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Rivalsa dell’assicurazione: come tutelarsi e quando può scattare

Alcol e revisione scaduta sono i due casi più frequenti in cui l’assicurazione può chiedere indietro i risarcimenti. Ecco quando conviene aggiungere la garanzia di rinuncia alla rivalsa.

Quando firmiamo la polizza RC Auto, spesso ci concentriamo solo sul premio da pagare. Tuttavia, esiste una clausola che può trasformare un banale incidente in un disastro economico: la rivalsa. In questa guida analizziamo i due casi più frequenti in cui l’assicurazione può chiedere indietro i soldi dei risarcimenti: la guida in stato di ebbrezza e la revisione scaduta.

Cos’è

La rivalsa è il diritto della compagnia assicurativa di richiedere all’assicurato il rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati a seguito di un sinistro, qualora l’incidente sia avvenuto in condizioni che violano il contratto o il Codice della Strada. Mentre l’assicurazione paga sempre il danneggiato (per tutelare la vittima), subito dopo “bussa alla porta” del proprio cliente per riavere l’intera cifra.

Tipi di rivalsa

Le polizze non sono tutte uguali. È importante controllare le condizioni del proprio contratto:

  • Rivalsa Totale: la compagnia può chiedere indietro il 100% di quanto pagato.
  • Rivalsa Limitata: alcune polizze prevedono un tetto massimo alla rivalsa (ad esempio, l’assicurazione può chiedere al massimo 2.500 € o 5.000 € all’assicurato, facendosi carico del resto).
  • Rinuncia alla Rivalsa: è un’opzione (spesso a pagamento) che si può aggiungere alla polizza. In questo caso, la compagnia si impegna a non richiedere i soldi indietro anche se il conducente era in stato di ebbrezza (solitamente limitata al primo episodio o a determinati tassi alcolemici).

Rivalsa in caso di ebrezza alla guida

Quando un conducente provoca un incidente con un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge (generalmente 0,5 g/l), scatta una dinamica in due fasi:

  • Risarcimento al danneggiato: l’assicurazione è obbligata per legge a risarcire i terzi coinvolti (pedoni, altri automobilisti, passeggeri) per garantire la tutela delle vittime.
  • Azione di Rivalsa: una volta liquidato il danno, l’assicurazione contatta l’assicurato (e il proprietario del veicolo, se diverso) per esigere la restituzione dell’intera cifra versata o di una parte di essa.

Le conseguenze economiche

La rivalsa è spesso l’aspetto più devastante di un incidente causato da guida in stato di ebbrezza, perché:

  • Non ha massimali: se il danno causato è di milioni di euro (ad esempio in caso di invalidità permanente o decesso di terzi), la compagnia può chiedere l’intera cifra all’assicurato.
  • Coinvolgimento del patrimonio: la richiesta di rimborso può colpire i beni personali, i risparmi e le proprietà del conducente e del proprietario del mezzo (responsabile in solido).

Per ridurre il rischio economico legato alla guida in stato di ebbrezza, molte compagnie assicurative mettono a disposizione una garanzia accessoria chiamata “rinuncia alla rivalsa per ebbrezza”. Si tratta di una tutela aggiuntiva, spesso dal costo contenuto, che può fare una grande differenza in caso di incidente. In pratica, la compagnia decide di non chiedere indietro all’assicurato le somme pagate ai terzi danneggiati. Tuttavia, questa protezione non è totale: di solito è valida solo per il primo sinistro e viene applicata entro limiti ben precisi di tasso alcolemico, spesso fissati intorno a 1,5 g/l.

È importante chiarire che questa clausola riguarda esclusivamente l’aspetto economico del sinistro. Restano infatti pienamente in vigore tutte le conseguenze previste dal Codice della Strada, come sanzioni, sospensione o revoca della patente.

Rivalsa per revisione scaduta

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la revisione del veicolo. Circolare con revisione scaduta non è solo una violazione amministrativa, ma può avere conseguenze molto più serie in caso di incidente.

Se si verifica un sinistro, la compagnia assicurativa può infatti sostenere che il veicolo non fosse idoneo alla circolazione e, di conseguenza, esercitare il diritto di rivalsa. Questo significa che l’assicurato potrebbe essere chiamato a rimborsare integralmente i danni pagati a terzi, anche per importi molto elevati.

Clausole di tutela, la rinuncia totale alla rivalsa

Per evitare situazioni così pesanti, alcune polizze prevedono specifiche clausole di tutela. In molti casi si parla di rivalsa limitata: se la revisione è scaduta da poco tempo, ad esempio entro 3 o 6 mesi, la compagnia può decidere di non esercitare la rivalsa.

In alternativa, è possibile sottoscrivere una rinuncia totale alla rivalsa, una garanzia accessoria che protegge l’assicurato anche in caso di semplice dimenticanza. Si tratta di dettagli spesso trascurati al momento della firma della polizza, ma che possono rivelarsi fondamentali per evitare conseguenze economiche molto pesanti.

Perché controllare il “Set Informativo”

Non tutte le polizze sono uguali. Le assicurazioni online o quelle low-cost spesso hanno clausole di rivalsa molto rigide per mantenere basso il prezzo del premio.

Prima di rinnovare, non guardare solo il prezzo finale: verifica che nel preventivo sia inclusa (o aggiungi manualmente) la rinuncia alla rivalsa. È un investimento minimo che protegge il tuo patrimonio personale in caso di errore o imprevisto.

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Francesca Calonzi

Avvocato con studio a Roma e Rieti, specializzato in diritto diritto assicurativo, sinistri stradali e tematiche legate al Codice Stradale.