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Renault, la cura Provost per battere la Cina: taglio dei costi e realismo industriale

François Provost accelera sulla riduzione dei costi produttivi e sulle alleanze strategiche per rendere le elettriche Renault competitive

La nuova direzione impressa da François Provost alla strategia di Renault segna un passaggio cruciale nell’evoluzione del Gruppo, spostando il baricentro dalla visione creativa di Luca de Meo a un pragmatismo industriale estremamente rigoroso. Il cuore di questa manovra è la sfida diretta ai costruttori cinesi, combattuta non solo sul terreno dell’innovazione, ma soprattutto su quello dell’efficienza economica. L’obiettivo dichiarato è una riduzione strutturale dei costi di produzione pari al 40% per i modelli elettrici entro il prossimo biennio, un traguardo necessario per rendere accessibili vetture iconiche come la nuova Twingo e la Renault 5 a una fascia di mercato più ampia.

Taglio dei costi Renault: obiettivo -40% sulle elettriche

Per raggiungere questa efficienza, Provost ha introdotto una metodologia ispirata proprio ai competitor asiatici, puntando sulla contrazione dei tempi di sviluppo e su una drastica semplificazione dei processi. Questo “realismo” si riflette anche in un approccio più aperto alle collaborazioni esterne, come dimostrato dalle partnership con Geely per i motori termici e con giganti tecnologici per il software di bordo. L’idea di fondo è che Renault debba trasformarsi in una piattaforma agile e orizzontale, capace di integrare le migliori tecnologie globali riducendo al contempo gli sprechi della catena di montaggio.

Sotto la guida di François Provost, succeduto a Luca de Meo nel luglio 2025, Renault ha lanciato il piano futuREady
Sotto la guida di François Provost, succeduto a Luca de Meo nel luglio 2025, Renault ha lanciato il piano futuREady

La pressione di Renault su Bruxelles e la moratoria UE

Sul fronte politico e normativo, la strategia di Provost si fa sentire con forza anche a Bruxelles. Il manager sostiene la necessità di una moratoria sulle nuove restrizioni tecniche per concentrare ogni risorsa finanziaria sull’abbattimento dei prezzi di listino. Secondo questa visione, l’industria europea non può permettersi ulteriori carichi normativi mentre cerca di colmare il divario di prezzo con i produttori orientali. In definitiva, la gestione Provost sta trasformando Renault in un’azienda più snella e reattiva, dove il successo finanziario, con margini operativi in crescita e un titolo solido sui mercati, è strettamente legato alla capacità di offrire mobilità elettrica allo stesso prezzo delle vecchie auto a benzina.

Piano Renault futuREady: l’ibrido resta centrale oltre il 2030

Ed ecco perché Renault ha presentato il nuovo piano industriale denominato futuREady, una roadmap strategica che segna un cambio di rotta rispetto agli anni passati: l’obiettivo non è più il “tutto elettrico” a tappe forzate, ma un approccio più pragmatico e flessibile che abbraccia l’ibrido e la “multi-energia”.

Due fasi

La marca Renault ha ricalibrato le proprie ambizioni. Se prima l’orizzonte era esclusivamente a batteria, ora la strategia prevede che entro il 2030 le vendite in Europa siano al 100% “elettrificate” (includendo quindi gli ibridi) e al 50% nei mercati extra-europei. L’obiettivo volumetrico è superare i 2 milioni di veicoli annui, con una forte spinta fuori dai confini continentali.

Il piano si articola in due fasi principali:

  1. Segmenti A e B: rafforzamento della posizione di leadership grazie alla nuova Clio e all’attesa famiglia di elettriche composta dalle Renault 5, Renault 4 e nuova Twingo.
  2. Segmenti C e D: una “seconda ondata” di prodotti che vedrà il lancio di nuovi modelli sia full electric sia ibridi, basati sulla nuova piattaforma dedicata RGEV Medium 2.0.

Un punto chiave è la conferma dei motori Full Hybrid E-Tech oltre il 2030. Renault non solo manterrà queste motorizzazioni, ma ne svilupperà nuove varianti sotto i 150 CV, esportando questa tecnologia anche nei mercati internazionali come alternativa ai propulsori diesel.

Strategia Dacia: multi-energia e accessibilità

Per Dacia, la parola d’ordine resta la concretezza. Il brand continuerà a puntare su un’offerta “multi-energia” per garantire accessibilità economica. Questo significa che i futuri modelli, inclusa la prossima generazione della Sandero, continueranno a offrire una varietà di motorizzazioni (termiche, GPL, ibride) per adattarsi alle diverse esigenze dei clienti e alle infrastrutture dei vari Paesi. L’obiettivo è mantenere il posizionamento di “best value for money” del mercato, senza accelerazioni forzate verso l’elettrico puro se non dove strettamente necessario o richiesto dalla domanda.

Espansione internazionale: il ruolo di India e Geely

Il Gruppo punta a una crescita massiccia all’estero con 14 nuovi modelli entro il 2030, focalizzandosi su hub strategici come America Latina, Corea del Sud e India. In particolare:

  • India: diventerà un polo produttivo ed esportatore con 4 nuovi modelli dedicati. Qui verrà sviluppato il modello di serie derivato dal prototipo Bridger (piattaforma RGMP Small), previsto per il 2027 in versioni termica, ibrida ed elettrica.
  • Partnership con Geely: confermata l’adozione della piattaforma GEA di Geely per alcuni modelli internazionali (come i già citati Grand Koleos e Boreal).

Innovazione e Alpine

A chiudere il quadro delle novità c’è il prototipo Renault R-Space Lab, un laboratorio viaggiante destinato a testare le tecnologie dei futuri “veicoli intelligenti”. Per quanto riguarda Alpine, il piano prevede un posizionamento ancora più esclusivo e sportivo, pur rimanendo integrato nelle logiche di elettrificazione del Gruppo.

Giovanni Mancini

L'Ing. Giovanni Mancini, ingegnere meccanico e membro della Commissione Motorismo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, è pilota, giornalista, Direttore Responsabile di NewsAuto.it e dei magazine Elaborare GT e Elaborare 4x4, punti di riferimento per i car enthusiast da oltre trent'anni. Con una carriera agonistica di oltre 100 gare… More »