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Nuovo Pirelli P Zero 2016 [320]

Siamo sulla pista dell’Estoril per l’anteprima mondiale dove abbiamo provato il nuovo Pirelli P Zero attraverso il quale Pirelli punta a consolidare la leadership mondiale nel segmento delle auto “prestige” e accelerare la crescita in quello delle vetture premium.
Una presentazione, quella organizzata da Pirelli, in grande stile che ha coinvolto tanti giornalisti di tutto il mondo arrivati in Portogallo per provare in pista le caratteristiche del neonato, proprio a trent’anni dal debutto del primo pneumatico contrassegnato dal marchio P Zero.
L’evento è iniziato nel paddock della posta, con arrivo in elicottero dopo un giro sulla costa portoghese dell’atlantico e serata dedicata alla presentazione ufficiale del prodotto da parte di Gregorio Borgo (General Manager Operations) seguito dagli interventi di Giuliano Menassi (Research & Developement Head of R&D) ed Alessandro Ascanelli (Head of R&D – Product Car).
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La Casa della Bicocca lancia sul mercato l’ultima versione della gomma che negli ultimi decenni ha fatto la storia del settore in tutte le sue varianti: dal System al Rosso, passando per il Nero e il Corsa al P Zero del 2007. Appena stato lanciato e già si presenta sul mercato con una “dote” di 60 omologazioni, “erede” di una famiglia che conta già 800 omologazioni sul parco circolante (1.000 in totale, comprendendo i modelli auto fuori produzione) e che calza una vettura su due nel segmento prestige immatricolato nel mondo: vetture da sogno come la Lamborghini Centenario, la Ferrari GTC4 Lusso, la Mercedes GT AMG o la Porsche Boxter hanno, infatti, già scelto il nuovo P Zero, declinato, a seconda delle esigenze tecniche e dell’anima della vettura, in diverse modalità.
QUALITA’ –  C’è tanta ricerca e sperimentazione dietro un pneumatico di alta qualità che quando debutta sul mercato ha superato tanti test ed anche omologazioni per determinate case costruttrici per il primo equipaggiamento.
TRE VARIANTI  – Tre varianti tecnologiche con differenti applicazioni e prestazioni, ciascuna destinata a vetture diverse. P Zero per le auto con un temperamento più sportivo (sports car) presenta un disegno battistrada meno “lamellato” capace di favorire un comportamento più dinamico e prestazionale della vettura; si addice più propriamente alle berline (luxury car), invece, il secondo disegno battistrada, con una spalla esterna molto più intagliata, disegnata per assorbire in misura maggiore l’impatto a terra, a tutto vantaggio del confort richiesto da questi modelli; più aggressivo, infine, il terzo disegno, che si avvicina ai “cugini” slick della Formula Uno, sviluppato per le super car nuovi P Zero Corsa.
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LA STORIA – Ad ogni vettura, insomma, il suo P Zero dedicato. Ed è questo il cuore della strategia Perfect fit Pirelli. Se nel 1987 l’introduzione sul mercato da parte di Pirelli del primo pneumatico stradale da 17 pollici rappresentò un’innovazione, oggi il ventaglio di equipaggiamenti arriva senza problemi fino al 22 pollici, abbinati a pacchetti di motorizzazioni più spinti.
All’interno di questo spettro l’offerta si amplia e si arricchisce ulteriormente, con soluzioni winter, summer o All Season. Per non parlare delle numerose tecnologie inserite all’interno dei pneumatici: dal run flat al seal inside, passando per il PNCS (il Pirelli Noise Cancelling System), la tecnologia per la riduzione del rumore all’interno dell’abitacolo. O dei materiali alternativi, la cui ricerca è in continua evoluzione: dalla lolla di riso al guayule. E poi i diversi disegni battistrada, ognuno sviluppato per esaltare le caratteristiche di ciascun modello. Per arrivare, infine, ai pneumatici marcati, che significano che quella copertura è stata sviluppata specificatamente per quella vettura.
P Zero, una storia per numeri – Origine, caratteristiche e destino del nuovo P Zero possono essere racchiusi in alcuni, significativi numeri.
Si parte proprio dallo Zero affiancato alla P del marchio, un nome nato per caso ma destinato a diventare un brand iconico. P Zero sta, infatti, per “progetto zero”, poiché gli ingegneri erano indecisi su come chiamare quella nuova gomma per impieghi sportivi sviluppata per la Lancia Delta S4.
pirelli-estoril-track-023Era il 1986: ovvero 30 anni fa. L’anno dopo il debutto in strada con la Ferrari F40, che fu solo il primo di una serie di progetti sviluppati su misura per le vetture più performanti che si sono succedute in questi decenni, segnati dalla continua evoluzione di auto e pneumatici. Un’innovazione incessante riassumibile in un altro numero, il 302, equivalente alla differenza in cavalli tra la F40 dell’87 e le supercar attuali. Una differenza che significa crescita della potenza, ma anche della richiesta di sicurezza alla quale i P Zero, nelle loro molteplici versioni, hanno fatto da battistrada in ogni senso. Diventando, così, i pneumatici di riferimento per le Case auto più prestigiose che lo hanno scelto 1000 volte in primo equipaggiamento. 1000 omologazioni alle quali si aggiungono oggi le 60 già ottenute dal nuovo P Zero.
Nel frattempo quel marchio è diventato un’ icona del mondo automobilistico.
Si dice P Zero e si dice molto del mondo dell’auto degli ultimi anni. P Zero e la mente si affolla di star che hanno prestato il proprio volto a campagne che hanno fatto la storia della pubblicità. P Zero e già si sente il rombo dei bolidi di Formula Uno che sfrecciano con pneumatici slick sulla cui spalla spicca, in diversi colori, quel marchio che oggi contraddistingue un portafoglio di 11 prodotti, diversificati per applicazioni, vetture, stili di guida, aree geografiche.
COME E’ FATTO COME VA – Il nuovo P Zero è realizzato con nuove mescole “sottostrato” che hanno migliorato l’handling e rolling resistance (durata, resa chilometrica), innovativi polimeri ad elevate proprietà meccaniche per l’ottimizzazione delle prestazioni su asciutto e bagnato. Il disegno del battistrada è nuovo con incavi longitudinali più profondi per una maggiore espulsione dell’acqua, rendono il nuovo P Zero il pneumatico più performante sul mercato e, al contempo, il più affidabile per gestire le potenze estreme delle moderne supercar.
Lo abbiamo provato in pista sulla Porsche 911 Turbo S, sulla Lamborghini Huracán, l’Audi R8 e sulla Ferrari 488 GTB. Sin dai primi giri su tutte le vetture provate si è riscontrato un feeling eccezionale grazie alla sua principale capacità di garantire massima stabilità anche ad alte velocità negli appoggi veloci.
In effetti grazie all’innovativa tecnologia presente “la F1 Bead” il P Zero si avvale di una mescola di riempimento del tallone ad elevata rigidità che consente di ottenere una risposta dello sterzo più rapida e precisa evitando  repentine perdite di grip laterale.
Preciso nell’inserimento e con grande tenuta ed un perfetto controllo al limite. Su queste supercar ci ha colpito anche l’elevata capacità di trazione in accelerazione all’uscite delle curve, in particolare con la Huracán, guidata in modalità “Corsa”.
Delusione sulla Ferrari 488 GTB,
sulla quale abbiamo trovato un amara sorpresa: sparito (asportato letteralmente) il “manettino” per selezionare le modalità di guida che era impostata su “normal” con l’impossibilità praticamente per la vettura di accelerare all’uscita di curva al momento dell’apertura di tutto il gas: il controllo della trazione tagliava praticamente tutto.
Sulla Porsche 911 Turbo S abbiamo apprezzato il confort di questo mezzo migliorato proprio dal Pirelli P Zero che abbina grande tenuta ad un ottimo scorrimento e silenziosità, provata mettendo in folle la vettura al rientro della corsia box.
Questa tecnologia “F1 Bead”, dichiarano i tecnici di Pirelli, permette anche di migliorare la distribuzione degli stress nella zona del tallone e del fianco, riducendo, di conseguenza, il decadimento improvviso del pneumatico e aumentando, al contempo, l’integrità della copertura sotto sforzo e ad alta velocità.
Effettivamente si ha la sensazione di un perfetto controllo dell’aderenza fino al limite delle performance con un piacere di guida in tutta sicurezza.
Lo abbiamo trovato anche molto silenzioso. Questa caratteristica risalta grazie al particolare disegno del battistrada che è stato studiato proprio per ridurre il rumore all’interno dell’abitacolo, a tutto vantaggio del confort di guida. La particolare disposizione degli intagli trasversali, molto più sfasati, spezza di fatto l’onda d’urto generata dall’aria, consentendo, quindi, una distribuzione del rumore su più frequenze, diminuendone così la portata.
Ma non solo. Oltre al rumore presenta una minore resistenza (-15%) grazie ad una ottimizzazione del profilo dello stampo, la riduzione del peso e l’introduzione di materiali contenenti alte percentuali di silica (oltre l’80%): conseguente anche un abbassamento dei consumi di carburante.
Extended Range Profile: usura più regolare e performance al top per tutta la vita del pneumatico P Zero è innovativo anche nella resa chilometrica, intesa non solo come durata, ma soprattutto come costanza delle performance per tutta la vita del pneumatico. Infatti, rendendo più piatto il profilo sulla fascia battistrada, grazie all’Extended Range Profile, gli ingegneri della Bicocca sono riusciti a migliorare la regolarità di usura del pneumatico, determinandone un incremento della vita utile e, in ultima istanza, un maggior risparmio per l’automobilista.
Sicurezza piena sul bagnato – L’aumento del numero di intagli sul battistrada da una parte, e l’incremento dell’ampiezza e della profondità degli incavi dall’altro hanno, invece, prodotto un’ottimizzazione del “lateral aquaplanning” e un miglioramento del 10% della capacità di espulsione dell’acqua. Tutto questo non può che tradursi in una più sicura e stabile frenata sul bagnato

