Seat Leon Cup Racer 2.0 Tsi 330 Cv [La Prova]

Abbiamo provato in pista la Seat Leon Cup Racer da gara preparata da Seat Motorsport. E' la protagonista del trofeo monomarca Leon Cup che si corre in Italia

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11 giugno, 2015

La prova in pista Seat Leon Cup Racer – Signori, non ci sono mezzi termini: la Leon Cup Racer è una sportiva fatta e finita. La base di partenza è l’ultima versione della hatchback spagnola, sulla quale però il motore 2.0 TSI è stato portato fino a 330 cavalli e 450 Nm di coppia per garantire performance in pista di rilievo. L’interesse del brand, d’altronde, è quello di offrire alla clientela track affected una base di partenza “economica” (parliamo di 70.000 euro per la versione base pronto gara) per poter gareggiare, considerando anche il trofeo monomarca Leon Cup appositamente organizzato.
CALENDARIO GARE SEAT LEON CUP RACER 2015

LA VEDIAMO DA FUORI – Molto molto cattiva, a dirla tutta. Le carreggiate allargate e tutte le appendici aerodinamiche non solo aiutano a livello tecnico, aiutando a generare deportanza, ma danno aggressività all’insieme vettura…e l’effetto finale è sbalorditivo. Lo splitter sotto al paraurti anteriore è grande e grosso, e nelle staccate al limite in inserimento in curva purtroppo tende a strisciare in parte sull’asfalto, mentre al posteriore la fa da padrone questo spoiler mantenuto da un traliccio: è sicuramente efficace, anche se a livello estetico la soluzione non è delle migliori, dato che sembra semplicemente un pezzo a parte. Ma ne vogliamo parlare dei gruppi ottici poi? Sono gli stessi che monta la Leon che possiamo vedere tranquillamente girovagare sulla strada mentre andiamo in ufficio o facciamo una passeggiata domenicale, con tanti di strisce a LED come luci di posizione. Non ci resta poi che fissare il posteriore con fare interrogativo per cercare di capire cosa ha spinto i designer a piazzare il terminale di scarico (catalizzato, si vede guardando al suo interno) in modo grossolano, essendo un semplice tubo che esce al centro, sotto al paraurti posteriore. Ah beh, non ne abbiamo idea, ma fin quando funziona tutto è lecito, tanto dobbiamo ricordarci che l’utilizzo è prettamente racing, dove l’estetica può tranquillamente lasciare il passo alla funzionalità ed all’efficienza.

POI SALIAMO DENTRO – Interni? Quali interni? Scherzi a parte non ci aspettavamo confort da auto di lusso e vani refrigerati per le bibite, ma un ambiente fatto di rollbar ed indicazioni tecniche. Le nostre aspettative infatti non sono per nulla state deluse e gli interni della Leon Cup Racer sono estremamente scarni, con sedili racing e cinture a multipli punti di attacco per tenere il pilota saldamente fermo al suo posto ed evitare camminate accidentali per l’abitacolo. Al posto del pilota si vedono solo due cose: display TFT da 7 pollici AIM MXG usato come strumentazione ed il volante con comandi adattati per le funzioni di base, a partire dall’attivazione degli abbaglianti fino all’eventuale acqua per il pilota. Guardiamoci un momento attorno. La gabbia che troneggia nell’abitacolo è fatta da tubi doppi, tanto che per accedere al sedile ci si deve aggrappare e scivolare all’interno in stile Dukes Of Hazzard (si, avete presente quando i protagonisti salgono sulla Dodge Charger del ’69, la “Generale Lee”? Proprio quello intendiamo, ma senza dover passare dal finestrino), ma curioso è il selettore del cambio, quasi identico al modello di serie.
Seat Leon Cup Racer Franciacorta (17)

COME VA IN PISTA– Seat Leon Cup Racer mantiene la trazione anteriore, e questo potrebbe portare i più ad immaginare poderose reazioni di coppia al volante, ma in realtà basta non sbagliare con il punto di riapertura del gas in uscita di curva, altrimenti si vola via lungo la tangente soprattutto se il motore è a giri così alti da esprimere tutto il suo potenziale.

Aumentano i giri in pista ed aumenta ancora di più la conoscenza di questo piccolo rasoio: interpretarla, in fin dei conti, non è troppo difficile, anche perchè riesce a dare confidenza quasi a primo acchiatto, merito anche di un assetto piuttosto neutro. Tutto sommato lei chiede soltanto di scaldare le gomme slick e di cercare di andare quanto più forte possibile….e noi l’accontentiamo, ovviamente piede destro sull’acceleratore e piede sinistro sul freno per tagliare i tempi al minimo.

E poi gira e rigira, si trova il punto di corda e si accelera in modo graduale ma veloce, per saggiare quale sia il limite di tenuta, e marcia su marcia si arriva alla curva successiva. Il cambio DSG a 6 rapporti viene azionato da paddle al volante e si attiva quasi istantaneamente, innestando il rapporto precedente o quello successivo senza remore ed in modo molto lineare. La staccatona a fine rettilineo ti porta a schiacciare senza remore il pedale freno duro, che chiede forza e se soddisfatto morde un impianto con dischi anteriori baffati ed autoventilati da 362 mm e posteriori da 272 mm. Stacca, scala e buttala dentro la curva, quanta tengono queste gomme! Il telaio poi è così rigido che ci ritroviamo in quasi ogni curva a sollevare la ruota posteriore interna, mentre in rettilineo avvertiamo quanto il carico aerodinamico i riveli efficace all’aumentare della velocità.

Ah giusto, ma una cosa abbiamo tralasciato: il motore. Il 2.0 TSI del gruppo VW è praticamente un tuttofare, un motore che negli anni ha visto tante interpretazioni con cavallerie a volte molto diverse tra loro: in questo caso il picco di potenza è a quota 330 cavalli, così come la coppia tocca i 450 Nm. Tira ed in modo molto lineare, con l’ingresso del turbo che avviene in modo piuttosto mesto e senza il classico “calcio” che ci si potrebbe aspettare: per una guida pulita è preferibile questo tipo di comportamento, che non ti porta scompensi di assetto in uscita di curva qualora ci trovi a girare troppo in basso. Un po’ vuoto a dirla tutta, fino a quando la pressione di esercizio non viene raggiunta, ma basta stare alti, più o meno dai 3800 giri in poi, per far esprimere al meglio il suo potenziale.

SCHEDA TECNICA LEON CUP RACER
Motore 2.0 TSI, 4 in linea
Potenza  330 cv
Coppia 450 Nm
Trazione anteriore con differenziale elettronico a slittamento limitato. 3 mappature disponibili
Cambio DSG 6 rapporti con paddle al volante
Sospensioni Anteriore McPherson, Posteriore Multilink
Freni ant. pinze a 6 pistoncini con dischi ventilati in acciaio da 362 mm
Freni post. pinze a 4 pistoncini con dischi ventilati in acciaio da 272 mm
ABS rimosso
Peso 1.150 kg (63% anteriore)
Dimensioni Lunghezza: 4.382 mm – Larghezza frontale massima: 1.950 mm  – Larghezza posteriore massima: 1.950 mm
Prezzo 70.000 euro

Leon Cup Racer impressioni di guida di GIOVANNI MANCINI 

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