Nuovi dazi UE 2026 sulle auto ibride plug-in cinesi: chi colpiscono
UE valuta nuovi dazi sulle ibride plug-in cinesi. Nel mirino i principali gruppi automobilistici della Cina, tra cui BYD, Chery e SAIC, nella nuova battaglia commerciale tra Bruxelles e Pechino.

L’Unione europea starebbe valutando l’introduzione di nuovi dazi compensativi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina. La misura si inserirebbe in un contesto commerciale ancora teso tra Bruxelles e Pechino, tra tentativi di dialogo e nuove politiche di protezione del mercato interno.
Dazi UE auto ibride plug-in cinesi
Tensioni UE e Cina
La notizia, riportata dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, si colloca in una fase delicata delle relazioni commerciali tra Unione europea e Cina. Da un lato, l’Europa cerca di ridurre la dipendenza da forniture strategiche cinesi; dall’altro, continua il confronto su regole e condizioni di accesso al mercato.
Secondo le informazioni emerse, la Commissione europea avrebbe già predisposto il quadro tecnico per l’attivazione dei nuovi dazi, che entrerebbero in vigore solo dopo il raggiungimento di una maggioranza tra gli Stati membri.
Il possibile intervento sulle ibride plug-in rappresenta un nuovo capitolo dopo le tensioni già registrate sul fronte delle auto elettriche a batteria. Nei mesi scorsi, UE e Cina avevano infatti avviato un dialogo per definire un’intesa sugli impegni di prezzo per i veicoli elettrici esportati dalla Cina in Europa.
L’obiettivo era trasformare i dazi anti-sussidi introdotti nel 2024 in un sistema più strutturato, basato su soglie minime di importazione e regole condivise, per evitare un’escalation commerciale.
Dazi sulle auto ibride plug-in
Il nuovo possibile intervento riguarderebbe in particolare le ibride plug-in prodotte da alcuni dei principali gruppi automobilistici cinesi, tra cui BYD, Chery e SAIC, attivi in forte espansione sul mercato europeo.
Le misure allo studio mirerebbero a introdurre dazi compensativi per contrastare eventuali distorsioni della concorrenza e riequilibrare il mercato interno, dove la presenza di modelli cinesi è in crescita costante.
Dazi sulle auto elettriche
I nuovi dazi, se approvati, si andrebbero a sommare a quelli già stabiliti nel 2024, quando la Commissione europea aveva imposto dazi anti-sussidi sulle auto elettriche cinesi al termine di un’indagine sulle forme di sostegno pubblico al settore.
Le tariffe, sommate al dazio standard del 10%, avevano raggiunto fino al 45,3% a seconda del costruttore. Una decisione che aveva generato forti tensioni diplomatiche con Pechino e aperto un lungo confronto tra le due economie.
Materie prime e componenti strategici
La questione si intreccia anche con il tema più ampio della sicurezza delle catene di approvvigionamento, soprattutto per materie prime e componenti strategici legati alla transizione energetica dell’industria automobilistica europea.
In questo contesto, le istituzioni europee stanno valutando un approccio più strutturato per garantire maggiore autonomia industriale, senza interrompere completamente i rapporti commerciali con la Cina.
Al momento la Commissione europea non ha rilasciato commenti ufficiali. Il dossier resta quindi aperto, in una fase di equilibrio tra cooperazione e possibili nuove barriere commerciali, mentre prosegue il confronto tra Bruxelles e Pechino sul futuro dell’industria automobilistica globale.