Pneumatici con l’Euro 7: come cambiano le caratteristiche, l’abrasione e le prestazioni (grip)
Con l’Euro 7 arrivano i limiti di abrasione sui pneumatici: scopri le scadenze legali, l'impatto sul grip, le soluzioni per le gomme sportive e le novità di Giti Tire.

Con l’entrata in vigore del Regolamento Euro 7 (UE 2024/1257) il concetto di emissioni dei veicoli cambia radicalmente. con l’usura dei pneumatici che rientra nel quadro europeo delle emissioni dei veicoli. I nuovi limiti sull’abrasione introducono infatti specifici requisiti per contenere il particolato generato dal consumo del battistrada durante la marcia. Per i produttori di pneumatici, questo significa considerare l’abrasione insieme a parametri già consolidati come sicurezza, aderenza sul bagnato, resistenza al rotolamento, comfort e durata.
Per la prima volta nella storia dell’automobile, l’attenzione del legislatore europeo non si focalizza più esclusivamente sui gas di scarico (come CO, NOx o particolato dal tubo di scappamento), ma abbraccia l’impatto ambientale complessivo del veicolo. Rientrano infatti nel perimetro normativo anche le emissioni non legate allo scarico (non-exhaust emissions), nello specifico il particolato prodotto dall’usura dei freni e dalle microparticelle generate dall’abrasione dei pneumatici durante la marcia. Per i produttori di coperture, questo significa dover bilanciare l’abrasione con i classici pilastri prestazionali: aderenza sul bagnato, resistenza al rotolamento, silenziosità, comfort e resa chilometrica.
Giti Tire sta sviluppando le proprie gamme tenendo conto di questa evoluzione normativa, attraverso interventi sulle mescole, sul disegno del battistrada e sui processi produttivi. Per il mercato italiano, i prodotti Giti Tire sono distribuiti in esclusiva dal Gruppo Magri.
Pneumatici Euro 7
- Regole Euro 7 per i pneumatici
- Quando entra in vigore la normativa Euro 7 sui pneumatici
- I limiti di abrasione stabiliti dall’Euro 7
- L’impatto con il Primo Equipaggiamento (OE) e le auto elettriche
- L’obiettivo ambientale e la sicurezza del guidatore
- Ricerca su mescole e battistrada
- Euro 7: una stangata per i cittadini quando bastava l’Euro 6?
Regole Euro 7 per i pneumatici
L’attenzione all’abrasione rappresenta una delle principali novità introdotte da Euro 7 per le emissioni non legate allo scarico. L’obiettivo è ridurre il particolato prodotto dall’usura dei pneumatici durante il loro utilizzo.
I nuovi standard richiedono quindi un equilibrio tra caratteristiche che possono essere difficili da ottimizzare contemporaneamente: aderenza, durata, resistenza al rotolamento e contenimento dell’usura. Giti considera questo cambiamento come un’evoluzione del processo di sviluppo, con l’obiettivo di mantenere prestazioni costanti durante l’intero ciclo di vita del pneumatico.
Tra le aziende all’avanguardia in questo percorso figura Giti Tire, i cui prodotti per il mercato italiano sono distribuiti in esclusiva dal Gruppo Magri.
Ridurre l’abrasione peggiorerà il grip? E cosa succede ai pneumatici sportivi?
È la domanda che appassionati e guidatori esigenti si fanno: ridurre il consumo del battistrada andrà a scapito della tenuta di strada?
Storicamente, la chimica dei pneumatici si basa sul classico “Triangolo Magico” (Grip, Resistenza al rotolamento, Resa chilometrica/Usura): aumentando la morbidezza della mescola per ottenere più aderenza, aumentava inevitabilmente l’abrasione.
Con l’Euro 7, non ci sarà un peggioramento delle prestazioni di aderenza per i pneumatici dei principali marchi. La normativa impone infatti che il contenimento dell’abrasione avvenga senza abbassare le soglie minime di sicurezza, in particolare per quanto riguarda l’aderenza sul bagnato (Classi A e B dell’etichetta UE).
I costruttori stanno superando questo limite non “indurendo” la gomma, ma grazie all’innovazione tecnologica:
- Polimeri ad alta tenacità e silica avanzata: creano legami chimici più forti a livello molecolare. Il battistrada mantiene un’elevata capacità di “aggrapparsi” all’asfalto senza che le micro-particelle vengano strappate via dall’attrito.
- Impronta a terra uniforme: un’area di contatto perfettamente distribuita azzera lo slittamento microscopico in curva e in accelerazione, preservando il grip e tagliando l’usura.
- Pneumatici Sportivi (UHP e UUHP): le coperture Ultra High Performance (come la gamma GitiSportS2) già utilizzano mescole multi-zona (più resistenti all’usura nella parte centrale e ad altissima aderenza sulle spalle esterne) e carcasse rinforzate per gestire le forti sollecitazioni laterali. Questo permetterà di avere un pneumatico resistente all’usura e con buon grip per la tenuta.
