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Autovelox fatto esplodere a Cecina: dalle multe per “fare cassa” alla svolta sui proventi

L'ennesimo attacco contro un autovelox riapre il dibattito sulla legge per vincolare i proventi delle multe alla manutenzione stradale. Distrutta con un ordigno la colonnina blindata da 100.000 euro in via Ginori. 

L’esasperazione degli automobilisti verso un sistema di rilevamento della velocità percepito sempre più come una tassa mascherata che come uno strumento di prevenzione ha toccato un nuovo, grave punto critico. Nella notte tra il 10 e l’11 settembre 2026, intorno all’1:50, a Cecina (LI) un autovelox fisso da poco riattivato lungo via Ginori è stato fatto saltare in aria con un ordigno esplosivo.

L’attacco ha preso di mira una classica colonnina di rilevamento a box fisso (la carcassa blindata ad alta tecnologia che ospita l’apparecchiatura elettronica di misurazione), il cui valore complessivo ammonta a circa 100.000 euro. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia di Stato e della Scientifica, gli autori hanno prima forzato lo sportello protettivo del contenitore — probabilmente con un piede di porco — per poi posizionare ed innescare una potente carica (esplosivo da cava, bomba carta o semplicemente gas) che ha completamente sventrato e reso inservibili i componenti interni.

Ovviamente se da un lato la condanna verso qualsiasi atto vandalico resta fermissima (utilizzare esplosivi contro beni pubblici è un reato grave e pericoloso che non può essere giustificato), dall’altro l’episodio riaccende il dibattito su quanto tali dispositivi vengano percepiti dalla popolazione come “trappole strategiche” per fare cassa.

Trappole per automobilisti e bilanci comunali

Da anni gli autovelox sono percepiti dai cittadini come vere e proprie trappole collocate in punti strategici non per ridurre la mortalità, ma per garantire un flusso costante di entrate alle amministrazioni locali. Limiti di velocità che cambiano improvvisamente senza una chiara ragione tecnica, posizionamenti al limite della visibilità e verbali a raffica hanno trasformato uno strumento di sicurezza in una tassa mascherata sul trasporto privato.

La proposta di legge: il 70% dei proventi dall’autovelox ai proprietari delle strade

Per spezzare questo circolo vizioso ed eliminare la tentazione dei Comuni di fare “cassa facile”, ben venga la proposta di cambiamento con il nuovo Codice della Strada che punta a redistribuire in modo mirato e vincolato i proventi delle sanzioni. L’idea di destinare ben il 70% degli incassi ai proprietari o gestori delle arterie stradali (come ANAS o Enti provinciali) rappresenta un cambio di passo fondamentale.

Con questa misura si otterrebbe un duplice obiettivo:

  • Stop alle speculazioni comunali: togliendo ai Comuni la disponibilità diretta della quota maggioritaria delle multe, si azzera l’interesse a posizionare rilevatori al solo scopo di far quadrare i bilanci locali.
  • Manutenzione e sicurezza reale: le risorse verrebbero finalmente impiegate per asfaltare buche, migliorare la segnaletica, mettere in sicurezza i guardrail e illuminare i punti critici. Ovvero, per fare vera prevenzione dove serve davvero.

I controlli sulla velocità restano un elemento imprescindibile per la tutela della vita umana sulle strade, ma devono tornare a essere trasparenti e credibili. Ridurre la dipendenza economica dei Comuni dalle sanzioni è il primo passo per restituire fiducia agli automobilisti e porre fine a una guerra di posizione che fa male a tutti.

L’autovelox fatto saltare a Cecina

L’apparecchio di rilevazione, riattivato il 7 agosto 2026 dal Comune di Cecina (dopo il periodo di sospensione legato all’adeguamento alle nuove disposizioni nazionali), ruotava periodicamente tra i quattro box blindati installati sul territorio. Le posizioni scelte includono l’Aurelia (Sud zone Cedrino e Nord, La Cicala che Ride), via dei Campilunghi alla Mazzanta e via Ginori a Marina di Cecina. Secondo quanto aveva dichiarato il Comandante della Polizia Municipale Armando Ore, la selezione dei siti si è basata sulle richieste dei cittadini e sulla valutazione della pericolosità delle strade da parte della Polizia Municipale, con l’obiettivo dichiarato della prevenzione degli incidenti attraverso il rispetto dei limiti di velocità.

Una delle postazioni autovelox di Cecina simile a quella fatta saltare a via Ginori

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Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »