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Itala, HIB e Fabbrica Italia: il mito della Pechino-Parigi torna su strada con DR

Dalla storica vittoria del 1907 alla nuova era industriale con HIB: DR Automobiles riporta in vita una leggenda del motorismo italiano con il piano industriale Fabbrica Italia ed una gamma che promette di unire l'eredità pionieristica a tecnologie d'avanguardia.

La storia di Itala è una delle più gloriose e affascinanti dell’automobilismo pionieristico italiano. Parliamo di un marchio che, all’inizio del Novecento, era sinonimo di eccellenza tecnica e vittorie leggendarie, tanto da essere considerato la “Ferrari” della sua epoca. E’ legato a una delle imprese più note della storia automobilistica, il raid Pechino-Parigi del 1907, affrontato da Scipione Borghese, Luigi Barzini ed Ettore Guizzardi. L’impresa contribuì a rafforzare la reputazione tecnica del costruttore italiano.

Il marchio è tornato alla ribalta perché DR Automobiles (il gruppo di Massimo Di Risio) ne ha acquisito i diritti per un’operazione di rebranding: ha debuttato il 18 maggio 2026 in un evento ospitato al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO). L’appuntamento ha segnato la presentazione del piano industriale che punta a riportare su strada una nuova gamma di modelli, segnando una fase di rilancio del brand piemontese sotto la divisione HIB (Historic Italian Brands).

Il piano industriale, legato a HIB e denominato “Fabbrica Italia”, punta a rilanciare sul mercato internazionale marchi storici non più in attività come Itala e O.S.C.A. Il modello produttivo, guidato tecnicamente dall’ingegner Roberto Fedeli, prevede l’utilizzo di piattaforme globali del gruppo asiatico GAC integrate con il design firmato da Italdesign, lo sviluppo e l’elettronica italiani; l’assemblaggio avverrà in due nuovi stabilimenti in Molise, a Macchia d’Isernia, di cui il primo sarà operativo a settembre 2026. Durante l’evento è stata svelata in anteprima la Nuova Itala 35, un crossover compatto tecnologico che rappresenta il primo di sei modelli previsti per il marchio Itala, in arrivo sul mercato a settembre 2026 con un prezzo d’attacco di 35.000 euro. La strategia commerciale prevede inoltre l’inaugurazione del primo showroom a Torino in collaborazione con il Gruppo Biauto, con l’obiettivo di estendere la rete a 50 punti vendita in Italia entro la fine del 2026 prima di avviare l’espansione all’estero.

Cos’era Itala?

Fondata a Torino nel 1904 da Matteo Ceirano (una figura chiave che collaborò anche alla nascita della FIAT), la Itala Fabbrica Automobili si distinse subito per la costruzione di vetture di lusso e da corsa con motori enormi e soluzioni tecniche d’avanguardia.

L’evento che rese la Itala immortale fu il Raid Pechino-Parigi del 1907 (VIDEO)

  • La sfida: 16.000 chilometri attraverso deserti, fangaie e assenza totale di strade.
  • La vettura: una Itala 35/45 HP guidata dal principe Scipione Borghese, accompagnato dal giornalista orvietano Luigi Barzini e dal meccanico Ettore Guizzardi.
  • Il risultato: arrivarono a Parigi con ben 20 giorni di anticipo rispetto al secondo classificato. Fu la dimostrazione definitiva della superiorità meccanica italiana nel mondo.

Nonostante il prestigio, la Itala subì il contraccolpo della Prima Guerra Mondiale, durante la quale dovette convertire la produzione in motori d’aviazione (su licenza Hispano-Suiza).

La sede storica a Torino

La sede della Itala ha attraversato diverse fasi storiche a Torino, spostandosi seguendo la sua rapida crescita industriale. Agli albori, quando l’azienda si chiamava ancora Matteo Ceirano & C., la sede provvisoria era in Via Guastalla 5. Poco dopo, con il cambio di nome in Itala, la produzione si spostò in Via Petrarca 29/31, in un’area di circa 3.000 metri quadrati con 150 operai.

Il vero successo del marchio portò alla costruzione di una grande fabbrica moderna in Corso Orbassano, tra gli attuali civici 145 e 151.

  • Il quartiere: si trovava nel quartiere Borgo San Paolo, che all’epoca stava diventando il cuore pulsante dell’industria automobilistica torinese (non lontano da dove sorsero anche Lancia e SPA).
  • Dimensioni: lo stabilimento arrivò a coprire un’area vastissima (oltre 80.000 mq) per far fronte alle commesse civili e, durante la Grande Guerra, alla produzione di motori d’aviazione.

Il declino

  • Negli anni ’20, la concorrenza di FIAT (più industriale) e l’ascesa di nuovi marchi sportivi la misero in crisi.
  • Nel 1934, la fabbrica chiuse definitivamente i battenti e il marchio finì nell’oblio per quasi un secolo, pur restando un pezzo pregiatissimo nei musei (la Itala della Pechino-Parigi è conservata al MAUTO di Torino).

Dopo la chiusura definitiva nel 1934, lo stabilimento di Corso Orbassano fu gradualmente dismesso e colpito dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi l’area è stata completamente riqualificata.

L’innovazione del motore “Avolo”

Itala non era solo corse. Fu celebre per l’introduzione della distribuzione rotativa (sistema Avolo), che eliminava le classiche valvole a fungo riducendo la rumorosità e l’usura, una raffinatezza meccanica estrema per i primi del Novecento.

