I piloti italiani che hanno vinto il GP d’Italia a Monza: da Nino Farina a Kimi Antonelli
Da Farina a Kimi Antonelli, la storia di un successo che il pubblico di casa ha dovuto aspettare più di mezzo secolo per rivivere a Monza.
Piloti italiani vincitori in una gara di F1 gara a Monza? Il tracciato brianzolo è il cuore pulsante della Formula 1 nostrana, il “Tempio della Velocità” che dal 1950 ospita quasi ininterrottamente il Gran Premio d’Italia, ma è anche, paradossalmente, uno dei circuiti più avari di soddisfazioni per i piloti di casa.
Vincere davanti al proprio pubblico, con la pressione e le aspettative di una nazione intera sulle spalle, si è rivelato uno dei traguardi più difficili da raggiungere in tutto il Mondiale. In più di settant’anni di storia, gli italiani hanno festeggiato sul gradino più alto del podio soltanto cinque volte, e per sessant’anni interi il pubblico tricolore ha dovuto accontentarsi soltanto del ricordo di quelle vittorie, chiedendosi se mai avrebbe rivissuto quell’emozione.
Ripercorriamo allora tutte le volte in cui un pilota italiano è riuscito nell’impresa, fino all’ultima, storica, arrivata proprio in queste ore.
Piloti italiani vincitori a Monza: una storia dal 1950 a oggi
| PILOTA | ANNO | AUTO |
|---|---|---|
| Giuseppe “Nino” Farina | 1950 | Alfa Romeo “Alfetta” 158 |
| Alberto Ascari | 1951 | Ferrari 375 |
| Alberto Ascari | 1952 | Ferrari 500 |
| Ludovico Scarfiotti | 1966 | Ferrari 312 |
| Andrea Kimi Antonelli | 2026 | Mercedes W17 |
Tutto comincia subito, nel primissimo anno di storia del campionato mondiale di F1. È il 3 settembre 1950 e a Monza si gioca l’ultimo atto della stagione inaugurale: Nino Farina arriva alla gara decisiva giocandosi il titolo testa a testa con Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli. Partito terzo in griglia, con la sua Alfa Romeo 158 alle prese con più di qualche noia meccanica, Farina riesce comunque a portare a termine gli ottanta giri e a tagliare per primo il traguardo, conquistando così non solo il Gran Premio ma anche il primo titolo di campione del mondo di Formula 1 mai assegnato. Un debutto che per l’Italia non poteva essere più dolce.

L’anno successivo la storia si ripete, cambia solo il protagonista: nel 1951 è Alberto Ascari, al volante della Ferrari 375, a imporsi a Monza, precedendo di quasi un minuto l’argentino José Froilán González e tenendo così viva la corsa al titolo fino all’ultima gara stagionale, disputata in Spagna. Ascari, però, non si accontenta di una vittoria sola: torna a Monza l’anno dopo, nel 1952, e domina letteralmente dall’inizio alla fine, conquistando pole position e successo in quello che oggi definiremmo un “Grande Slam”. Con quel bis, Ascari diventa l’unico pilota italiano nella storia ad aver vinto due volte il Gran Premio d’Italia valido per il Mondiale, un primato che nessun connazionale è più riuscito a eguagliare.
Da quel momento, però, per l’Italia comincia una lunghissima traversata nel deserto. Bisogna aspettare quattordici edizioni prima di rivedere un pilota di casa in cima al podio di Monza, e quando finalmente accade, il 4 settembre 1966, a festeggiare è Ludovico Scarfiotti, che con la Ferrari precede il compagno di squadra Mike Parkes al termine di una gara serratissima tra le tre Rosse in pista. Sarà l’unica vittoria in carriera di Scarfiotti in Formula 1, e per sessant’anni, sessanta lunghissimi anni, resterà anche l’ultima firma italiana sull’albo d’oro del Gran Premio di casa.

Il digiuno si interrompe soltanto il 6 settembre 2026, e a scrivere questa pagina di storia è un ragazzo di Bologna. Andrea Kimi Antonelli arriva al weekend di Monza da leader del Mondiale, ma la sua gara sembra compromessa già al sabato: una penalità per il cambio di componenti della power unit lo relega addirittura in diciannovesima posizione sulla griglia di partenza.
Quello che succede in gara, però, ha del clamoroso: Antonelli inanella una serie di sorpassi puliti e spettacolari, approfitta di una bandiera rossa per l’incidente di Charles Leclerc e, dopo una rimonta da fondo gruppo, si ritrova a giocarsi la vittoria con il compagno di squadra George Russell. Il sorpasso decisivo arriva a pochi giri dalla fine: Antonelli taglia il traguardo per primo, davanti a Russell e a Max Verstappen, terzo con la Red Bull. Sessant’anni dopo Scarfiotti, un pilota italiano torna finalmente a vincere il Gran Premio d’Italia nella propria gara di casa.
Il record di Kimi: Monaco, Spa e Monza nella stessa stagione
C’è però un altro motivo per cui la vittoria di Monza va ricordata, ed è legato non tanto al passato quanto al presente straordinario di Antonelli. Con il successo avvenuto a Monza, il pilota della Mercedes ha infatti completato nella stagione 2026 una tripletta che nella storia della Formula 1 è riuscita a pochissimi altri campioni: la vittoria nelle tre gare che insieme rappresentano forse il cuore più iconico e tecnicamente esigente del calendario, ovvero il Gran Premio di Monaco, quello del Belgio a Spa-Francorchamps e ora, appunto, quello d’Italia a Monza.

Prima di Antonelli, questa impresa era riuscita soltanto a tre piloti. Il primo fu Ayrton Senna, che nel 1990 vinse tutte e tre le gare nell’anno in cui avrebbe poi conquistato il suo secondo titolo mondiale. Ventuno anni dopo, nel 2011, fu Sebastian Vettel a ripetersi, dominando quella stagione sulla strada verso il secondo campionato con la Red Bull. E più di recente, nel 2023, anche Max Verstappen ha completato la tripletta, proprio nell’anno della sua leggendaria striscia di dieci vittorie consecutive.
Entrare in una lista che comprende nomi come Senna, Vettel e Verstappen, alla sua seconda sola stagione in Formula 1, dà la misura di quanto la crescita di Antonelli sia stata rapida e, soprattutto, di quanto il giovane pilota bolognese si stia già muovendo tra i più grandi della storia di questo sport.
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