Free Flow sulle autostrade senza caselli: dove è attivo
In Italia il sistema Free Flow senza caselli è attivo dal 2015, anno in cui è stato introdotto per la prima volta dall’Autostrada Pedemontana Lombarda: adesso il numero di tratte aumenterà
Free Flow sulle autostrade senza caselli né barriere né sbarre che si alzano e si abbassano: nel 2026 passi senza fermarti, pagando con addebito su conto o su carta. È vero? Sì. Ma il sistema Free Flow senza caselli è attivo dal 2015, anno in cui è stato introdotto per la prima volta dall’Autostrada Pedemontana Lombarda..
Oggi il sistema di pagamento barrelless/free-flow per pedaggi o accessi è attivo in questi punti autostradali:
- Galleria del Vento / Traforo del Frejus (A32): in alcuni punti di accesso e svincoli della rete connessa sono attivi portali di lettura automatica della targa, anche se ai varchi principali resta il sistema di barriera tradizionale.
- Tangenziale di Napoli (A56): non è un sistema Free Flow autostradale completo (ci sono ancora i caselli fisici), ma in diversi svincoli urbani è attivo un sistema automatizzato a lettura targa avanzata (senza sbarra per i clienti abilitati al conto targa/Telepass).
Per la rete autostradale standard a pedaggio:
- A36, A59, A60 (Autostrada Pedemontana Lombarda) – Pioniera in Italia
- A33 (Asti-Cuneo) – Sulle tratte completate (es. Tangenziale di Alba)
- A35 / SP19 (Raccordo Ospitaletto-Montichiari / Corda Molle)
- A8 (Milano-Laghi) in arrivo
- A1/A14 Bologna in arrivo.
Autostrade per l’Italia ha avviato test per estendere la tecnologia Free Flow / lettura targa dinamica in ingresso/uscita ad alcuni nodi metropolitani della A8 (Milano-Laghi) e della A1/A14 attorno a Bologna, ma al momento la rete nazionale classica rimane basata sul sistema a barriera (chiuso o aperto).
Free Flow sulle autostrade senza caselli: che accade
L’esazione a flusso libero non è più considerata una peculiarità circoscritta ad alcune tratte specifiche, bensì una tecnologia destinata a un’estensione progressiva su tutta la rete autostradale nazionale.
Si passa da una fase di “sperimentazione” o utilizzo su tratte isolate (Pedemontana, A33) a una visione politica e industriale che punta a rendere il Free Flow lo standard futuro per abbattere le code e ridurre le emissioni causate dai rallentamenti ai caselli.
Conseguenze se non paghi
Da anni è nota la ripercussione negativa se non paghi: con l’introduzione del sistema Free Flow, il pagamento del pedaggio non avviene più al casello ma deve essere effettuato entro 15 giorni solari dal transito tramite canali digitali o sportelli fisici. Dimenticare questa scadenza fa scattare un primo sollecito di pagamento con spese di recupero crediti. Se l’inadempienza persiste, la pratica viene trasmessa alla Polizia Stradale per la violazione dell’articolo 176 del Codice della Strada. Questo comporta una sanzione amministrativa di 87 euro, la decurtazione di 2 punti dalla patente e l’obbligo di saldare il pedaggio originario maggiorato.

Occhio alle truffe
L’introduzione del sistema Free Flow, eliminando i caselli tradizionali e spostando la gestione dei pagamenti su portali digitali ed entro una finestra temporale di 15 giorni, ha aperto la strada a una nuova ondata di truffe informatiche, note come smishing e phishing.
I criminali informatici sfruttano la naturale disattenzione o la scarsa familiarità degli automobilisti con queste nuove procedure telematiche inviando SMS, e-mail o messaggi WhatsApp ingannevoli. Tali comunicazioni simulano in modo estremamente fedele i solleciti di pagamento ufficiali delle società autostradali, inserendo loghi e grafiche credibili per spingere la vittima a cliccare su link esterni.
L’obiettivo principale è carpire dati personali, credenziali bancarie o numeri di carte di credito. Per difendersi da queste frodi digitali, le autorità raccomandano di non cliccare mai sui link contenuti all’interno dei messaggi e di verificare l’eventuale posizione debitoria esclusivamente collegandosi ai portali web ufficiali dei gestori autostradali.