Lo schema di funzionamento del motore Avolo ideato da Itala, tratto da The Book of the Motor Car, Rankin Kennedy C.E., 1912.
Lo schema di funzionamento del motore Avolo ideato da Itala, tratto da The Book of the Motor Car, Rankin Kennedy C.E., 1912.

La rinascita con DR Automobiles

L’obiettivo di Di Risio con il rilancio del marchio Itala è quello di posizionare questo nome in una fascia Premium/Luxury, differenziandolo dai modelli base DR attraverso la divisione HIB.

Cosa dobbiamo aspettarci:

  1. Rebranding di lusso: come accaduto per altri brand del gruppo, le basi saranno modelli di origine asiatica di Gac Group ma con finiture, design e dotazioni di livello superiore, curati nella sede di Macchia d’Isernia.
  2. Gamma Off-road e SUV: il richiamo alla storia della “Pechino-Parigi” suggerisce che il marchio Itala potrebbe essere usato per veicoli robusti, fuoristrada di lusso o crossover pensati per le grandi avventure.
  3. Target: clientela che cerca un’auto con un nome storico italiano, interni ricercati e una meccanica collaudata, ma ad un prezzo più competitivo rispetto ai marchi premium tedeschi.

Vedere il marchio Itala su una vettura moderna prodotta da DR è un’operazione di marketing nostalgico. Per gli appassionati, Itala resta il simbolo di un’Italia che dominava le strade quando l’automobile era ancora una frontiera da conquistare.

Itala, HIB e progetto industriale Fabbrica Italia

Il progetto di rilancio di Itala nasce con l’obiettivo di valorizzare l’identità storica del marchio, attivo tra il 1903 e il 1934. La nuova fase è stata presentata pubblicamente il 18 maggio da Massimo Di Risio proprio al MAUTO, in un contesto che unisce patrimonio automobilistico e sviluppo industriale. Tutto sarà gestito dalla nuova divisione HIB (Historic Italian Brands) secondo il piano industriale Fabbrica Italia.

Il piano di rilancio, Fabbrica Italia, include lo sviluppo di una nuova gamma di modelli, con un’impostazione orientata alla produzione contemporanea e al richiamo del Made in Italy. L’iniziativa punta a combinare tradizione storica e tecnologie moderne, con particolare attenzione alla produzione nazionale e alla filiera italiana. Sotto la vettura utilizzata nel Raid del 1907 che rappresenta oggi un pezzo della collezione museale torinese, sottoposta a interventi di conservazione per mantenerne l’integrità.

La Itala utilizzata nel Raid del 1907 che rappresenta oggi un pezzo della collezione museale torinese, sottoposta a interventi di conservazione per mantenerne l’integrità.
La Itala utilizzata nel Raid del 1907 che rappresenta oggi un pezzo della collezione museale torinese, sottoposta a interventi di conservazione per mantenerne l’integrità.

La Itala 35/45 HP, protagonista del raid Pechino-Parigi del 1907 esposta al Mauto.

Itala 35/45 HP
Itala 35/45 HP

Scheda Tecnica e Caratteristiche Principali ITALA 35/45 HP

Componente Caratteristica
Motore A 4 cilindri in linea (fusi in due blocchi separati)
Cilindrata 7.433 cm³ (7,4 litri)
Potenza 45 CV a soli 1.250 giri/min
Trasmissione Cambio a 4 marce + retromarcia, trazione posteriore ad albero cardanico
Velocità massima Circa 95 km/h (un’andatura notevole per l’epoca)
Telaio Longheroni in acciaio stampato a sezione a C
Sospensioni Assale rigido sia all’anteriore che al posteriore con molle a balestra semiellittica
Peso complessivo Circa 1.200 kg a vuoto (vicino ai 2.000 kg a pieno carico nel raid)
Serbatoi Carburante (Benzina): circa 380 litri totali
2 serbatoi supplementari laterali: da 150 litri ciascuno (i due grandi barili cilindrici posizionati sulle fiancate).
1 serbatoio principale posteriore: da circa 80 litri (83 litri per la precisione di fabbrica).
Liquidi di servizio: 100 litri totali
1 serbatoio per l’acqua: da 50 litri (fondamentale per il raffreddamento del maxi-motore da 7.4 litri nei climi torridi).
1 serbatoio per l’olio motore: da 50 litri (per i rabbocchi continui durante le tappe).

Le modifiche speciali per il Raid del 1907

Per affrontare l’assenza totale di strade e i terreni desertici, la vettura fu spogliata della carrozzeria di lusso originaria e allestita in versione “ungheresi” (aperta e minimalista). Vennero adottati accorgimenti unici per l’epoca:

  • I maxi-serbatoi: furono installati enormi serbatoi laterali a barile per la benzina, l’acqua e l’olio, garantendo un’autonomia eccezionale indispensabile per attraversare il deserto del Gobi.
  • Ruote e pneumatici intercambiabili: utilizzava ruote in legno di tipo “Artiglieria”. Montava pneumatici Pirelli ed era dotata di supporti posteriori per trasportare fino a tre pneumatici di scorta completi.
  • Parafanghi rimovibili: i lunghi parafanghi laterali in metallo (visibili nella foto) erano piatti e robusti. Potevano essere smontati rapidamente e usati come rampe o “piste” da mettere sotto le ruote quando l’auto affondava nel fango o nella sabbia.

Una curiosità tecnica: a differenza di molte auto contemporanee che usavano ancora la trasmissione a catena (facile alla rottura con polvere e sassi), l’Itala adottava la trasmissione ad albero cardanico, molto più protetta e robusta. Fu proprio questa affidabilità meccanica straordinaria a permettere a Scipione Borghese di trionfare con ben 20 giorni di anticipo sugli inseguitori.

Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »