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Price cap carburanti, Tamoil dice sì: oltre 11.500 pompe al taglio, ma è caos vendite

Con l'adesione di Tamoil sale a 11.500 il numero di distributori con tariffe calmierate. Ma tra i gestori è spaccatura: file ininterrotte alle stazioni con i prezzi bloccati e impianti "no-logo" che restano senza clienti.

Sono 7.800 le stazioni di servizio che in Italia offrono benzina sotto i 2 euro e gasolio sotto i 2,20 euro al litro, la soglia concordata dopo la mossa iniziale di Eni, poi seguita dalle maggiori compagnie del settore. Di questi punti vendita, circa 6.800 fanno parte delle reti gestite dalle quattro principali aziende verticalmente integrate.

Anche Tamoil ha deciso di accogliere l’invito del Governo, confermando l’efficacia della strategia di pressione esercitata dalle istituzioni per convincere la compagnia controllata dal capitale libico a ridurre le tariffe di benzina e gasolio. Con questo passaggio, la misura del calo controllato dei listini riguarda ormai la maggioranza della rete italiana. L’adesione di Tamoil si somma a quelle già annunciate da Eni, IP e Q8, portando a quasi 11.500 i distributori complessivi su oltre 20.100 censiti sul territorio nazionale che possono applicare la soglia massima.

Price cap, ma un po’ per volta

La transizione sui prezzi praticati dagli impianti non appare immediata per tutti i distributori. Molti gestori procedono lentamente nell’aggiornamento dei prezzi cartellinati, condizionati dal lento smaltimento delle scorte acquistate alle vecchie quotazioni. Le ultime stime elaborate dalle testate specializzate di settore indicano circa 9.300 pompe già riallineate alle direttive, conteggiando i 1.587 distributori Tamoil insieme a 3.900 Eni, 2.900 Q8 e 850 IP. Parallelamente, si registrano riduzioni spontanee anche tra operatori indipendenti e marchi minori, come il gruppo Ludoil o la rete Costantin diffusa nel Triveneto, i quali pur senza sottoscrivere formalmente il patto di contenimento promosso dall’esecutivo stanno procedendo con correzioni al ribasso su parte della loro rete.

Tetto al prezzo, fino a quando

Tamoil ha precisato che l’intervento di calo sui prezzi si estenderà fino al termine di ottobre, pur non rendendo note cifre o tetti puntuali per litro, a differenza di Eni che ha fissato riferimenti ben precisi (1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio). Il gruppo ha spiegato che la decisione mira a bilanciare la difesa del potere d’acquisto della cittadinanza con la sostenibilità operativa della propria catena distributiva.

Le rilevazioni quotidiane confermano la progressiva discesa dei valori medi nazionali alla pompa. Per quanto riguarda le forniture in modalità self-service sulla viabilità ordinaria, il prezzo medio della benzina cala attorno ai 2,06 euro al litro, mentre il gasolio scende a circa 2,26 euro. Gli altri prodotti energetici registrano invece lievi aumenti per quanto concerne GPL e metano. La tendenza al ribasso appare evidente nell’arco di una sola settimana, durante la quale i prezzi medi di benzina e gasolio sono calati significativamente sia sulle arterie urbane sia lungo la rete autostradale, certificando la graduale trasmissione dei tagli a vantaggio dei consumatori.

Code ai distributori “calmierati” e pompe vuote: chi lavora e chi resta a secco

L’introduzione del tetto sui prezzi ha spaccato in due la rete distributiva italiana, innescando una forte polarizzazione nei volumi di vendita. Le stazioni di servizio che hanno applicato tempestivamente il price cap (o che appartengono ai grandi marchi che hanno siglato l’accordo) registrano file ininterrotte alle pompe e impennate nelle erogazioni giornaliere.

Al contrario, le pompe indipendenti, le “no-logo” o i gestori vincolati da vecchie scorte acquistate a prezzo pieno si trovano in drammatica sofferenza: con scarti che arrivano anche a 10-15 centesimi al litro rispetto ai concorrenti calmierati, il flusso di clienti si è praticamente azzerato. Un paradosso commerciale dove chi non ha potuto o voluto riallinearsi subisce un vero e proprio “effetto deserto”, mentre i punti vendita in regola con le tariffe d’emergenza fanno registrare il tutto esaurito.

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Redazione NEWSAUTO

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