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Truffa del tergicristallo: cos’è e come fare a non farsi fregare

Una banconota lasciata apposta sul parabrezza per farti scendere dall'auto: ecco come funziona la truffa e come riconoscerla in tempo.

L’ormai famosa “truffa del tergicristallo” capita sempre più spesso, soprattutto se vivi nelle grandi città. Torni alla macchina dopo la spesa o una commissione e trovi una banconota infilata sotto il tergicristallo. Cinquanta euro, magari anche cento. Qui potrebbe sorgere il primo punto di domanda: “Chi mai infilerebbe una banconota sul tergicristallo della mia auto?”. Un eroe forse, un paladino che vuole aiutare le persone? Macché, purtroppo non viviamo in un mondo utopico, e si trova sempre chi vuole fregare il prossimo. È infatti una truffa vera e propria, e negli ultimi tempi sta tornando di moda nei parcheggi di supermercati, centri commerciali e aree di servizio.

Come ti fregano con la truffa del tergicristallo

Il trucco è quasi banale, ma funziona perché fa leva su un riflesso che abbiamo tutti: vedere soldi e volerli prendere, subito, senza pensarci troppo. Li hanno messi lì? Sono sulla mia auto e li prendo. Facile, fin troppo aggiungerei! I ladri infilano la banconota di solito dal lato opposto a quello del guidatore, apposta, così sei costretto a fare il giro dell’auto per arrivarci lasciandoti alle spalle la portiera aperta, con le chiavi inserite nel quadro e, magari, il motore anche acceso!

E lì scatta il problema: scendi per andare a prendere quei soldi (molto spesso sono anche contraffatti, quindi finti) e per qualche secondo l’auto resta incustodita, aperta, con dentro tutto quello che avevi appena posato. Basta un attimo perché qualcuno, che nel frattempo aspettava a poca distanza fingendo di fare altro, si avvicini e porti via quello che trova. Nei casi peggiori, se l’auto è rimasta accesa, se la porta via direttamente. Tutto qui. Nessuna tecnologia, nessun trucco sofisticato: solo tempismo e la nostra distrazione di un attimo.

Truffa del tergicristallo, ladro che si accinge a derubarti dopo aver lasciato l'auto incustodita
Ladro che si accinge a derubarti dopo aver lasciato l’auto incustodita

Perché ci caschiamo tutti, o quasi

Non è questione di ingenuità. È che una banconota vera (almeno all’apparenza), trovata per caso, fa gola a tutti e può abbassare la nostra guardia per un attimo. Insomma, quante volte abbiamo ignorato i classici volantini pubblicitari lasciati lì a far polvere? Una banconota, beh, non la lasceresti mica, quindi non facciamo i finti santarellini e i ladri lo sanno benissimo: per questo hanno smesso di usare i vecchi foglietti pubblicitari e sono passati ai soldi veri (o a banconote finte, in alcuni casi, che passano inosservate a un primo sguardo distratto).

Cosa fare se sei vittima di questa truffa

Niente di complicato, basta cambiare l’ordine delle cose, anzi, cercare di essere imprevedibile. Potresti bloccare l’auto, chiudere tutto, e solo dopo andare a vedere cos’è quel pezzo di carta sul vetro. Se noti qualcuno fermo nei paraggi che sembra osservarti, o due persone appostate senza motivo apparente, meglio allontanarsi e non fermarsi affatto lì. E se proprio non riesci a resistere alla curiosità, prendi la banconota ma senza lasciare l’auto aperta neanche per dieci secondi: quei dieci secondi sono esattamente quello che serve a chi ti sta osservando. Anche se la cosa migliore da fare è allontanarsi dal luogo in cui si è trovata la banconota (il ladro potrebbe essere sempre lì in agguato) e controllarla poi solo qualche chilometro più avanti.

Truffa del tergicristallo, I classici 50 euro sul tergicristallo della tua auto (molto spesso anche falsi)
I classici 50 euro sul tergicristallo della tua auto (molto spesso anche falsi)

Vale la pena segnalare il fatto alla polizia locale o ai carabinieri, anche se non ti hanno rubato nulla. Sono episodi che aiutano a capire dove si sta concentrando questo tipo di truffe, e magari a beccare chi la mette in pratica. Alla fine il consiglio è uno solo, semplice da ricordare: qualsiasi cosa ti distragga da un lato dell’auto, tieni sempre d’occhio l’altro lato. È lì che, quasi sempre, sta il vero problema.

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre… More »