Stoccaggio di energia elettrica in rete: le soluzioni di Volkswagen, Tesla, Mercedes e BMW
I costruttori automobilistici stanno diventando i nuovi guardiani della rete elettrica. Con l'attivazione del PowerCenter di Elli a Salzgitter, il Gruppo Volkswagen lancia il guanto di sfida: ecco la mappa dei progetti che trasformeranno le batterie (nuove e usate) in una miniera d'oro

La domanda non è più “quanta autonomia ha la tua auto?“, ma “quanta energia può restituire alla rete?“. Il 2026 segna il definitivo cambio di paradigma: i produttori di veicoli elettrici non vendono più solo mobilità, ma flessibilità con lo stoccaggio di energia elettrica in rete. Con l’inaugurazione del primo PowerCenter di Elli a Salzgitter, il Gruppo Volkswagen ha acceso i motori di un business parallelo che vede già in pista attori del calibro di Tesla, BMW e Stellantis.
Stoccaggio energia elettrica
- Volkswagen e il “modello Salzgitter”: la Managed Battery Network
- Stoccaggio energia con il Megapack di Tesla e il “Second Life” di BMW
- Stellantis, Nissan e Mercedes: l’innovazione tecnologica
- Perché questo cambierà la tua bolletta (e la tua ricarica)
- Stoccaggio energia elettrica in rete su hub dedicati
Volkswagen e il “modello Salzgitter”: la Managed Battery Network
Il progetto tedesco, guidato da Giovanni Palazzo (CEO di Elli), è il primo tassello di una strategia di integrazione verticale senza precedenti. Con 20 MW di potenza e 40 MWh di capacità, il PowerCenter di Salzgitter non si limita a stoccare energia per la rete: partecipa attivamente al mercato elettrico europeo (trading intraday).

“La transizione non sarà decisa dalla generazione, ma dalla flessibilità”, ha dichiarato Palazzo. L’obiettivo è la MBN (Managed Battery Network): una piattaforma che in futuro collegherà non solo i grandi stoccaggi statici, ma anche i milioni di veicoli elettrici dei clienti, creando una “centrale elettrica virtuale”.
Stoccaggio energia con il Megapack di Tesla e il “Second Life” di BMW
Se Volkswagen accelera in Europa, Tesla continua a dominare la scena globale con i suoi Megapack. Entro la fine del 2026, l’azienda di Elon Musk punta a gestire oltre 4,5 GW di stoccaggio solo in Australia. Progetti come la Hornsdale Power Reserve hanno già dimostrato che le batterie possono stabilizzare intere regioni, evitando blackout e abbattendo i costi per i consumatori.
In Germania, BMW risponde con un approccio basato sull’economia circolare. Presso lo stabilimento di Lipsia, una “fattoria di stoccaggio” utilizza oltre 700 batterie esauste di BMW i3. È il concetto di Second Life: una batteria che non è più idonea per un’auto (capacità < 80%) può funzionare perfettamente per altri dieci anni come accumulatore statico, riducendo l’impronta di carbonio della fabbrica.
Stellantis, Nissan e Mercedes: l’innovazione tecnologica
Anche gli altri player non stanno a guardare:
- Stellantis: con il progetto IBIS, il gruppo sta testando batterie dove l’elettronica di conversione è integrata nei moduli. Meno peso, più efficienza e costi ridotti per i futuri hub di stoccaggio.
- Nissan: con l’ecosistema EV36Zero a Sunderland (UK), ha creato un micro-circuito energetico dove le turbine eoliche alimentano batterie la cui energia viene riutilizzata per alimentare la città industriale.
- Mercedes-Benz: attraverso Mercedes-Benz Energy, ha già attivato sistemi da 29 MW per la stabilità della rete europea e fornisce soluzioni di stoccaggio per grandi infrastrutture, come l’Aeroporto di Fiumicino a Roma.
- Fiumicino: Pioneer è un acronimo di “airPort sustaInability secONd lifE battEry stoRage”, e racchiude la missione del progetto con il riutilizzo delle batterie EV per uno stoccaggio energetico sostenibile di Nissan: Mercedes-Benz e Stellantis.
Perché questo cambierà la tua bolletta (e la tua ricarica)
- Costi di ricarica più bassi: gestire l’energia nei momenti di surplus permette ai provider (come Elli) di offrire tariffe più competitive.
- Ricarica intelligente: la tua auto caricherà quando l’energia costa meno e, grazie al V2G (Vehicle-to-Grid), potrà persino farti guadagnare restituendo energia alla tua casa o alla rete.
- Sostenibilità reale: le batterie non diventano rifiuti, ma asset strategici che durano decenni.
Stoccaggio energia elettrica in rete su hub dedicati
| Azienda | Progetto/Dislocazione | Potenza/Capacità | Focus Principale |
| Volkswagen (Elli) | PowerCenter/Salzgitter | 20 MW / 40 MWh | Trading & Integrazione Verticale |
| Tesla | Hornsdale (Australia) | 150 MW / 194 MWh | Stabilità di rete su larga scala |
| BMW | Leipzig Storage Farm | 700+ batterie i3 | Second Life & Economia Circolare |
| Mercedes-Benz | Fiumicino / Factory 56 | 5.5 MWh / 29 MWh | Efficienza industriale e Hub |
| Mercedes/ Nissan / Stellantis | Fiumicino | / 10 MWh |
Dalla rete alla tua casa: l’auto diventa una “Powerwall” su ruote
Quello che Elli sta realizzando a livello industriale a Salzgitter è l’anteprima di ciò che accadrà nei nostri garage. Grazie alla ricarica bidirezionale, l’auto elettrica smette di essere solo un mezzo di trasporto per diventare un accumulatore domestico intelligente. Nel 2026, tecnologie come il V2H (Vehicle-to-Home) e il V2G (Vehicle-to-Grid) sono ormai realtà accessibili:
- Risparmio in bolletta: con sistemi come l’Elli Charger 2 o il Wallbox Quasar 2, è possibile prelevare energia dalla batteria dell’auto per alimentare la casa durante le ore di punta, quando l’elettricità costa di più, o sfruttare il surplus del proprio impianto fotovoltaico accumulato durante il giorno.
- Indipendenza e Backup: modelli come la Volkswagen ID.4, la Hyundai IONIQ 9 o la Tesla Model 3 (tramite il nuovo ecosistema Powerwall 3) possono fungere da generatori d’emergenza in caso di blackout, garantendo energia a un’abitazione media per diversi giorni.
- Guadagnare con l’auto: in diversi mercati europei, i privati possono già partecipare a programmi pilota per rivendere l’energia dell’auto alla rete nei momenti di massima richiesta, trasformando il costo dell’auto in un potenziale ricavo.