Quando entra in vigore la normativa Euro 7 sui pneumatici
È importante distinguere tra le scadenze di omologazione dei veicoli e la reale entrata in vigore dei limiti di abrasione sui pneumatici, definiti in collaborazione con il Forum Mondiale UNECE (WP.29):
- 29 novembre 2026: scatta l’obbligo Euro 7 per le nuove omologazioni di auto e veicoli commerciali leggeri (categorie M1 e N1). I test di misurazione dell’abrasione iniziano a essere integrati, ma i limiti sanzionabili per i gommai avranno una timeline dedicata.
- 29 novembre 2027: l’Euro 7 diventa obbligatorio per tutte le nuove auto immatricolate.
- 1° luglio 2028 (Pneumatici auto – C1): entrano in vigore i requisiti stringenti di omologazione sull’abrasione per i pneumatici di classe C1 (vetture passeggeri). Dal 1° luglio 2030 non potranno più essere immessi sul mercato pneumatici non conformi, mentre la vendita delle scorte rimanenti sarà consentita fino al 30 giugno 2032.
- 1° aprile 2030 (Veicoli commerciali leggeri – C2): applicazione dei limiti di abrasione per i pneumatici C2 (van e furgoni), con divieto di vendita finale dal 2034.
- 1° aprile 2032 (Veicoli pesanti – C3): estensione della norma ai pneumatici per camion e autobus (C3).
Nota: restano escluse dai limiti di abrasione le coperture fuoristrada estreme e specializzate come le POR (Professional Off-Road).
Sarà obbligatorio cambiare le gomme sulla propria auto?
La risposta è no, assolutamente no. La normativa Euro 7 si applica esclusivamente ai produttori e all’omologazione di nuovi prodotti, senza alcun effetto retroattivo sui consumatori o sulle auto già in circolazione. Non sarà quindi necessario sostituire anticipatamente le gomme già montate sulla propria vettura. Inoltre, anche dopo l’entrata in vigore dei limiti di omologazione (luglio 2028 per le auto), le gomme “non Euro 7” acquistate in precedenza o ancora presenti come scorte a magazzino potranno essere regolarmente vendute e utilizzate fino al 2032. In sintesi, quando arriverà il momento di sostituire i pneumatici usurati, l’automobilista troverà sul mercato prodotti già progressivamente adeguati e omologati secondo le nuove norme, senza dover affrontare alcun obbligo di sostituzione precoce o pratiche burocratiche aggiuntive.
Ecco il paragrafo informativo sui limiti fissati dalla norma, strutturato per essere inserito direttamente nell’articolo:
I limiti di abrasione stabiliti dall’Euro 7
A differenza delle emissioni di scarico o dei freni (misurate in mg/km per veicolo), l’Euro 7 misura l’usura dei pneumatici in grammi di massa persa per 1.000 km per tonnellata di carico (g/1.000 km/t), calcolati su un ciclo di prova standardizzato di 8.000 km su strada o 5.000 km su banco (metodologia UNECE WP.29).
La normativa prevede una riduzione progressiva suddivisa in due fasi operative:
- Fase 1 (fino al 2032): il limite massimo di abrasione è fissato a 0,22 g/1.000 km per tonnellata di carico. Questa soglia iniziale porterà all’uscita dal mercato europeo di circa il 25-30% delle coperture attualmente in commercio, tagliando fuori i prodotti più degradabili.
- Fase 2 (dopo il 2032): il limite diventerà ancora più stringente, scendendo a 0,12 g/1.000 km per tonnellata (un taglio di quasi il 45% rispetto alla Fase 1).
Nota: per le coperture invernali severe (con pittogramma 3PMSF), per le gomme rinforzate (Extra Load/XL) e per alcune categorie di pneumatici ad alto indice di carico sono previsti coefficienti di tolleranza ed emendamenti dedicati, al fine di garantire l’idoneità d’uso in condizioni estreme senza penalizzare la sicurezza.
Ricerca su mescole e battistrada: la sfida tecnica
Contenere l’abrasione del battistrada senza svuotare di efficacia la gomma rappresenta una vera e propria sfida ingegneristica. Per ridurre le microplastiche e il particolato rilasciato nell’aria e nell’ambiente, i reparti R&D sono chiamati a rivedere il triangolo magico della progettazione (Aderenza – Durata – Efficienza).
Giti Tire, attiva nello sviluppo di pneumatici da oltre 75 anni, sta concentrando la propria ricerca su tre pilastri:
- Nuove mescole polimeriche: utilizzo di silica ad alta dispersione, elastomeri di nuova generazione e plastificanti ecosostenibili in grado di resistere alla lacerazione meccanica mantenendo flessibilità a tutte le temperature.