Pneumatici marcati – Personalizzazione e gestione della complessità sono quindi i driver dell’azione di Pirelli, e sono questi due ingredienti ad averla trasformata nel leader di omologazioni in primo equipaggiamento, soprattutto nel segmento premium e prestige, con un record che la distacca di gran lunga dai competitor. Certo, il raggiungimento di questi record richiede tempo, almeno due o tre anni, nei quali, a stretto contatto con gli ingegneri delle Case auto, gli uomini Pirelli sviluppano un singolo prodotto, dedicato specificatamente ad un modello.
Nasce così un pneumatico marcato, unica soluzione in grado di far esprimere al veicolo tutto il suo pieno potenziale.  E così è nato anche il nuovo P Zero, precipitato della strategia Perfect fit Pirelli, che fa salire a 11 il range di prodotti della famiglia. Non è esagerato dire che oggi la gamma Pirelli per vetture a prestazioni da top a estreme non teme rivali, e costituisce un punto di partenza, una galassia a parte tanto nella produzione Pirelli quanto nel panorama globale dei pneumatici.

Le Auto presenti all’evento P Zero “302 Heritage/Future Pirelli all’Estoril 216
Provate in pista: Ferrari 488 GTB, Lamborghini Huracán, Porsche 911 Turbo S e l’Audi R8. 
Hot Lap in pista con pilota: Pagani Huayra BC, McLaren 570S e Lamborghini Aventador Pirelli Edition
Provate su strada: Jaguar XF, Tesla Model S, Audi S6, Bentley GT Speed, Jaguar F-Type, Maserati Quattroporte, BMW Serie 7, BMW i8.  

 

PS: “302″ è  equivalente alla differenza in cavalli tra la F40 dell’87 e le supercar attuali.
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Giovanni Mancini

Ingegnere, pilota, giornalista appassionato da sempre di auto e motori.
Segue la direzione di questo portale newsauto.it ed è direttore responsabile dei magazine Elaborare, Elaborare 4×4 ed Elaborare Classic da oltre 20 anni il riferimento degli appassionati. Nell’anno 2004 ha conseguito il titolo di Campione Italiano nel Campionato Velocità Turismo. Pilota attualmente attivo su gare in pista del Campionato Italiano Turismo con Peugeot e nei monomarca con Seat e Renault.
Tra le tante auto speciali provate una in particolare (esclusiva italiana): la Mazda 787B vincitrice della 24H di Le Mans nel 1991.

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