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Perché la ruota di scorta è quasi sparita dalle auto nuove

Non è una dimenticanza del costruttore: dietro il vano bagagliaio vuoto ci sono peso, spazio e conti economici che le case automobilistiche hanno imparato a fare molto bene.

Chi ha qualche anno sulle spalle si ricorda bene com’era il bagagliaio di un’auto fino a non molto tempo fa: si sollevava il ripiano posteriore e lì, sotto, c’era l’amata ruota di scorta, pronta all’uso insieme a cric e chiave per i bulloni. Una presenza capace di rassicurarti: “Tranquillo, se qualcosa andrà male durante un tuo viaggio, ci sarò io pronta all’uso per te”. Oggi, aprendo lo stesso vano su un’auto nuova, è molto più probabile trovare un piccolo kit con compressore e bomboletta di sigillante, oppure niente del tutto. Non è una svista del costruttore: è una scelta precisa, e dietro c’è più di un motivo.

Il primo colpevole: il peso

Ormai tutti devono fare una cura dimagrante. Anche le auto. Una ruota di scorta completa, con cerchio, cric e chiave, può aggiungere dai 14 ai 27 chilogrammi al veicolo. Non sembra moltissimo, ma nell’industria automobilistica ogni chilo in meno conta parecchio, soprattutto ora che i limiti sulle emissioni si fanno sempre più stringenti e i produttori inseguono ogni grammo di efficienza possibile. Tra ruota, cric e chiave si riescono a recuperare tra i 15 e i 25 kg, con benefici diretti su emissioni e consumi. Per le auto elettriche il discorso pesa ancora di più: eliminare la ruota di scorta aiuta a guadagnare qualche chilometro in più di autonomia, e su un’elettrica ogni chilometro extra è merce preziosa da vendere in listino.

Il secondo problema: lo spazio, che ormai serve ad altro

Le auto moderne sono diventate degli ammassi di cavi elettrici e roba tecnologica, e lo spazio sotto il bagagliaio fa gola a molti altri componenti. Sulle ibride e sulle plug-in hybrid quello spazio spesso ospita la batteria, sui diesel il serbatoio dell’AdBlue, e sulle auto a GPL il serbatoio del gas. Anche quando non deve accogliere niente di tutto questo, il vano libero non va mai sprecato: sulle elettriche, ad esempio, i produttori preferiscono spesso lasciarlo vuoto per offrire un piccolo baule extra piuttosto che riempirlo con una gomma che, statisticamente, resterà lì per anni senza essere mai toccata.

C’è poi una questione dimensionale che spesso si dimentica: le ruote di oggi sono enormi rispetto a quelle di trent’anni fa. Con cerchi da 20 pollici o più, una ruota di scorta a grandezza piena farebbe fatica anche solo a entrare fisicamente sotto il ripiano del bagagliaio, per non parlare del peso che aggiungerebbe.

Il terzo motivo: i costi, moltiplicati per milioni di auto

Poi c’è l’aspetto più prosaico, quello economico. Non montare più ruota, cric e chiave permette alle case automobilistiche di risparmiare in modo sensibile se si moltiplica il risparmio per tutte le auto vendute in un anno. Pochi euro per vettura diventano cifre importanti su scala industriale, ed è un argomento che nessun produttore ignora quando decide cosa mettere di serie e cosa no.

E se buco una gomma, ora come faccio? Ecco la soluzione

Al posto della ruota, la soluzione più diffusa è un piccolo kit con compressore e liquido sigillante: si inietta il sigillante nella valvola, si gonfia la gomma con il compressore collegato all’accendisigari, e si prosegue fino alla prima officina. Funziona bene per forature piccole e circolari, molto meno per tagli lunghi sul fianco del pneumatico, dove non c’è sigillante che tenga. In alternativa sempre più diffusa ci sono i pneumatici run-flat, che permettono di continuare a marciare per qualche decina di chilometri anche a gomma sgonfia, restando entro un limite di velocità.

Ruota di scorta auto
Montare una ruota di scorta non è più così scontato

A completare il quadro c’è un cambiamento più ampio nelle abitudini: oggi è molto più semplice chiamare l’assistenza stradale col telefono e farsi raggiungere da un carro attrezzi, magari con un servizio già incluso nell’assicurazione, piuttosto che mettersi a smontare una ruota sul ciglio della strada. Un’operazione che, va detto onestamente, in pochi hanno mai davvero amato fare.

Perché conviene scegliere il ruotino di scorta

Quando si subisce il tranciamento o uno squarcio laterale della gomma, il kit di gonfiaggio con bomboletta sigillante è del tutto inutile. Per viaggiare in totale tranquillità, l’unica vera soluzione è il ruotino di scorta salvaspazio:

  • Ingombro ridotto: occupa pochissimo spazio nel bagagliaio e richiede di sacrificare solo una minima frazione di carico.
  • Ripartenza garantita: ti permette di rimetterti subito in marcia e raggiungere l’officina in autonomia, senza dover attendere per ore il carro attrezzi.
  • Kit pronto all’uso: include il cerchio con pneumatico premontato, il cric e la chiave per le colonnette.
Kit ruota ruotino di scorta MAK
Kit ruota ruotino di scorta MAK

Quali auto hanno ancora la ruota di scorta

La ruota di scorta non è scomparsa ovunque. Pick-up, SUV fuoristrada e modelli pensati per i lunghi viaggi continuano spesso a montarla di serie, perché su certi terreni e in certe situazioni un kit sigillante semplicemente non basta. Su molti altri modelli resta comunque disponibile come optional a pagamento, per chi preferisce non rinunciarci.

Jeep Wrangler Laredo due porte
Jeep Wrangler Laredo due porte con ruota di scorta posteriore

Ad ogni modo, per la maggior parte degli automobilisti, il cambiamento è ormai un dato di fatto acquisito. Piace o non piace, ma è difficile immaginare un ritorno al passato: tra normative sulle emissioni sempre più severe e auto sempre più tecnologiche, lo spazio per la vecchia ruota di scorta continuerà a essere conteso da qualcos’altro, ma alla fine dei conti si può pur sempre pagare l’optional per averla a bordo.

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre… More »