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BYD SHARK: prova su Strada, Off-Road del Pick-up Elettrico PHEV

Tecnologia V2L a 6 kW, trazione integrale dual-motor e comfort da SUV di lusso: primo contatto tra le insidie del fango inglese con il BYD SHARK.

Inghilterra – C’è sempre un velo di disorientamento quando ci si ritrova ad affrontare le strade inglesi guidando dalla parte “sbagliata” dell’abitacolo. Farlo poi al volante di uno “squalo” imponente come il nuovo BYD SHARK sicuramente rende l’esperienza ancora più adrenalinica. Te lo assicuro! Mi sono ritrovato a provare il nuovo pick-up di Byd con la guida a destra guidando tutto a sinistra ed imboccando le rotonde al contrario in senso orario. Un trauma soprattutto nei primi km!
Il costruttore cinese entra con lo Shark a gamba tesa nel segmento dei pick-up e lo fa con un veicolo che rompe nettamente gli schemi tradizionali, motorizzazione elettrica 100% con range extender termico. Andiamo a scoprire come si è comportato nel nostro primo test drive tra asfalto, fango e guadi.

Un’imponenza che non passa inosservata

Appena ce lo troviamo davanti nel villaggio allestito da BYD per l’occasione, lo SHARK mette subito in chiaro le sue ambizioni (sul video). È lungo quasi 5,50 metri (5,45 m per la precisione), largo 1,97 m e alto 1,92 m, con un passo di 3,26 metri. Le linee sono squadrate, muscolose e dominate all’anteriore da una firma luminosa a tutta larghezza e dal grande logo BYD centrale.

Ma un pick-up deve prima di tutto saper fare il pick-up. Dietro troviamo un cassone da 1.200 litri di volume, capace di caricare fino a 790 kg e di trainare ben 2,5 tonnellate. L’apertura del portellone posteriore è ammortizzata e perfetta nelle cinematismi, mentre all’interno della cassone compaiono luci a LED d’ambiente e 2 prese di corrente V2L a 220V (fino a 6 kW di potenza!). Tra gli allestimenti in mostra c’era una versioni con tenda da tetto ARB Intrepid e coperture rigide in vetroresina: una vera dichiarazione d’amore per il mondo dell’Overlanding e del campeggio avanzato.

BYD Shark con la guida a destra durante la su strada in Inghilterra
BYD Shark con la guida a destra durante la su strada in Inghilterra

Saliamo a bordo: addio spartanità da mezzo da lavoro

Salendo al posto guida — aiutati dalle comode pedane laterali e dalle maniglie sul montante — la sensazione è tutt’altro che quella di trovarsi su un veicolo commerciale. La plancia è morbida al tatto, priva di plastiche rigide ed economiche, arricchita da finiture in pelle e vivaci cuciture rosse a contrasto. Sulla console centrale figurano la piastra di ricarica wireless ventilata da 50W e i comandi fisici per le modalità di guida.

BYD Shark plancia abitacolo
BYD Shark plancia abitacolo

Il guidatore è accolto da un maestoso Head-Up Display da circa 13 pollici proiettato sul parabrezza, da un quadro strumenti digitale da 10 pollici e dal monitor centrale BYD da 15 pollici orientabile (orizzontale/verticale). I sedili in pelle traforata, riscaldati e ventilati, offrono un contenimento laterale da auto sportiva. E anche dietro si viaggia regali: il divano posteriore è una vera e propria poltrona e l’assenza del tunnel centrale regala un pianale completamente piatto, con bocchette d’aerazione dedicate e doppi ingressi USB-C.

Su strada: silenzio d’ovatta e scatti da sportiva

Premiamo il pulsante rosso di avviamento posto al centro della consolle centrale, spostiamo la leva in “D” e lo SHARK parte nel silenzio più assoluto. Sotto la pelle non batte un powertrain tradizionale: l’architettura DMO (Dual Mode Off-road) funziona come una PHEV. La spinta è affidata a due motori elettrici — uno anteriore da 231 CV e uno posteriore da 204 CV — per una potenza totale di 436 CV e 650 Nm di coppia. Il motore 1.5 turbo benzina da 150 CV agisce quasi unicamente da generatore di bordo per alimentare la batteria Blade LFP da 32,2 kWh. Alle basse velocità e in città funziona come solo come un’auto elettrica con i soli motori elettrici che danno trazione poi quando il livello della batteria scende si accende il termico che ha solo la funzione di generatore e non è collegato alla trasmissione.

In marcia, la prima cosa che colpisce è lo straordinario comfort: l’insonorizzazione è al top e non si percepisce alcuna vibrazione. Ma è quando si schiaccia il pedale dell’acceleratore (specie in modalità Sport) che lo “squalo” tira fuori i denti. Lo 0-100 km/h viene bruciato in meno di 6 secondi (5,7 sec), una spinta impressionante se si considera la mole del mezzo.

E la dinamica? Qui sta la vera magia. A differenza dei pick-up classici (come Ranger o Hilux), lo SHARK non adotta un ponte rigido al posteriore, ma sfoggia sospensioni indipendenti a doppio braccio oscillante su tutte e quattro le ruote. Il risultato? In curva e sulle buche non c’è traccia di quel tipico saltellamento del retrotreno a cassone vuoto; la guida è fluida, stabile e confortevole esattamente come quella di un SUV di fascia alta. L’unico appunto va al pedale del freno, che risulta a tratti un po’ “spugnoso” nelle risposte per via della transizione con la frenata rigenerativa.

