Ferrari, a Monza torna la F310: la SF-26 vestirà i colori del primo Schumacher
In occasione del GP d'Italia, le monoposto di Hamilton e Leclerc indosseranno una livrea celebrativa ispirata alla Ferrari con cui Michael Schumacher corse la sua prima, complicata stagione in rosso: era il 1996, e a Monza arrivò una vittoria che cambiò tutto.
Il weekend a Monza porterà con sé, come da tradizione, la solita febbre da Gran Premio d’Italia. Questa volta, però, l’attesa dei tifosi non riguarda soltanto la lotta al vertice del Mondiale, con Kimi Antonelli davanti a Hamilton e Russell, né le novità sul fronte power unit legate al sistema ADUO. C’è anche una sorpresa tutta a tinte nostalgiche: la Scuderia si appresta infatti a schierare le sue SF-26 con una livrea speciale (come da tradizione da qualche anno a questa parte), pensata per rendere omaggio a Michael Schumacher.
Perché proprio la F310, e non una delle sue Ferrari più vincenti
La scelta può sorprendere chi si aspettava un richiamo alle monoposto simbolo del dominio Ferrari-Schumacher, come la F2002 o l’inarrivabile F2004. Il team di Maranello ha invece deciso di guardare molto più indietro nel tempo, ispirando i colori delle vetture di Hamilton e Leclerc alla F310, l’auto con cui il tedesco affrontò il suo primo anno in rosso, nel 1996: rosso e nero più marcati, cerchioni dorati, per ricreare quell’estetica.

Non è una scelta casuale. Il weekend di Monza cade infatti a trent’anni esatti da un momento che la storia della Ferrari ricorda con particolare affetto: l’8 settembre 1996, giorno della prima vittoria di Schumacher in rosso davanti al pubblico di casa.
Una macchina imperfetta, ma fondamentale
La F310 non fu, va detto, una vettura dominante. Schumacher, arrivato a Maranello da due volte campione del mondo con la Benetton, si trovò spesso a dover tirare fuori il massimo da una monoposto che restava lontana dal livello delle Williams, le auto di riferimento di quella stagione. Eppure, nonostante i limiti tecnici, la F310 regalò tre vittorie: in Spagna, in Belgio e, appunto, a Monza.

È proprio questo a rendere quella macchina speciale agli occhi della Scuderia: più che un simbolo di superiorità tecnica, la F310 rappresenta il punto di partenza di un progetto che, negli anni successivi, avrebbe portato Ferrari e Schumacher a dominare la Formula 1 con cinque titoli mondiali consecutivi e 71 vittorie complessive.
Monza 1996: il giorno in cui Schumacher conquistò i tifosi
Quel weekend di fine estate, Schumacher scattò dalla terza posizione, alle spalle delle due Williams di Damon Hill e Jacques Villeneuve. Il ritiro di Hill e i problemi di Villeneuve trasformarono la gara in un duello serrato con Jean Alesi. Il tedesco costruì il proprio vantaggio soprattutto nella gestione della sosta ai box, sfruttando al meglio i giri immediatamente prima e dopo il pit stop per issarsi al comando e non lasciarlo più fino alla bandiera a scacchi, tagliando il traguardo con oltre 18 secondi di margine sul francese.

Fu una vittoria che valse molto più dei punti in classifica. La Ferrari non trionfava a Monza da sette anni, e Schumacher, pur già due volte campione del mondo, non aveva ancora conquistato del tutto il cuore dei tifosi italiani. Quel pomeriggio segnò una svolta: la pista fu invasa dal pubblico al termine della gara, in una scena di entusiasmo che lo stesso pilota tedesco avrebbe ricordato come una delle emozioni più forti mai vissute in carriera.
Un omaggio che guarda oltre i trofei
Celebrare Schumacher a Monza attraverso la F310, e non attraverso una delle sue Ferrari più vincenti, è quindi una scelta con un significato preciso: non celebrare il campione già affermato, ma l’uomo che dovette faticare, spingere oltre i limiti di una macchina imperfetta, e conquistarsi sul campo l’affetto del popolo ferrarista. Fu lì, a Monza, che il pilota arrivato dalla Benetton iniziò davvero a diventare il “Kaiser” amato da Maranello.

Ulteriori dettagli sulle iniziative dedicate a Schumacher nel weekend del GP d’Italia dovrebbero essere ufficializzati dalla Scuderia nei prossimi giorni.
Ferrari F310 – Scheda tecnica
Stagione di utilizzo: 1996 (Campionato del Mondo di Formula 1)
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Costruttore | Scuderia Ferrari |
| Direttore tecnico | John Barnard |
| Capo progettista | Gustav Brunner |
| Responsabile aerodinamica | Willem Toet |
| Direttore tecnico motori | Paolo Martinelli |
| Progettista motore | Osamu Goto |
| Vettura precedente | Ferrari 412 T2 |
| Vettura successiva | Ferrari F310B |
| Telaio | Struttura composita in fibra di carbonio e nido d’ape |
| Sospensione anteriore | A ruote indipendenti, schema push-rod |
| Sospensione posteriore | A ruote indipendenti, schema push-rod |
| Lunghezza | 4.355 mm |
| Larghezza | 1.995 mm |
| Altezza | 970 mm |
| Passo | 2.900 mm |
| Motore | Ferrari Tipo 046 – V10 a 75° |
| Cilindrata | 3.000 cc |
| Potenza | Circa 715 CV a 15.550 giri/min |
| Cambio | Semiautomatico sequenziale trasversale Ferrari, comandi al volante, 6 rapporti |
| Carburante | Shell |
| Pneumatici | Goodyear |
| Piloti | Michael Schumacher (#1), Eddie Irvine (#2) |
| Debutto | GP d’Australia 1996 |
| Prima vittoria | GP di Spagna 1996 |
| Ultima vittoria | GP d’Italia 1996 |
| Vittorie stagionali | 3 (Spagna, Belgio, Italia) |
| Titoli Piloti/Costruttori 1996 | Nessuno |
L’immagine in evidenza non rappresenta in alcun modo il prodotto finito e ufficiale di Ferrari, bensì ne mostra soltanto una versione da noi immaginata.
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