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Williams FW07: storia, successi e lo sponsor “delicato”

Il team di Grove ha omaggiato gli storici colori Saudia della livrea della Williams FW07 in occasione del debutto sul nuovo circuito madrileno, richiamando lo storico modello inglese che corse a Jarama nel 1981.

In vista del Gran Premio di Spagna, in programma dall’11 al 13 settembre 2026 sul nuovo circuito Madring di Madrid, la Williams ha presentato una livrea speciale per le monoposto di Carlos Sainz e Alex Albon.

Il design richiama quello della Williams FW07C del 1981, la vettura con cui il team britannico corse l’ultimo Gran Premio di Formula 1 disputato nella capitale spagnola, sul circuito di Jarama.

La monoposto che lanciò Williams

Il richiamo alla storica Williams FW07 era abbastanza ovvio per Williams che ne celebra la memoria con una splendida livrea a Madrid. Progettata da Patrick Head, Frank Dernie e Neil Oatley, la FW07 fu la prima vettura a effetto suolo realizzata da Williams e debuttò al Gran Premio di Spagna del 1979, lo stesso Paese che oggi, quasi cinquant’anni dopo, ospita il nuovo circuito Madring.

La FW07, nelle sue evoluzioni B, C e D, corse dal 1979 al 1982, disputando 43 Gran Premi e conquistando 15 vittorie, 8 pole position e 15 giri veloci. Fu con questa vettura che la Williams centrò i suoi primi grandi trionfi: il Costruttori nel 1980 e nel 1981, e il primo titolo Piloti della storia del team, vinto da Alan Jones nel 1980.

Williams FW07. Linee aggressive e tecnica innovativa: questo rese grande la Williams FW07
Linee aggressive e tecnica innovativa: questo rese grande la Williams FW07

La FW07C colse inoltre un podio nella sua ultima apparizione in gara nel 1982, a testimonianza della longevità competitiva del progetto. Tra i piloti che la guidarono figurano, oltre a Jones, anche Clay Regazzoni (autore della prima vittoria assoluta del team, al GP di Gran Bretagna 1979), Carlos Reutemann, Keke Rosberg e persino Mario Andretti.

Caratteristiche

Dal punto di vista tecnico, la FW07 si basava su un telaio a monoscocca in alluminio, uno dei primi in Formula 1 a sfruttare in modo sistematico l’effetto suolo grazie al lavoro dell’aerodinamico Frank Dernie, con sospensioni anteriori e posteriori a triangoli inferiori e molle montate internamente (inboard). Il cuore della vettura era il leggendario motore Ford-Cosworth DFV, un V8 a 90° aspirato di 2.993 cc, montato in posizione centrale-posteriore e alimentato da un sistema a iniezione meccanica Lucas: lo stesso propulsore, all’epoca, equipaggiava gran parte della griglia di partenza.

Nella versione FW07C, la potenza erogata si attestava intorno ai 480 CV a 11.100 giri al minuto, con un rapporto di compressione di 12:1, mentre le prime versioni del 1979 rendevano leggermente meno, in linea con gli sviluppi progressivi del propulsore Cosworth.

Illustrazione tecnica Williams FW07
Illustrazione tecnica della Williams FW07

La trasmissione era affidata a un cambio manuale Hewland a 5 rapporti, modello FGB nel 1979, sostituito dal FGA 400 dal 1980 al 1982, mentre le gomme portavano la firma Goodyear per l’intero ciclo di vita della vettura, con una breve parentesi Michelin nel 1981. Anche il peso variò nel corso delle stagioni, seguendo l’evoluzione dei regolamenti: si passò dai circa 579 kg del 1979 ai 540 kg delle versioni 1981-1982, complice anche l’introduzione delle gonne fisse imposte dalla nuova normativa.

Carburante e lubrificanti erano forniti da Mobil. Il risultato fu un pacchetto leggero, semplice ed estremamente efficiente dal punto di vista aerodinamico, che permise alla Williams di colmare il divario con i team di vertice già nella seconda parte della stagione 1979 e di restare pienamente competitiva fino al 1982.

L’eredità Saudia e lo sponsor Bin Laden

Il legame tra la FW07 e il colore verde nasce da una vicenda di sponsorizzazione che è entrata a far parte della storia della Formula 1. Alla fine degli anni ’70 il team era in gravi difficoltà economiche, e Frank Williams, insieme a Patrick Head, volò in Arabia Saudita in cerca di nuovi finanziatori. Il viaggio portò a un accordo con la compagnia aerea di bandiera Saudia, che dal 1978 divenne title sponsor del team, allora ribattezzato Saudia-Williams Racing Team. Fu proprio l’accordo con gli sponsor sauditi a introdurre il verde scuro, colore della bandiera dell’Arabia Saudita, accanto al bianco, dando vita alla livrea che avrebbe accompagnato i successi della squadra fino alla metà degli anni ’80.

Williams FW07: Fly Saudia, lo sponsor che ha caratterizzato i colori della Williams FW07
Fly Saudia, lo sponsor che ha caratterizzato i colori della Williams FW07

Tra gli sponsor legati a quell’accordo comparve, sulle fiancate della FW07, anche il marchio Albilad, catena alberghiera all’epoca di proprietà della famiglia Bin Laden, la stessa di Mohammed Bin Laden (padre di Osama), fondatore del gruppo edile Saudi Binladin Group. Il nome divenne oggetto di attenzione mediatica solo molti anni dopo, in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001, quando si scoprì che tra i tanti figli di Mohammed Bin Laden vi era anche Osama, allora minorenne e del tutto estraneo alla gestione dell’azienda di famiglia negli anni della sponsorizzazione.

Si trattò quindi di un rapporto puramente commerciale, comune a molte squadre di quell’epoca alla ricerca di fondi provenienti dai nuovi capitali del Golfo, e privo di qualunque legame con le vicende terroristiche successive.

Williams FW07 con lo Sponsor Albilad della famiglia di Bin Laden
Sponsor Albilad della famiglia di Bin Laden

Non sarebbe comunque la prima volta che la Williams attinge al proprio passato per una livrea celebrativa: negli ultimi anni il team ha riportato in pista il giallo storico degli anni ’80-’90 a Città del Messico e San Paolo nel 2024, e per il Gran Premio degli Stati Uniti 2025 aveva vestito la monoposto con la livrea blu e bianca del 2002, in omaggio ai vent’anni dalla fondazione di Atlassian.

Debutto speciale al Madring

Il collegamento con Madrid appare comunque evidente, complice il ritorno di Carlos Sainz nella capitale spagnola per il primo Gran Premio disputato sul nuovo circuito Madring, situato nell’area di IFEMA-Valdebebas. Il tracciato, lungo 5,416 km con 22 curve, segna il ritorno della Formula 1 nella capitale spagnola a distanza di decenni dalle gare disputate sul circuito di Jarama.

FOTO della livrea Williams per il Gp di Spagna

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre… More »