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Lobby auto tedesca all’UE: subito dazi sulle ibride plug-in cinesi

La Germania si appresta a fare pressioni sull'Unione Europea per una nuova strategia commerciale contro la Cina, valutando l'introduzione di dazi aggiuntivi sulle ibride plug-in

L’industria automobilistica tedesca pressa nuovamente Bruxelles, chiedendo all’Unione Europea di accelerare l’introduzione di misure protezionistiche mirate, con un focus particolare sulle vetture ibride plug-in provenienti dalla Cina.

Questa mossa riflette il crescente timore dei costruttori di Berlino di fronte all’avanzata commerciale dei marchi asiatici, capaci di conquistare quote di mercato significative grazie a una combinazione aggressiva di prezzi competitivi e contenuti tecnologici avanzati.

Dazi sulle PHEV come sulle BEV

Il dibattito europeo si sposta così dai soli veicoli 100% elettrici, già al centro di recenti inchieste e tariffe compensative, alla categoria dei modelli ibridi plug-in (PHEV). Fino a poco tempo fa considerati una tecnologia di transizione a basso rischio per i produttori storici occidentali, i PHEV cinesi stanno dimostrando un’efficienza e un’autonomia in modalità puramente elettrica tali da insidiare direttamente il cuore della produzione tedesca, tradizionalmente dominante in questo segmento grazie a marchi come Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz.

La Cina fa paura

La pressione esercitata dalle associazioni di categoria tedesche evidenzia le difficoltà strutturali che i colossi dell’automotive stanno affrontando nel mercato domestico ed europeo. Da un lato pesano i costi di transizione energetica e la lentezza nell’adeguare le catene di fornitura locali; dall’altro la pressione sui margini di profitto causata dalla concorrenza spietata sui prezzi imposta dai produttori cinesi, sostenuti da imponenti sussidi statali che alterano le regole del libero mercato. Per i dirigenti dell’industria di Berlino, l’attuale quadro normativo comunitario non è più sufficiente a proteggere la base industriale europea da un vero e proprio sradicamento tecnologico ed economico.

Discussioni in UE

I costruttori tradizionali invocano scudi doganali per guadagnare tempo prezioso e riorganizzare le proprie strategie industriali, dall’altro le case automobilistiche con una forte esposizione commerciale sul mercato cinese temono ritorsioni commerciali.

Pechino ha ripetutamente minacciato contromisure su settori strategici, inclusi i beni di lusso e la componentistica tedesca, qualora Bruxelles dovesse inasprire ulteriormente le barriere tariffarie.

Inoltre, l’Unione Europea si trova a dover bilanciare la protezione della propria manifattura con gli obiettivi climatici comunitari. L’imposizione di dazi elevati potrebbe rallentare la diffusione di veicoli a basse emissioni, rendendo i modelli elettrificati meno accessibili per i consumatori europei in un momento in cui la domanda stenta a decollare autonomamente.

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Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »