Poche auto nella storia rappresentano meglio il marchio di appartenenza come Wrangler fa per Jeep. Un’icona curata negli anni per aderire il più possibile alla mission dell’azienda americana. Dura, capace e senza compromessi. Discendente diretta dell’originale Willys, la Wrangler anche nelle linee definite e nella combinazione fari-griglia, rappresenta la declinazione moderna dello spirito off-road di Jeep. Caratteristiche però che non troveranno più spazio nel mercato europeo. Questo ha portato alla scelta del ritiro di Jeep Wrangler dal mercato europeo nel 2026.
Alcune delle ragioni per il ritiro della Wrangler risiedono certamente nei costi legati all’aggiornamento dei nuovi standard della sicurezza e non di meno sono le ragioni legate alle emissioni e gli altrettanto stringenti standard imposti dall’Unione Europea.
Ma non solo. Jeep aveva già confermato recentemente le intenzioni di ritirare dal mercato la Renegade per lasciare spazio ad un piano più ampio di razionalizzazione delle piattaforme e di transizione verso l’elettrico. Anche Marco Montepeloso, responsabile della pianificazione dei prodotti del marchio, conferma. Interrogato invece sulle sorti della Wrangler dichiara: ”Ci sono diverse normative che incidono sulla compatibilità di Wrangler con la regione europea, come la normativa sulla sicurezza che entrerà in vigore a metà del 2026 e che richiede alcune funzionalità aggiuntive che sul modello sarà difficile implementare”. Confermando così il cambio di passo intrapreso dal marchio americano che porta al ritiro di Wrangler. In questo processo di rinnovamento non sembra trovare spazio un fuoristrada di queste dimensioni e concezione.
Problemi relativi ai consumi
Secondo il nuovo regolamento europeo, in entrata in vigore nel 2026, il limite imposto per la classe d’emissioni 6D alla quale Wrangler appartiene, scenderà di un ulteriore 15% rispetto all’attuale 95 g/km. La più virtuosa delle Wrangler, la 4xe ibrida plug-in, si troverebbe al filo degli 80 g/km con soli 79 attualmente dichiarati. Peggiore la situazione per le versioni non elettrificate. Questo complicherebbe il futuro della produzione, che richiederebbe un adeguamento importante sia nella progettazione del mezzo che delle infrastrutture per realizzarlo. Telaio, motore e fabbriche sarebbero da adeguare a nuovi standard, con costi non indifferenti.
Inoltre le nuove normative riguardanti l’Euro 7, considereranno anche fattori tra cui ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO) e particolato (PM), introducendo requisiti anche per le emissioni prodotte dai freni e dai pneumatici (particolato non legato al tubo di scarico). Questo sarebbe un futuro limite importante da sovrastare per gli ingegneri di Jeep se dovessero tentare di aggiornare e non sostituire la piattaforma. L’auto è appositamente pesante e “assetata”, poiché la natura originale del progetto era quella dell’off-road. Parte del fascino di questa vettura è proprio l’assenza di compromessi e la sua inarrestabilità.
Problemi relativi alla sicurezza stradale per il ritiro di Jeep Wrangler
Altro punto d’attrito con le normative europee riguarda la sicurezza degli utenti vulnerabili e le normative sugli ADAS. Anche da quanto affermato da Montepeloso sarebbe stato “davvero complesso” rendere la Wrangler conforme, costringendo Jeep a “ripensare completamente il concetto” per soddisfare la prossima ondata di standard. All’occhio saltano immediatamente le proporzioni di Wrangler che, con grandi superfici e spigoli sul frontale, non rappresenta una zona d’impatto sicura per ciclisti e pedoni. Almeno non per gli standard europei.
Inoltre ci sarebbe il problema di adeguare tutti i sistemi di sicurezza alla guida alle nuove normative. Significherebbe aggiungere: Lane Assist, Intelligent Speed Assistance (ISA), Driver Drowsiness and Attention Warning (DDAW), Advanced Driver Distraction Warning (ADDW), Reversing Detection System. Event Data Recorder (EDR), la predisposizione per l’installazione di un alcol-lock, Advanced Emergency Braking System (AEBS) ed Emergency Lane Keeping System (ELKS). Adeguare il pianale a questo tipo di sistemi e renderlo sicuro agli impatti con pedoni e ciclisti, sembrerebbe essere più dispendioso che ritirare Wrangler dal mercato europeo.
Conclusioni
La Wrangler quindi si ritrova nella terra di nessuno: un brand che cerca di rinnovarsi su una concezione divergente dalla natura di Jeep; con una piattaforma oramai troppo costosa da rinnovare invece che riprogettare. Le nuove stringenti regole su sicurezza e consumi forzano un ritiro forse acerbo, nonostante la longevità del modello che ha fatto appassionare molti. Con ogni probabilità il nome e lo stile verranno presto riproposti in chiave più moderna ed in linea con la nuova identità di Jeep. Nel momento attuale sarà possibile acquistare Wrangler fino alla prima metà del 2026 per poi sparire dal listino europeo e lasciare spazio a modelli come Recon. Gamma di Jeep che al momento rimane senza un veicolo off-road puro fino all’arrivo di Recon, per la quale ci sono grandi aspettative riguardo alle prestazioni in fuoristrada.