- Disegno e rigidità del battistrada: modellazione computerizzata dei tasselli per minimizzare i micro-scivolamenti della gomma sull’asfalto durante la trazione, le frenate e i cambi di direzione, fonte primaria di abrasione.
- Ottimizzazione dell’impronta a terra: riduzione delle pressioni di contatto locali per distribuire lo sforzo in modo uniforme su tutta la superficie del pneumatico.
L’impatto con il Primo Equipaggiamento (OE) e le auto elettriche
L’esigenza di ridurre l’abrasione è resa ancora più urgente dalla diffusione delle auto elettriche (BEV) e ibride plug-in (PHEV). A causa dell’elevato peso delle batterie e della coppia motrice istantanea erogata dai motori elettrici, la sollecitazione sui pneumatici è decisamente più elevata rispetto alle vetture tradizionali a combustione.
Giti opera capillarmente nel mercato del Primo Equipaggiamento (OE) per primari costruttori automobilistici a livello globale — come BMW, Volkswagen e BYD. Le rigide specifiche richieste da questi brand per le loro piattaforme elettriche e ibride servono da laboratorio in tempo reale: le soluzioni messe a punto per il primo equipaggiamento vengono trasferite direttamente nei pneumatici destinati al mercato del ricambio, a beneficio dei clienti del Gruppo Magri e degli automobilisti italiani.
L’obiettivo ambientale e la sicurezza del guidatore
L’obiettivo finale stimato dai gruppi di lavoro europei (UN-ECE TF TA) è ridurre complessivamente di oltre il 10% la quantità di microparticelle disperse dai pneumatici, tagliando fuori dal mercato le coperture di bassa qualità a rapido ed elevato degrado.
Con l’approccio adottato da marchi come Giti Tire, la riduzione dell’impatto ambientale non andrà a discapito della sicurezza: la nuova generazione di pneumatici Euro 7 garantirà elevata aderenza sul bagnato, spazi di arresto ridotti, minore resistenza al rotolamento (con conseguente risparmio di carburante o energia) e una resa chilometrica prolungata.
Ricerca su mescole e battistrada
Giti Tire, attiva nello sviluppo di pneumatici da oltre 75 anni, concentra parte della propria ricerca sull’ottimizzazione delle mescole, dei disegni del battistrada e dei processi produttivi.
I pneumatici devono oggi rispondere a diversi requisiti contemporaneamente: dalla sicurezza sul bagnato alla riduzione della resistenza al rotolamento, passando per comfort, durata chilometrica e contenimento dell’abrasione.

L’introduzione di parametri specifici sull’usura spinge quindi il settore verso nuove soluzioni tecniche, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere le caratteristiche di sicurezza e il comportamento su strada.
Euro 7: una stangata per i cittadini quando bastava l’Euro 6?
Resta un interrogativo di fondo che fa discutere addetti ai lavori e automobilisti: ha davvero senso imporre standard così stringenti e costosi solo all’interno dei confini europei?
Al di là delle buone intenzioni ambientali, la sensazione generale tra gli addetti ai lavori e gli automobilisti è che l’Euro 7 rappresenti un’ulteriore complicazione burocratica e un inevitabile aggravio economico per l’utilizzatore finale. Con l’Euro 6d (e le sue evoluzioni 6d-Temp e 6e), i propulsori termici avevano già raggiunto livelli di efficienza e pulizia straordinari, riducendo le emissioni allo scarico a valori infinitesimali rispetto al passato.
Estendere la normativa a parametri complessi come l’usura di freni e pneumatici si traduce in costi imponenti di R&D e certificazione per le aziende del settore, spese che finiscono inevitabilmente per scaricarsi sui prezzi di listino delle vetture e sui ricambi. Molti ritengono, compreso il sottoscritto, che sarebbe stato più sensato fermarsi agli standard Euro 6, consolidando una tecnologia già matura e accessibile, anziché imporre una nuova stretta normativa. L’Europa rischia così di punire il portafoglio dei propri cittadini, mentre i grandi mercati extra-UE (come USA, Cina e Paesi emergenti) continuano a muoversi con regole decisamente meno severe.
L’Euro 7 è una normativa fortemente protettiva per la salute pubblica locale dei cittadini europei (meno polveri sottili da respirare nelle strade cittadine), ma ha un impatto infinitesimale sulla salvaguardia globale del pianeta rispetto all’enorme costo economico sostenuto dai consumatori del vecchio continente. Se da un lato è lodevole la spinta dell’UE verso la sostenibilità, dall’altro sorge spontanea una domanda: si sta salvando il pianeta o si sta semplicemente sovraccaricando di costi l’automobilista europeo, mentre il resto del mondo guarda da lontano?
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