BYD Shark a fine prova in Off-Road!
Guarda la recensione in video del nuovo BYD Shark su Youtube

Messo alla prova nel fango: l’Off-Road elettrico convince

Lasciata l’asfalto, ci addentriamo in un percorso fuoristrada insidioso, reso scivolosissimo dalla pioggia e dal fango inglese. Sotto abbiamo pneumatici BF Goodrich All-Terrain e selezioniamo le modalità dedicate dal display centrale (che mostra persino la temperatura di ciascuna singola gomma in tempo reale), prima “Mud” e poi anche “Sand”.

BYD Shark in azione in guado nel percorso off-road.
BYD Shark in azione in guado nel percorso off-road.

Senza un albero di trasmissione meccanico, la trazione integrale viene gestita millisecondo per millisecondo dall’elettronica dei due motori elettrici. Nei passaggi con fango profondo, l’auto avanza senza mai perdere motricità; nei passaggi in twist, quando una ruota si stacca da terra, l’elettronica taglia la coppia all’istante trasferendola dove c’è aderenza, utilizzando anche l’ABS per pinzare la ruota che tende a slittare. Supera salite ripidissime grazie alla modalità di arrampicata dedicated (Leopard Mode) abbinabile alla modalità di guida “Mountain” dove sfrutta anche l’ottimo lavoro dell’assistente alla discesa nei passaggi più ripidi.
Ma può affrontare guadi con tutti questi componenti elettrici, tra motori, inverter e batteria? Ovviamente si! Affrontiamo tranquillamente un paio di guadi con l’acqua alta tra 50 e 70 cm: siamo sicuri visto che ha una capacità d’immersione dichiarata di 70–75 cm. Lo SHARK si lava via il fango dalle pance ed esce dal guado con disinvoltura assoluta anche dentro canaloni profondi con fango scivolosissimo.

Autonomia, Ricarica

Grazie alla batteria Blade LFP da 32,2 kWh integrata nel telaio, lo SHARK promette circa 90-100 km in solo elettrico (ideali per i trasferimenti quotidiani casa-lavoro a zero emissioni) e oltre 600 km complessivi sfruttando il serbatoio di benzina. E quando ci si deve ricaricare alla spina, si passa dal 30% all’80% in circa 20 minuti grazie alla ricarica rapida DC a 55 kW.

Conclusioni

Il BYD SHARK è un prodotto estremamente polivalente. Unisce le doti di carico e la robustezza da fuoristrada puro con il comfort, la tecnologia e la silenziosità di una vettura premium di ultima generazione. Il prezzo stimato si attesta attorno ai 54.000 € + IVA. Se cercate il classico “mulo” rigido da cantiere potrete trovarlo quasi sprecato, ma per chi cerca un veicolo da avventura, overlanding o lavoro ad altissimo comfort, questo “squalo” ha tutte le carte in regola per cambiare le regole del gioco.


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👍 PRO

  • Comfort e Insonorizzazione da SUV: l’assenza del ponte rigido e la presenza delle sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote eliminano i classici saltellamenti del retrotreno a cassone vuoto.
  • Prestazioni e Spinta: con 436 CV e la trazione integrale gestita dai due motori elettrici, lo 0-100 km/h in meno di 6 secondi garantisce uno spunto e un’agilità introvabili sui pick-up tradizionali.
  • Abitabilità e Finiture Premium: interni molto distanti dai veicoli commerciali di una volta, con sedili traforati, ventilati e riscaldati, materiali gommosi al tatto e grande spazio posteriore senza tunnel centrale.
  • Funzionalità V2L (Vehicle-to-Load): la possibilità di prelevare fino a 6 kW a 220V dal cassone permette di alimentare senza problemi frigoriferi, attrezzi da lavoro o un intero campo base da campeggio.
  • Gestione dell’Off-Road Elettrico: La trazione 4×4 elettronica distribuisce la coppia millisecondo per millisecondo, garantendo ottima aderenza su fango e roccia e consentendo guadi fino a 75 cm.
  • Versatilità del Powertrain: circa 90–100 km di autonomia a zero emissioni nel quotidiano, con la serenità del motore termico generatore per i lunghi viaggi senza l’ansia di ricarica.

👎 CONTRO

  • Feeling del Pedale del Freno: il passaggio tra la frenata rigenerativa elettrica e l’impianto frenante meccanico rende il pedale a tratti un po’ spugnoso e poco sincero.
  • Capacità di Carico Utile Limitatamente Inferiore: la presenza del pacco batterie da 32,2 kWh appesantisce il veicolo, fermando il carico utile a circa 790 kg (contro la tonnellata piena raggiunta da alcuni concorrenti diesel da lavoro puro).
  • Dimensioni Imponenti in Città: con 5,45 metri di lunghezza e quasi 2 metri di larghezza, la manovrabilità e il parcheggio nei centri urbani o negli spazi stretti risultano impegnativi.
  • Risposta troppo reattiva in modalità Sport: la risposta dell’acceleratore quando si seleziona la mappa più spinta può risultare quasi troppo brusca nelle ripartenze o nel traffico lento.
  • Assenza di Comandi per la Frenata Rigenerativa al Volante: mancano le classiche palette dietro al volante per regolare al volo la potenza del freno motore elettrico durante la guida.

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Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »