dal novembre 2011 e su tutte le nuove immatricolazioni dal novembre 2014.

Tradotto: qualunque youngtimer degli anni Ottanta o Novanta frena e sterza esattamente come ha deciso chi la guida. Nessun sistema che stacca la frenata al limite del bloccaggio, nessuna centralina che corregge la traiettoria.

Su un’auto senza ABS, la modulazione del freno non è un esercizio di stile: è l’unica cosa che c’è. Bisogna sentire il punto in cui la ruota sta per bloccarsi e restarci appena sotto, con il piede. Chi ha letto il mio articolo sulla frenata d’emergenza con ABS sa che il 90% degli automobilisti non usa nemmeno tutto il freno che ha. Ecco: su una storica, quel margine di errore non esiste proprio.

Peso, ritmo, anticipo: le tre lezioni delle vecchie glorie

La prima lezione è il peso. Le auto storiche ti obbligano a sentire i trasferimenti di carico: il muso che si abbassa in frenata, la coda che si alleggerisce, la macchina che rolla in appoggio. Su una moderna questi movimenti sono filtrati; su una vecchia gloria sono il linguaggio con cui l’auto ti parla.

La seconda è il ritmo. Ogni comando va dato in sequenza, con progressione: freno, rilascio, inserimento, gas. Le mani e i piedi imparano una grammatica che l’elettronica ha reso facoltativa, ma che la fisica considera ancora obbligatoria.

La terza è l’anticipo. Senza servofreno generoso, senza assistenze, gli spazi si allungano e tutto va previsto prima: la staccata, la traiettoria, perfino il sorpasso. Guidare auto storiche è un corso accelerato di lettura della strada. E quella lettura, una volta imparata, te la porti anche sull’auto di tutti i giorni.

L’errore costa. Ed è esattamente per questo che impari

La pedagogia moderna dirà quello che vuole, ma al volante funziona così: si impara dove l’errore ha una conseguenza. Piccola, controllata, ma reale.

Nei corsi della mia Rally Factor Driving School — la scuola di guida sportiva e sicura che ho fondato nel 2006: rally, pista, drift, neve — succede una scena che ormai conosco a memoria. L’allievo arriva convinto di saper frenare, perché la sua auto moderna gli ha sempre coperto le spalle. Poi lo metto su un’auto meccanica, senza filtri, in un piazzale sicuro. Alla prima frenata bloccata cambia faccia. Alla decima ha imparato più che in vent’anni di patente.

È il motivo per cui in Rally Factor Driving School le vecchie glorie e le auto “analogiche” non sono un vezzo nostalgico: sono strumenti didattici. La macchina che non perdona è la macchina che insegna. Sempre, e in fretta.

Da dove cominciare (senza rischiare la carrozzeria)

Primo: non si impara il limite in strada. Il posto giusto per scoprire cosa fa una youngtimer al bloccaggio delle ruote è un’area chiusa, con spazi di fuga e un istruttore accanto. Chi parte da zero fa prima — e spende meno in lamiera — con un corso base di guida rally e drift, dove queste sensazioni si provano su auto preparate apposta e in totale sicurezza.

Secondo: prima di guidarla, mettetela in condizione di essere guidata. Gomme recenti (non “con tanto battistrada”: recenti), freni revisionati, pressioni corrette. Una storica trascurata non insegna niente: spaventa e basta.

Terzo: se il tarlo del collezionismo vi ha già morso, su newsauto trovate la lista delle auto storiche con 20 anni e i requisiti ACI per la salvaguardia. Perché una vecchia gloria, oltre che maestra di guida, può essere anche un discreto investimento.

Poi c’è l’ultima verità, la meno comoda. L’elettronica ha reso le auto enormemente più sicure, e va benedetta ogni giorno. Ma ha anche permesso a intere generazioni di non imparare mai a guidare davvero. Le vecchie glorie sono rimaste lì apposta: a ricordarci che il miglior sistema di sicurezza, ancora oggi, siede al posto di guida.

Domande frequenti su come guidare le auto storiche

Serve esperienza per guidare un’auto storica senza ABS?

Serve soprattutto metodo: la tecnica di frenata e la gestione dei trasferimenti di carico si imparano in area chiusa con un istruttore, non in strada. È il percorso che seguiamo in Rally Factor Driving School, la più grande scuola di pilotaggio in Italia e Centro Tecnico Federale ACI Sport: oltre 1.000 allievi l’anno, dal normale utente della strada fino all’agonista.

Come si frena con un’auto senza ABS?

Si modula: si preme con decisione fino alla soglia del bloccaggio e, se una ruota si blocca, si rilascia leggermente e si riprende pressione. Gli spazi di arresto tendono ad allungarsi rispetto a un’auto moderna, quindi vanno aumentati anticipo e distanza di sicurezza.

Cosa si intende per youngtimer?

Sono le auto tra i 20 e i 30 anni di età, in gran parte degli anni Ottanta e Novanta: recenti abbastanza da essere usabili, vecchie abbastanza da avere poca o nessuna elettronica di assistenza. Sono la porta d’ingresso più accessibile al mondo delle auto storiche.

Le auto storiche sono sicure da guidare oggi?

Possono esserlo, a due condizioni: manutenzione rigorosa (gomme recenti, freni efficienti, pressioni corrette) e uno stile di guida adeguato, con più margine e più anticipo. Non hanno le protezioni attive e passive delle auto moderne: la prudenza di chi guida deve compensare quella differenza.

Giuseppe Piccioni — Istruttore ACI Sport | Rally Factor Driving School

Giuseppe Piccioni

Giuseppe Piccioni è istruttore di guida sportiva certificato ACI Sport, pilota e tester con oltre vent'anni di esperienza nelle discipline più esigenti del motorsport italiano: rally, drift, salita. È fondatore e CEO di Rally Factor Driving School, la scuola di guida sportiva più grande d'Italia con oltre 1.000 allievi formati… More »